Tradizionalmente intollerante

A leggere alcuni commenti – in particolare di quanti, da Siena, si sentono feriti nell’intimo (e poi l’Italia non è il Paese dei campanili?) – m’è solo aumentata a dismisura la voglia di una enorme, splendida colata di cemento su una città provincialotta ed ancorata ad una patetica tradizione macina-spiccioli. Auguri, gotevela voi, che potete/dovete.

E con queste parole si chiude (nel senso di “Commenti chiusi”, nessuna altra possibilità di replica) un post sulla visita senese di un noto blogger romano. Ok, il mondo è bello perché è (a)vari(at)o ma qui secondo me si esagera… Probabilmente me la sarò presa un po’ troppo a cuore in quanto senese (di campagna però, non senese d.o.c.) ma ho visto che non sono stato il solo ad andare contro il suo pensiero. Io non vivo il Palio e tutte le tradizioni che ci girano attorno in prima persona, le subisco passivamente come scenario di vita: se domani dicessero Stop Palio mi dispiacerbbe, sarebbe un peccato, quello sì, ma continuerei a vivere benissimo. Quello che gli “esterni” non capiscono è che non si tratta di una semplice tradizione macina-spiccioli, ma semplicemente di una tradizione, una “fede” che non si può spiegare (fede di cui non sono dotato). Che cosa sarebbe l’Italia senza le nostre tradizioni secolari? E sopratutto, perché non rispettarle? Ben vengano le innovazioni, ma non ovunque si possono applicare. Come si fa a non capirlo non lo so proprio. E poi non mi sembra ci sia molto da capire…

In questo caso (come in molti altri) ben fiero di essere provinciale.

Voi che ne pensate?

P. S. Comunque si chiama fazzoletto, non foulard. Ed i tizi delle contrade sono i contradaioli.

Informazioni su Enrico*

Non sono normale, questo è poco ma sicuro. E meno male! I'm not normal, that's for sure. And thank goodness!

Pubblicato il 29 luglio 2009, in Blog's life, Life, Pazzi con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Bisognerebbe spiegare a River che il Palio non è solo quella corsa di cavalli un po’ noiosa con la mossa che non viene mai bene e gli uomini in calzamaglia, ma un modo di essere e di vivere la propria città. Quelli che protestano per i cavalli morti sono gli stessi che poi comprano i sandali di cuoio e ordinano la fiorentina al ristorante.

  2. … in calzamaglia! :P

    Tutti muoriamo, perchè dovrebbero fare eccezione gli animali? Vogliamo fare il conto delle lepri, conigli, gatti, istrici, ricci, ratti, cani investiti sulle strade dagli animalisti? Scommetto saranno molti di più di 47. Togliamogli la patente allora. Ah ma è stato un incidente? Vogliamo parlare di tutti gli insetti sterminati dalle pasticche e insetticidi? Ma quelli non sono animali, sono fastidi. Ipocriti.

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