Pratiche scorrette (quelli di #GreenNetwork sono una manica di truffatori)

Premetto che mia madre non è una scema, è una donna intelligente. E nonostante i 70 anni va alla grande. Ok, si rincretinisce un po’ troppo il cervello davanti a “Beautiful” ed “Il Segreto”, ma ancora se la cava.

Due settimane fa è stata contattata telefonicamente da una fantomatica “Segreteria ENEL” che, adducendo un fantomatico guasto al sistema di raccolta dati, è riuscito a carpirle, essendo lei in totale buona fede, tutti i dati necessari, compreso il codice POD, alla stipula di un contratto mai offerto né presentato, né tanto meno voluto.

Di questo ce ne siamo resi conto solo dopo, quando lei ci ha raccontato l’accaduto perché aveva avuto il sentore che ci fosse qualcosa di poco chiaro in quella telefonata: le hanno fatto una serie piuttosto lunga di domande in cui ha dovuto rispondere sempre “Si”.

Ma domande tipo “È lei la signora Tizia Stocazzo? Questo è il suo indirizzo? Questo è il suo numero di telefono?”… Domande all’apparenza innocenti, durante le quali però immagino che l’operatore stesse già registrando la voce di mia madre per poi montarle sulle domande giuste tipo “Vuole sottoscrivere questo contratto?”.

Ed infatti poi, mia madre è stata contattata da Green Network per il perfezionamento del contratto GIÀ SOTTOSCRITTO telefonicamente.

Ok, roba di poco conto (spero): con fax nel quale si dichiara di esercitare il diritto di ripensamento ai sensi degli art. 52 e seguenti del D.Lgs. 206/2005 del Codice del Consumo si dovrebbe risolvere, però ciò non toglie che questa sia una pratica scorretta. Anzi, proprio TRUFFALDINA.

Vergognatevi Green Network.

EDIT: Sono stato contattato io stesso da questi individui ignobili, i quali si sono presentati come “Ufficio Centrale dell’Energia Nazionale”, pronunciando il tutto molto veloce per essere sicuri che non si capisse bene.

Quando ho chiesto chiarimenti, il tipo al telefono c’ha provato dicendo “La chiamo per la bolletta che riceve da Enel”, ma visto che io non ricevo nessuna bolletta da Enel (ho un altro gestore) s’è trovato scoperto ed ha dovuto ammettere “La chiamo per conto di Green Network, volevo farle un contratto con noi”.

Se io fossi stato un po’ più distratto (e se non avessi già avuto esperienza con madre) probabilmente avrebbero piccionato pure me.

Ripeto: Green Network manica TRUFFATORI!!

(chissà cosa ne pensa Gigi Proietti)

Pratiche scorrette

Per luce e gas sono cliente Edison già da un po’ di anni. Non sono uno di quelli che cerca sempre le condizioni migliori: se non mi fai girare le scatole ed il prezzo mi sembra congruo col servizio offerto, non rompo le scatole.

Anzi, sono pure un po’ diffidente verso chi ti propone offerte troppo allettanti.

Infatti…

La scorsa settimana vengo contattato da Illumia: vorrebbero che passassi con loro, proponendomi un costo per energia e gas leggermente inferiore rispetto a quello che mi pratica Edison (0,07 contro 0,079 per energia e 0,36 contro 0,38 per il gas).

Decido di dar corda all’operatrice e questa solerte cerca di convincermi facendo una simulazione di quanto spenderei con loro: leggo i consumi nelle ultime bollette, lei inserisce i dati nel loro software e tac, ecco il totale fattura che pagherei con loro.

23 € contro 48 € per la luce e meno di 20 € contro 52 € per il gas… AMMAPPATE OH! Ma ‘ndo sta l’inghippo? Com’è che a fronte di un costo unitario di così poco inferiore riuscirei a pagare la metà o meno?

Quindi chiedo: “Non è che questi sono solo i servizi di vendita, ma poi mancano servizi di rete, imposte, costi fissi ed IVA?”

Immagine

“No no signore, questa è la fattura come le arriverebbe a casa” replica pronta la signorina.

Mmm, qui c’è qualcosa che non mi torna, ma anche dopo tutta la mia insistenza la signorina rimane stoica sulla sua posizione: con loro pagherei esattamente quelle cifre lì.

Allora prendo tempo e chiedo di essere ricontattato, perché non vorrei perdere un’occasione del genere se veramente fosse vera, ma nemmeno voglio prendere in culo il super cetriolo misto sabbia senza lubrificante se fosse falsa.

Chiamo la Edison e chiedo spiegazioni a loro. Loro, nella persona di una gentilissima operatrice, mi confermano che forse la signorina di Illumia (o forse di un’agenzia vendite pagata da loro, non so) ha omesso i costi fissi, che ci sono sempre e sono più o meno uguali per tutti. Quindi la signorina, dopo un’amabile conversazione di 20 minuti, mi propone delle offerte da attivare con loro ancora più convenienti di quelle Illumia e poi mi suggerisce di segnalare l’accaduto all’Autorità Luce e Gas.

Benissimo. Dopo aver prontamente accettato le nuove offerte Edison, chiamo anche l’Autorità Luce e Gas, spiegando tutto di nuovo pure a loro e chiedendo se questa è una pratica scorretta e se si può segnalare.

Il ragazzo che mi risponde dicendo che “forse la signorina è stata un po’ ottimista e ha messo dei servizi di rete bassi (o forse li ha omessi proprio), ma quelli ci sono sempre e non si possono stabilire a priori, né dal consumo”. Si ok, ma allora dimmelo che praticamente quelli non ci sono nella simulazione di spesa che mi stai facendo, non che insisti a dirmi una cazzata.

La risposta è stata “Eh ma sa, loro devono fare delle offerte allettanti, mica le possono dire che con loro pagherebbe di più?”.

“Ma questa secondo me è una pratica scorretta… Si può segnalare?”

“NO”.

Fatto sta che ora rimbalzerò le offerte Illumia, dicendo loro che Edison me le ha fatte ancora migliori e ciao, fine della storia.

Menomale che io l’avevo già preso in culo da Fastweb (mi hanno venduto una linea 20MB che poi andava a meno di 7) e quindi sono piuttosto diffidente, ma qualcuno più fiducioso nelle persono e/o un pochino più sprovveduto, che avrebbe fatto?

P.S. E comunque secondo me queste tecniche di vendita così aggressive sono controproducenti alla lunga. Non appena uno si rende conto di essere stato preso in giro, perde fiducia nel marchio, e questo gli si ritorce contro.

Con la Vespa sono un uomo migliore

Vespa

Quando giro con la Vespa assumo una posizione corretta, sto con la schiena dritta e non mi svacco come fossi Homer sul divano.

Quando giro con la Vespa vado pianino e non prendo le curve a schiaffo come se avessi la macchina, altrimenti mi spatascerei per terra.

Quando giro con la Vespa non inveisco verso quelli impediti che vanno piano, tanto vado piano anch’io (ma sto alle prode e non rompo il cazzo a nessuno). O se vado più veloce di loro, li supero senza problemi.

Quando giro con la Vespa, siccome vado piano, mi godo di più il panorama e le piccole bellezze che i nostri luoghi possono offrire, mi rilasso e sono di buon umore (quindi produco serotonina). Senza contare che, se ho pure pantaloncini e maglietta, prendo anche il sole e SOLE + SEROTONINA = CIAO PSORIASI.

Quando giro con la Vespa non fumo, come invece faccio non appena monto in macchina.

Quando giro con la Vespa, siccome è un mezzo che fa subito simpatia, mi salutano tutti e sono (quasi) tutti gentili.

Quando giro con la Vespa devo nascondere il portachiavi, che dire inquietante è poco, ma se lo tolgo mio padre se la prende e mi tiene il muso come fanno i bambini.

IMG_20150611_092828294

Quando giro con la Vespa e devo andare a lavoro, faccio inconsciamente più alla svelta, perché so che l’imprevisto è sempre dietro l’angolo (tipo finire la miscela e farsi 3 km a spinta).

Quando giro con la Vespa posso anche saltare i pasti senza problemi, che tanto mangio tanti di quei moscerini che faccio il pieno di proteine (qualcuno mi si infila pure su per il naso e/o mi rimangono incastrati nella barba).

Senza contare che la mia foto SECS sulla Vespa riscuote sempre un sacco di successo.

Io sulla Vespa

Gatti malvagi

Oggi vi potrebbe sembrare un banale e tranquillo lunedì come tutti gli altri, ma stamattina a Sovicille si è consumata una tragedia nell’indifferenza dell’opinione pubblica.
Esco di casa e trovo la mia vicina di casa, urlante e disperata, che brandisce una scopa contro una non meglio identificata minaccia: ce l’ha con Maggie, il suo gatto, che nella tranquillità del cortile della Telecom (chiuso da cancello) sta trucidando un uccellino.

image

Il luogo del misfatto

Urlava e si disperava talmente tanto che una signora che abita nel palazzo di fronte era scesa per darle una mano.
Mi affaccio, aspettandomi di vedere una scena truculenta. Ed invece c’era Maggie, sdraiato, che giocherellava con un uccellino, ancora perfettamente integro ed in piedi sulle sue zampette.
Tant’è che, non appena la suddetta signora accorsa in aiuto è riuscita a scavalcare la recinzione, sia il gatto che l’uccello sono scappati via, il primo di corsa, il secondo volando senza alcun problema.
Il commento della mia vicina è stato: “Un gatto così cattivo, non l’avevo mai visto”…
Ora, passi che la signora ha una certa età e ha perso il marito si recente, quindi ci sta che sia un po’ fuori di testa…
Ma come glielo spieghiamo che, da che mondo è mondo, i gatti mangiano gli uccelli?

Il Castello in Transilvania, il Musical

Locandina Il Castello In Transilvania - Amici del Musical

Grande attesa per il debutto del nuovo spettacolo dell’Associazione Amici del Musical in programma venerdì 8 maggio alle ore 21.15 presso il teatro del Popolo di Colle di Val d’Elsa (SI), dal titolo “Il castello in Transilvania”.

Dopo due anni di preparazione la compagnia dell’Associazione è infatti ormai pronta a presentare uno spettacolo che saprà davvero sorprendere. La trama è molto semplice: una famiglia squattrinata è in cerca di un grande appartamento dove abitare ma, ahimè per la cifra che hanno a disposizione c’è solo un vecchio castello in Transilvania che, la leggenda vuole, sia abitato dai vampiri.

La povera famiglia dovrà passare delle paurose avventure in mezzo a colpi di scena ed effetti misteriosi, circondata da una serie di curiosi personaggi. Il finale mozzafiato altro non sarà che la sintesi di un vecchio proverbio.

Per gli amanti del genere musical questo è senz’altro un appuntamento da non perdere per una serata che coniugherà al meglio una storia alla portata di tutti, molto ironica e divertente, con coreografie e canzoni che restituiscono una grande leggerezza e lasciano un ricordo piacevole dello spettacolo; da non dimenticare inoltre la preparazione della compagnia degli Amici del Musical, ormai al suo sesto spettacolo, che, grazie anche gli stage formativi, non ultimo quello con Manuel Frattini, cresce, ogni anno di più per preparazione ed impegno.

I protagonisti di questo musical saranno (in ordine alfabetico): Benenati Giulia, Benenati Martina, Bilenchi Roberto (Pollino), Bonci Barbara, Calattini Ludovico, Ciulla Virginia, Delli Claudia, Gozzi Isabella, Gozzi Marco, Polato Luca, Simoni Sara, Solmonese Laura, Solmonese Stefano, Vestri Enrico.

Firma la regia Giacomo Sbandelli.

È già attiva la prevendita a costo ridotto e con posti numerati; basta chiamare il numero 328/0255881 (Isabella) per prenotare una serata all’insegna del divertimento e dell’allegria.

Foto Prove

Foto Prove 2

P.S. Guardate un po’ chi parla di noi… Grazie Silvia!

 

Big As Madonna

Ancora non l’avete capito? Madonna è Madonna, a 20, 40 o anche a 60 anni.

E fa sempre ciò che vuole.

Non so se vi ricordate, ma lei è quella che ha fatto il libro di fotografie erotiche SEX, che era inappropriato pure all’epoca, anche se se lo poteva permettere alla grande.

Figuriamoci se adesso che la vecchiaia l’ha fatta rincoglionire, si trattiene!

E allora eccotela lì, vestita come una ragazzina che scorrazza per lo studio di Jimmy Fallon cantando “Bitch I’m Madonna” o sul palco di Coachella a dimenarsi sulle note di “Human Nature” e “Hung Up” per poi slinguazzarsi (e mordere) Drake.

Diciamo la verità: se lo può ancora permettere, perché non appariva così giovane da 10 anni a questa parte, ma è un comportamento inappropriato per una pop star della sua età?

NO! Ma che diamine, sempre di una pop star di fama mondiale stiamo parlando! La Regina del Pop (è sempre lei, non si discute o vi banno), mica di mia madre o una qualsiasi casalinga di mezza età.

Quindi, se la volete seguire, questo è, altrimenti ascoltatevi Taylor Swiffer.

E poi dai, quando ha voglia fa ancora delle cose meravigliose.

I always thought I was better than this

Ci sono canzoni che nel bene o nel male ti segnano la vita.

O almeno, per me è stato così con Darkness (video sopra), I Like The Way ed in generale tutto The Thension And The Spark di Darren Hayes.

Prima li ho usati per capire, poi per sfogarmi (piangendo come se non ci fosse un domani) ed infine sono diventati un appiglio, una speranza ed una motivazione a far cambiare le cose. Tutto questo circa dieci anni fa, in un momento, si sarà capito, non proprio felice della mia vita. Che però è stato anche un punto di svolta.

Proprio perché le cose cambiano, tu pensi di aver fatto dei passi avanti, di esserti evoluto. Ed invece no, riascolti quella canzone e ripiombi nella disperazione… Forse perché non ti sei mosso di una virgola?

Poi ci ripensi e capisci che ci sono dei momenti in cui senti proprio un bisogno viscerale di riascoltare quella stramaledetta canzone, come se fosse un porto sicuro della fustigazione mentale. Ed in realtà è proprio così, non c’è un motivo reale per disperarsi. Quelle canzoni, così tristi e cupe ritornano alla loro funzione primaria: farti sfogare.

E quindi… Grazie ancora Darren.

Turning pages over, run away to nowhere

And it’s hard to take control when your enemy’s old and afraid of you

You’ll discover that the monster you were running from is the monster in you

Better to hold on to love, change will come

Ecco va, attacchiamoci all’amore che quello per fortuna non manca.

Rebel Heart, il nuovo album di Madonna

Rebel Heart - Super deluxe cover with stickers

Mo iniziano a fioccare recensioni del nuovo album di Madonna, “Rebel Heart”, come se tutti lo avessimo ascoltato solo adesso (è uscito ufficialmente il 9/03) e non a dicembre quando sono finite online tutte le canzoni, demo e non.

Io ho aspettato fin’ora solo perché volevo avere il CD: che che se ne dica, ascoltare degli mp3 (per quanto in cuffia, come consigliava Lady Gaga) non è come ascoltare un CD da uno stereo HiFi degno di questo nome. Ed io mi sono affrettato a ricomprarne uno in sostituzione di quello bruciatomi dall’Enel a novembre appositamente per questo motivo (sono pazzo, lo so).

IMG_20150311_202552557_HDR

Quindi eccoci qua. La prima cosa che salta agli occhi è che il l’album esce in 45 versioni. No dai, sono solo 4 le principali commercializzate in Italia, se escludiamo il vinile (la standard, con 14 canzoni, la DeLuxe, con 19 canzoni, e la Limited, composta da due CD, il primo con 19 canzoni come la DeLuxe ed il secondo con altre 4 canzoni + 2 remix di “Living For Love”, quella di MediaWorld). Ma tra la versione Giapponese, quella tedesca, quella francese e quella della porca della mi zia, stavolta mi sono proprio svenato.

Bando alle ciance, mi sembra veramente assurdo che la title track, “Rebel Heart”, sia solo nella DeLuxe e non nella standard, ma anche ascoltando tutta la track list si nota subito come questa sia stata composta platealmente a caso, e come dentro a quest’album ci sia di tutto e di più, secondo la ormai celeberrima regola “BUTTIAMOLA IN CACIARA”.

Analizziamo un po’ le tracce una ad una:

1. “Living For Love” – È la sintesi perfetta di quest’album: beat anni 90 come va di moda da quando Kiesza ha pubblicato “Hideaway” ma suoni tamarri a profusione per cercare di acchiappare qualche pischello sotto i 20. Bella eh, ma c’è di meglio.

2. “Devil Pray” – Eccolo il meglio di cui parlavamo prima: una canzone in perfetto stile Madonna, provocatoria (parla di droghe) ma mistica (oh, a me i suoni vagamente orientaleggianti fanno questo effetto), ballabile ma dalle liriche studiate, elettronica e pop. Peccato che non sarà mai singolo.

3. “Ghosttown” – Quella che potremmo definire come una ballatona distopica: liriche profonde e sound a metà tra il vintage e l’elettronico, sarà il secondo singolo e prego affinché Jonas Åkerlund faccia un video coi contro-coglioni.

4. “Unapologetic Bitch” – Va bene la sperimentazione ed effettivamente il reggae a Madonna mancava, ma questa era proprio evitabile.

5. “Illuminati” – Me ne sono innamorato al primo ascolto. Nella versione finale si sente l’impronta cupa di Kanye West (la demo era più veloce) e mi piace. Ma a bestia proprio.

6. “Bitch I’m Madonna” – L’immancabile featuring con Nicki Minaj che verrebbe da chiedersi “Cazzo c’imbricca Madonna con quella culona?” ma vabbé, sicuramente ci sarà dietro un accordo discografico. Evitabilissima, sembra la versione puttan-pop dell’Harlem Shake e purtroppo sarà il terzo singolo. Ve lo immaginate il video? Già tremo.

7. “Hold Tight” – Prodotta da Ryan Tedder (frontman degli OneRepublic) e Benny Blanco. E si sente, perché lo stile è molto simile a “Baby Don’t Lie” di Gwen Stefani (prodotta, toh, dallo stesso duo). Comunque una delle mie preferite, testo immenso e suoni ricercati.

8. “Joan Of Arc” – È una di quelle che dalla versione demo a quella ufficiale ha cambiato faccia. Adesso è una up-tempo molto gradevole, ma si vocifera che ne esista una versione finita strumentale che però non si sa che fine abbia fatto.

9. “Iconic” – Ecco, questa è una canzone che parecchi potrebbero liquidare come tamarrata banale cerca consensi da pischelli (visto anche l’intro di Mike Tyson, a caso fa’ conto), ma io mi sono messo a piangere non appena l’ho ascoltata leggendo il testo (magari prima o poi avrò pure il coraggio di pubblicare il post che ho scritto a proposito). Questa canzone è l’essenza stessa di tutto quello che il “marchio” Madonna vuol dire: ICONIC/IRONIC, commerciale ma non banale.

10. “HeartBreakCity” – Ballata strappa lacrime sulla fine di un amore, epica e solenne, a qualcuno ricorda “Like A Prayer”. E comunque LEI ha letto il mio blog e mi ha ascoltato, rispetto alla demo ha tolto quello SHITTY sul finale che un po’ sdrammatizzava ma un po’ sciupava tutto.

11. “Body Shop” – Ritmi etnici e testo insolito, mi ha preso subito ma sarà la canzone più sottovalutata di tutto l’album, già lo so.

12. “Holy Water” – Scritta insieme a Natalia Kills e potrebbe sembrare poco più che un buon sottofondo per dei video interlude nel tour. #einvece… Auto citazione da “Vogue”, così a caso.

13. “”Inside Out” – Sensuale ed intensa, minimale con un bel testo ed un beat che prende.

14. “Wash All Over Me” – Anche questa ha cambiato faccia, rispetto alla demo. Da perfetto capolavoro dance anni 70 è diventata un’altra ballatona solenne (non che me ne dispiaccia, anzi). Un crescendo continuo, da orgasmo.

15. “Best Night” – Insieme a “Holy Water”, “Inside Out” e “S.E.X.”, “Best Night” mi ricorda molto “Erotica”, forse perché l’argomento evocato quello è. Ma qui si va oltre, la citazione a “Justify My Love” è palese, ed infatti tra gli autori figura quel Lanny Kravitz autore proprio di “Justify My Love”. Come auto citarsi (e anche auto celebrarsi, se vogliamo) senza ripetersi.

16. “Veni Vidi Vici” –  Il ritornello “I came, I saw, I conquer” ti entra subito nel cervello per quanto sia banale. E vi dirò di più: secondo me l’intervento rap di NAS qui ci sta perfettamente e alza il livello generale della canzone.

17. “S.E.X.” – Anche qui il rischio “sottofondo da video interlude” è alto, ma ascoltatela attentamente e vedrete che non delude. Io ancora non so come si chiami quel coso che son sicuro lei tenga in bocca mentre recita la parte parlata della canzone e che ha messo pure in una delle immagini dell’artwork, ma non lo voglio nemmeno sapere.

18. “Messiah” – A convalidare la teoria della tracklist totally random c’è questa canzone/preghiera che viene subito dopo S.E.X… O forse è solo l’ennesima trovata di una popstar millenaria per farci riflettere sui temi a lei più cari (sesso e religione)? Chi lo sa. A me comunque ricorda “Neverland”  di Darren Hayes.

19. “Rebel Heart” – Finalmente, per chi ha comprato la DeLuxe, arriva la title track, che nella demo ero proprio una canzone di Avicii feat. Madonna, mentre nella versione finale ricorda un po’ “Don’t Tell Me”. Much better. E si spera che diventi singolo perché potrebbe trainare le sorti del disco.

20. “Beautiful Scars” – Bellissimo testo e sound fresco, quasi estivo, fa molto Buddha Bar e cresce man mano che la si ascolta. Sicuramente è molto meglio delle tamarrate messe tra le prime posizioni della standard, e non capisco perché l’abbia relegata quaggiù in fondo.

21. “Borrowed Time” – Ecco, se con “Beautiful Scars” il dubbio del posizionamento era legittimo, qui si fa proprio palese: MA CHE CAZZO TI DICE LA TESTA MADONNINA MIA?? Questa canzone è troppo bella per essere relegata alla sola Limited. Fanculo, al prossimo disco le tracce le decido io, ok?

22. “Addicted” – Sarà perché già c’era una traccia con lo stesso nome in MDNA, sarà perché qui siamo proprio nella dance che più dance non si può e lei voleva dare un taglio (non tanto netto) con il precedente disco, ma anche questa canzone quaggiù proprio non si capisce cosa ci faccia. Coatta e radiofonica.

23. “Graffiti Heart” – Qui mi trovo diviso: a volte “Graffiti Heart” mi sembra la perfetta b-side da relegare tra le bonus track, mentre a volte non vorrei fare altro che ascoltarla a tutto volume 24/7 (il ritornello è ipnotizzante). Boh.

I remix li tralascio, così come quella “Auto-Tune Baby” della versione MediaMarkt e quella “Queen” che sembrava finita ma che non ha trovato spazio da nessuna parte (le altre demo scartate sono per altro innumerevoli).

Dopo aver ascoltato tutto il disco è indubbio che l’intento della vecchia fosse duplice e paraculo: rassicurare i fan storici, delusi da Hard Candy e MDNA, i quali potranno trovare in “Rebel Heart” la conferma che si, la Regina del Pop è sempre lei, ma pure quello di acchiappare qualche nuovo adepto tra le ultime generazioni (forse per succhiar loro l’anima?).

Il risultato è un disco ENORME (nel senso che è lungo, ma questo per me non può essere che un punto a suo favore) ma che oggettivamente poteva essere presentato meglio, togliendo qualcosa di evitabile e lavorando meglio alcune tracce, cosa che non mi sarebbe mai passato per la mente di dire per altri suoi disco-capolavoro (leggasi “Ray Of Light”, “Music”, “American Life” e “Confessions On A Dance Floor”).

Maddy… ANCHE MENO. A me questo “Rebel Heart” piace, e pure parecchio: è ruvido, intimo e quasi cupo, lo metto come hanno detto in molti tra i tuoi migliori album di sempre, ma per il prossimo lavoro ti do un consiglio: fai quello che più ti diverte senza ansia da prestazione. Forse ne uscirà fuori un novello “Ray Of Light”… O forse anche qualcosa di meglio!

P.S. Ma nel frattempo andatevi a comprare “Rebel Heart”, su iTunes, su GooglePlay o su Amazon.

Madonna cade di culo ai Brits 2015 (ma poi si ripiglia)

Madonna winner

C’era grande attesa ieri sera per il ritorno di Madonna sul palco dei Brit Awards, dove non la si vedeva esibire dal 1995. Anche io OVVIAMENTE ero sintonizzato sull’apposito canale YouTube per seguire lo streaming live e mi son visto tutto lo show solo per la sua performance, programmata in chiusura.

Finalmente, dopo l’ultimo inutile premio, i conduttori la annunciano e parte l’intro di “Living For Love” nella versione che abbiamo già sentito durante la performance dei Grammy; ma stavolta, invece della pletora di ballerini cornuti e diamantati, a sfilare verso il solito palco/arena, c’è un misterioso figuro incappucciato con lungo mantello nero e scintillante (di Armani, scopriremo poi) i cui lembi finali sono sorretti da due ballerine vestite da torere come dei paggetti che portano il velo di una sposa.

Il losco figuro (che boh, sarà la vecchia?) sale gli scalini che lo conducono al palco/arena, inizia a cantare, butta giù il cappuccio e, toh. È proprio Madonna.

Noto subito che sta cantando live, senza il pre-rec di supporto che aveva ai Grammys e me ne compiaccio fiero di lei, sicuro che sarà un’esibizione memorabile.

Non avrei mai immaginato in che modo. Ma andiamo di flashback.

Due minuti prima, mentre stavo pisciando nell’attesa che questa performance arrivasse, emozionato come uno yorkshire che aspetta il ritorno del padrone e non appena lo vede se la fa sotto, ho avuto un flash, un pensiero che mi ha attraversato la testa per un attimo: “E se, con tutto questo hype, con tutta questa attesa spasmodica del GRANDE RITORNO DI MADONNA AI BRITS DOPO 20 ANNI… Qualcosa andasse storto? Un incidente?”. Ma ho subito ricacciato via il presagio di sventura senza nemmeno dargli troppa importanza, che tanto io sono così, mi sale un po’ d’acido dallo stomaco e penso di avere un tumore che mi preme sull’esofago.

Torniamo all’esibizione. La vecchia s’è scappucciata, sta intonando le prime parole di “Living For Love” e nel frattempo sta anche tentando di slacciarsi il mantello; quando si suppone che lei sia riuscita a sciogliere sto benedetto legaccio (cazzo c’avevano fatto, il doppio nodo?), le ballerine/paggette tirano via con un colpo deciso il mantello per avere un effetto il più scenografico possibile.

Ma qualcosa va storto e l’unica cosa scenografica è il volo che Madonna si fa dai tre scalini su cui era appollaiata, per finire col culo a terra in streaming worldwide.

Madonna falls at Brits 2015 gif

DA NON CREDERCI. Cioè, voglio dire, non è una cosa che ti aspetti. Non pensi che Madonna, la Regina del Pop, in una esibizione così importante, così attesa, caschi di culo come fosse l’ultima cretina che si esibisce alla Sagra della Porchetta.

Ok, l’errore ci sta sempre, anche ai massimi livelli. Ma voglio dire, con un mantello così importante, non le avrai fatte due prove costumi? Non ti sarà venuto in mente che se quelle ti tirano da dietro e per un qualsiasi caso te non sei pronta, caschi come una salama da sugo?

Boh, forse era proprio un evento inimmaginabile, impensabile anche nella più catastrofica delle ipotesi (solo la mia mente malata e pessimista ci poteva arrivare).

E comunque va detto che sì è rialzata subito, è riuscita finalmente a slacciarsi quel cazzo di mantello (immagino che nella sua testa abbia anche tirato giù tanti tanti tanti moccoli) e ha continuato stoica la sua esibizione, come se niente fosse, da vera professionista.

Chapeau, io sarei sempre lì a piangere.

Qualcuno, più malignamente invece, è arrivato ad ipotizzare che fosse tutto architettato ad arte, così da monopolizzare l’attenzione dei media e magari dare anche una spintarella alle vendite dell’album di prossimo rilascio.

Infatti oggi è tutto un CHI CAZZO SE NE FREGA DELL’ESIBIZIONE E DEI VINCITORI? Tutti parlano di Madonna e della caduta.

Madonna fell on stage at Brits 2015 2 Madonna fell on stage at Brits 2015

Tutto è possibile a questo mondo, e nonostante questo piccolo incidente abbia evidenziato senza ombra di dubbio che cantava Live, non penso che Madonna abbia bisogno di questi mezzucci per far parlare della sua professionalità e del fatto che sia una performer instancabile, queste sue doti sono note a tutti.

Vero è che lei è quella del “Bene o male, basta che se ne parli”, ma con questa caduta si è presa anche tante critiche: tanti hanno colto la palla al balzo per dire che è vecchia, che è finita, che ha già fatto il suo tempo, si deve ritirare e bla bla bla, roba che fra un po’ son vent’anni che lo dicono ma lei è sempre lì e va nel culo a tutti.

Secondo me la maggior parte di quelli che ripetono istericamente il mantra “È VECCHIA SI DEVE RITIRARE!” o sono fan estremisti di Lady Gaga (basta dai, hanno fatto la pace) o sono gay che sputando merda addosso alla più grande icona gay si sentono originali e controcorrente.

Io penso semplicemente che lei non sia un’aliena millenaria che rigenera il corpo tramite sangue di vergine e cambia faccia ogni mese come tutti credevamo, ma sia un semplice essere umano.

E adesso lo abbiamo capito tutti.

Viè qua ballerino Madonna IG after falling at Brits 2015 Love really lifted me up Aiuta anche tu Giorgio ArmaniBallerina terrorizzata

Deprecare o ignorare?

Se è vero che fin da piccoli ci hanno insegnato ad ignorare i bulli al grido del claim “Solo così la smetteranno, se ti arrabbi, continueranno con ancora maggior veemenza”, è altrettanto vero che, crescendo, vedi diverse forme di stupidità umana, ed avendo un po’ di sale in zucca, a volte capita che ti venga pure voglia di denunciarle.

Ok, forse questa è una “malattia moderna” nata coi social e dettata dal fatto che attraverso Internet tutti possono improvvisarsi paladini della giustizia ed ottenere in un momento un sacco di visibilità/consensi/dissensi.

Quindi io mi chiedo: è meglio ignorare i fenomeni di stupidità (perché poi alla fine, di questo si tratta) per paura che ottengano proseliti o è bene condividerli e far sapere a tutti quanti ridicoli siano? Col rischio però, che poi ottengano ugualmente ancora più seguaci.

Mi rendo conto che si tratta di temi completamente differenti, con implicazioni profondamente diverse, ma il senso secondo me non cambia.

Che si tratti dell’ISIS, della persona/associazione omofoba di turno (vedi questo video dell’Associazione ProVita che fa ridere i polli), di Gasparri che litiga con le ragazzine un po’ in carne su Twitter o del cretino a caso che parla ai microfoni de La Zanzara, la domanda è sempre la stessa: condividere e deprecare o ignorare?

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 2.932 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: