L’uomo che cambiò il Premier

Meglio essere appassionati delle belle ragazze che gay.

Lo dice anche il nostro amato Premier. E io, che sono avantissimo, c’avevo già fantasticato prima che lui lo dicesse.

Ecco la prima parte di questa storiella da me scritta con un finale abbastanza prevedibile ma che ancora devo scrivere.

Enjoy.


“Perché cazzo non l’ho disattivata ieri sera?” Al suono della sveglia Filippo alza malvolentieri il capo dal cuscino, pensando solo a come farla tacere per potersi rimettere a dormire. Ma poi vede la luce che filtra dagli scuri della finestra e si ricorda che si era riproposto di alzarsi e studiare.

Non deve andare all’Università, è sabato mattina e vorrebbe dormire fino a tardi, ma ha una marea di pagine che lo aspettano, l’esame di diritto privato incombe minaccioso. Allora si decide e scaraventa via il piumino scendendo dal letto; un brivido lo percorre lungo tutto il corpo non appena abbandona il torpore delle coperte. Non curante dell’improvviso sbalzo di temperatura si infila gli occhiali che erano appoggiati sul comodino e barcolla in boxer verso il cesso, dove si libera poco prima che la sua vescica esploda. E mentre guarda in basso si ammonisce pensando che deve riprendere gli allenamenti in palestra al più presto, altrimenti non si vedrà più il six pack che si è faticosamente guadagnato con anni di “duro lavoro”.

Ma uscendo dal bagno incrocia la sua immagine nello specchio e pensa che sì, è ancora un gran bel boccone. Arriva in cucina ed affera una brioche dalla dispensa sopra il frigo, la scarta e se la infila in bocca, più che altro per tenerla in qualche maniera, non tanto per mangiarla. Accende la macchina del caffé e poi cerca le crocchette per Biagio, il suo enorme gatto nero che si è destato dal torpore felino nell’istante in cui la sveglia ha suonato e ora si struscia ai polpacci del suo padrone dichiarando così che pure lui ha una fame boia.

Mentre finisce di mangiare la brioche e sorseggia il suò caffé latte bollente sul divano, accende la tv e guarda il notiziario di metà mattinata. “Che palle” pensa. Sempre le solite notizie. Da un po’ di giorni tutti i Tg parlano dell’escort-gate. Il Premier Augusto Amato è stato fotografato da paparazzi particolarmente intraprendenti nella sua villa in Costa Smeralda mentre si intratteneva con un manipolo di escort giovani, bellissime e seminude, impegnato in attività tutt’altro che governative, mentre sua moglie era a casa ignara (??) di tutto. E dire che nemmeno un mese prima erano tutti e due al fianco di Vescovi e Prelati a difendere i valori della famiglia tradizionale, lottando contro il degrado della società e contro la prostituzione. Come se non bastasse, subito dopo le foto sono iniziate a spuntare come funghi intercettazioni dove si parla chiaramente di viaggi fatti con le auto blu o con gli aerei statali dalle signorine per raggiungere il Primo Ministro e sollazzarlo dopo summit e vertici in Italia ed all’Estero.

Tutti gridano allo scandalo, le Opposizioni ne invocano le dimissioni, ma lui rimane al suo posto granitico. É forte del super consenso popolare che tutt’ora mantiene, e a suon di dichiarazioni studiate ad arte sta smontando tutto l’affaire.

“Che nervi” pensa Filippo. “Se solo lo avessero beccato che si baciava con un uomo, sarebbe capitolato. Finché lecchi la figa va tutto bene, sei un uomo vero. Invece pensa a quel povero cane di Sighifredi: nessuno si ricorda più quale fosse il suo ruolo, che Ministero avesso. Se lo ricordano tutti per il solo fatto che fu beccato mentre andava a trans. E lui si dovette dimettere ed andare a casa”.

Dopo un secondo caffé ed una doccia, la situazione migliora notevolmente, ma Filippo sente ancora quel senso di disappunto sempre presente da un po’ di tempo a questa parte.  Questo Governo è riuscito a ribaltare completamente il clima felice che prima Filippo percepiva nel suo Paese. Leggi ad personam, promesse elettorali non mantenute (una su tutte quella sulle unioni civili, con la quale si era accapparrato gran parte dei voti della comunità GLBT) e manipolazione dei media a suo favore… É da un po’ che Filippo pensa seriamente di emigrare in un paese più democratico, ma poi ci ripensa e decide di rimanere a casa sua.

Cercando di scacciare questi brutti pensieri, Filippo si siede alla scrivania, dove lo aspettano tre o quattro libri già  aperti al punto giusto, come li aveva lasciati il giorno prima. Ma è tutto inutile: i pensieri vanno sempre alle notizie di attualità, pensa a quanto sia ingiusto che uomo così incoerente, falso e viscido sia alla guida del suo Paese. Il suo Bel Paese. Povera Italia… Ma la gente non si rende conto di chi ha votato? Probabilmente no: i media non fanno altro che gettare fumo negli occhi della maggior parte degli Italiani, che così non si accorgono nemmeno dei mille inciuci della politica.

Archiviato il capitolo studio, incapace ormai di concentrarsi su quel cazzo di diritto privato, Filippo esce in giardino ancora in boxer e decide di fumarsi una sigaretta sbracato sulle sue nuove poltroncine.

“Ah, come si sta bene a giugno” pensa mentre tira una boccata di nicotina e cerca di sgombrare la mente. Le temperature sono miti ma il sole fa già sentire il suo calore, tanto da potersi permettere di prendere il sole in mutande.

Al secondo tiro, un pensiero gli balena per la testa. Ed allora afferra di scatto il cellulare e chiama il suo amico Francesco, altresì detto Maga Maghella a causa della sua passione smodata per l’esoterismo e la cartomanzia.

– Stronzo – si sente dire Filippo da una voce impastata.

– Buongiorno anche a te Francesco – ribatte serafico Filippo.

– No sei uno stronzo, perché non sei venuto ieri sera?

– Te l’ho detto, ero stanco e stamani volevo studiare un po’, e non ciondolare a mo’ di zombie tutto il giorno come son sicuro stai facendo te adesso.

– Vaffanculo. E comunque peggio per te, non sai che ti sei perso…

– Certo che lo so – ribatte Filippo – Maga Maghella che si limona mezza città?

– E non solo, caro il mio amico invidioso: ieri sera c’erano degli americani che non ti dico… Hai presente Marco Dapper? Ecco, io penso fossero tutti e cinque suoi gemelli!

– Cinque? Sei un vero porco!

– Si lo so. Grazie.

– Piuttosto – incalza Filippo – datti una ripulita ed anche alla svelta, sto venendo da te.

– Da me? Cosa vuoi a quest’ora dell’alba?

– Eddai, che sono le 11. Arrivo!

Dieci minuti dopo, giusto il tempo di infilarsi un paio di bermuda ed una canottiera, Filippo suona il campanello di Francesco e prontamente il portone si apre. Fatte le due rampe di scale Filippo si trova davanti l’amico che si affaccia dalla porta, tenuta socchiusa.

– Cosa vuoi dis-amico? – gli chiede.

– Su, non fare l’offesa che tanto lo so che ti sei divertita anche senza di me, zoccola che non sei altro – risponde sorridendo Filippo. E poi continua – Mi devi dare un tuo parere da Maga consumata quale sei.

– Cosa hai in mente? – chiede malizioso Francesco alzando un sopracciglio.

Filippo fa un ghigno che non promette niente di buono ed entra prepotentemente nell’appartamento.

…to be continued…

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Informazioni su Enrico*

Non sono normale, questo è poco ma sicuro. E meno male! I'm not normal, that's for sure. And thank goodness!

Pubblicato il 2 novembre 2010, in Racconti con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. bravo! voglio leggere il resto! molto d’attualità questo racconto

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