Archivio mensile:marzo 2012

MDNA, il nuovo album di Madonna: la mia recensione

Finalmente riesco ad avere la mia copia (legale) del nuovo album di Madonna MDNA alle 10 di ieri sera, grazie ad iTunes che aveva deciso che in mattinata non la potevo scaricare, ma vabbé… Meglio tardi che mai!

Di questo album è già stato detto tutto ed il contrario di tutto ed io sicuramente non aggiungerò niente di nuovo men che meno pretendo di fare una recensione seria, ma per il grande ritorno della Regina del Pop non potevo esimermi e stare zitto zitto in un angolo, voglio comunque dire la mia: iniziamo!

01. Girl Gone Wild

Sfacciatamente dance e truzza come va di moda ora e poi Madonna sembra che con l’eta si sia rincoglionita e voglia solo far ballare la gente, tanto che ieri sera si è presentata all’Ultra Music Festival e ha introdotto il famosissimo dj Avicii (ma chi cazz’è??) che ha suonato il suo remix di GGW e lei gli ha zompettato intorno praticamente in mutande e poi ha chiesto al pubblico chi aveva visto Molly (nome in codice per l’MDMA) ed il dj Deadmou5 si è incazzato come una spia per l’incitamento all’uso di droghe a le ha dato dell’idiota e lei ha addotto una scusa che non ho capito con tanto di foto vintage con orecchie da topo per lisciarselo bene bene. E poi c’è chi dice che Madonna non sta facendo promozione a questo album.  Bene o male, basta che se ne parli!  Dicevamo truzza, appunto, ma con stile, questa GGW ci piace e lo stupido al punto giusto ehiehiehi entra subito nella testa. Poi apprezziamo il video sfacciatamente omoerotico fatto appositamente per riacciuffare quei gay che avevano anche solo pensato di abbandonare la Regina per votarsi a Lady Diavolo Gaga.

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02. Gang Bang

Se la prima traccia dell’album è la classica canzone che ti aspetteresti di sentir suonare dal Peugeottino tamarro guidato da un ragazzino neopatentato con gli occhiali da sole a fascia calcati in testa, la seconda non è da meno. Ma nonostante la base “importante”, dai toni scuri ed infarcita di bassi senza lesinare, la canzone cresce con gli ascolti e lascia quasi di stucco verso il finale, dove Madonna si lascia andare inveendo contro una ipotetica bitch che non si sa chi sia ma che comunque deve morire e comunque la canzone si porta dietro tutti gli effetti sonori del caso quali sirene, sgommate, portiere che sbattono e ovviamente spari. Da sentire mentre guidate così vi prende la mano e vi arrestano (se non vi siete schiantati prima).

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03. I’m Addicted

Qui si rimane sempre sulla dance andante ma si vira decisamente su suoni più elettronici, ricercati e sperimentali e io sinceramente sono addicted to “I’m Addicted”. Sono dipendente dal tuo amore, dice Madonna, e non usa mezzi termini perché infatti il testo recita “pulse through my body, ignites in my mind it’s like MDMA and that’s okay” e c’è di sicuro chi ancora si scandalizzerà per l’incitamento alle droghe, ma non voglio nemmeno commentare, voglio dire, anche lei ha detto che questo disco non lo farebbe ascoltare ai suoi bambini. Decisamente la nuova “Impressive Instant”, e per me è un gran complimento.

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04. Turn Up The Radio

Già dalle prime note si capisce che questo è il classico tormentone estivo ed infatti pare che sarà il prossimo singolo. Martin Solveig ha fatto un buon lavoro e la sua impronta si sente, il ritornello ti si stampa nella mente e ti viene subito di metterlo come suoneria. Niente di nuovo ma sicuramente ottimamente confezionata. Turn up the radioooooooooooooo!!

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05. Give Me All Your Luvin’

Che dire? Lì per lì mi piaceva pure, ma dopo un paio di ascolti dell’intero album inizi a skipparla e capisci che è proprio stonata e all’interno del disco non c’entra una cippa lippa. Però è stato un bello spottone per il Super Bowl ed il video in tema cheerleaders è fantastico. Non credevo che l’avrei mai detto, ma in fondo i featuring di Nicki Minaj e M.I.A. aggiungono quel qualcosa in più che non me la fanno proprio buttare nel cesso senza passare dal via.

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06. Some Girls

A tratti mi ricorda un po’ troppo le sonorità della indeminticata “One Word” di Kelly Osbourne (poi copiata pure da Tizianuccio Bromio con “Stop Dimentica”) pompata a dovere, ma fa comunque parte della Madonna che ci piace, ricercata e non banale, anche se la voce non assomiglia manco per niente a quella di tutto il resto del disco.

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07. Superstar

Lo dico e lo ripeto, io ‘sta canzone la vedrei bene solo come colonna sonora dello spot Gillette al posto di “Venus” delle Bananarama. O per Nuvenia Libresse, al limite, toh.

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08. I Don’t Give A (feat. Nicki Minaj)

E niente, più forte della voglia di far ballare il mondo, Madonna ha solo l’ardire di volersi cimentare sempre in qualche forma di rap. Menomale che c’è Nicki Minaj (oddio, mi devo preoccupare che è già il secondo complimento che le faccio) che risolleva la categoria dei rappatori (se così si dice e si può dire). Il finale vagamente “epico” contribuisce al salvataggio dall’oblio.

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09. I’m A Sinner

Madonna lo deve sempre ribadire: lei non è una brava ragazza, anzi è proprio una peccatrice. A Cicco’, e s’era capito!! E nonostante l’inutile invocazione della Madonna (quella originale) e di tutti i santi nel finale, la canzone è carina, con un mood un po’ anni 60 dove William Ornit cita a tratti “Ray of Light” a tratti “Beautiful Stranger” senza però scadere nell’auto incensamento esagerato. Coinvolgente e con un’atmosfera “diversa dal solito”.

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10. Love Spent

No zitti tutti, che questo è il vero capolavoro di questo nuovo disco della Regina: da sola vale il prezzo dell’intero album. Inizia con un riff vagamente country, per poi continuare con violini e suoni elettronici, ed il testo potrà sembrare un po’ ridicolo ma in realtà è molto profondo. Man mano che scorrono i secondi la traccia cresce sempre di più, fino ad culminare in un’esplosione di suoni e di sensi. No ok, io sto straparlando, ma dai: è superlativa!! Questa ce la ricorderemo nei secoli a venire lo dico io… Posso dare sei stelle su cinque?

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11. Masterpiece

Colonna sonora dell’ultimo film della Madonna regista (che non è una bestemmia) è indubbiamente di gran classe, dai suoni semplici e dal testo elegante, non per niente è firmata dal redivivo William Orbit, ha vinto un Golden Globe e per poco non vince un Oscar. Ma “Time Stood Still” non ce l’avevi messa in Music e allora perché questa sì?

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12. Falling Free

E poi, dopo aver cercato di far ballare tutti ed essersi cimentata nel rap, stai sicuro che Madonna ti chiude l’album con una ballatona lenta. Ed eccola qui, ‘sta “Falling Free”. Anche bella, pure bellissima per carità, ma sembra un po’ troppo tratta da Evita per i miei gusti. Però ben fatta e le quattro stelle non le si possono negare.

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Per chi non ha fatto il taccagno e s’è comprato la DeLuxe Edition da iTunes (magari in anteprima come me, anche se poi l’ho avuta praticamente un giorno dopo) ci sono anche le altre sei tracce del Bonus Disc.

13. Beautiful Killer

Tralasciamo l’aspetto prettamente tecnico, che per inciso è ottimo, sicuramente io l’avrei messa nel disco standard al posto di quella cagata di “Superstar” ma… Nessuno si è accorto che è praticamente la versione ripulita di “Die Another Day”?? No no, è proprio uguale!! Provate a cantarcela sopra: I’m gonna wake up yes and no, I’m gonna kiss some part of… Anzi, secondo me questo era il testo originale di DAD che però quando l’hanno sentito quelli di 007 hanno fatto un rutto nel muso a Madonna e allora lei l’ha resa quel capolavoro che tutti conosciamo ma a questa prima versione proprio ci teneva e l’ha riutilizzata mo’. Brava Madge, davvero niente male per essere uno scarto.

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14. I Fucked Up

Inizia che è veramente una palla, diciamocelo. Un po’ si ripiglia sul finale, ma insomma… Trascurabile.

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15. B-Day Song (feat. M.I.A.)

Io me le immagino: Madonna, M.I.A. e Nicki Minaj in studio che registrano GMAYL e toh, è il compleanno di Madonna e allora per leccargli il culo spudoratamente le fanno una sorpresa e tirano fuori una torta e poi tutte con la panza piena e mezze ciucche si mettono a registrare ‘sta cagata, tutte tranne la Minaj che nel frattempo aveva esagerato con lo spumante ed era a vomitare in un angolo. Oh, lo dovete fare più spesso, che è uscita niente male: (quasi) una semplice filastrocca dal testo scontato ma il suono ovatattato e datato ricordano atmosfere anni 50 e ne fanno una canzone davvero particolare per essere in un disco di Madonna!

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16. Best Friend

Ricorda un po’ i lavori di Madonna e Justin per Hard Candy ma rivestiti del gusto musicale del 2012 e si mantiene decisamente sopra la media, per me sarebbe salita di livello e pure questa l’avrei messa nella Standard Edition.

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17. Give Me All Your Luvin’ Party Rock Remix (feat. LMFAO & Nicki Minaj)

Sfanculata M.I.A. nel featuring non si sa come mai, ecco un remix super super truzzo di GMAYL. Va beh, che c’è da dire? Già diceva poco la versione normale, questa scade anche di più…

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18. Love Spent (Acoustic Version)

Chicca ricevuta in premio da chi ha preordinato la DeLuxe Edition dell’album nel primo periodo, questa “Love Spent” è bellissima pure in versione acustica (acustica solo la base, che la voce di Madonna è più ritoccata dei suoi zigomi). A chi mi toglie una curiosità offro lauta ricompensa: che cazzo dice al minuto 1:25 e al minuto 2:33? E che cazzo di lingua è?? Comunque si merita le solite sei stelle su cinque.

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In definitiva MDNA non è un album perfetto come potevano essere considerati “Ray Of Light” e “Confessions On A Dancefloor” (ognuno nel suo genere eh) anche perché MDNA non ha un unico filo conduttore ma spazia in più ambiti.

Quello che sicuramente posso dire pur non essendo un esperto è che MDNA è un ottimo album pop pur non avendo inventato niente e non avendo dettato nessuna nuova moda, anzi ha pescato a piene mani da sonorità della Madonna degli anni passati ma sempre attualizzandole, e per questo io mi sento di dargli comunque un bel voto.

8 e 1/2

Brava Madge, bentornata!

E tranquilla… La Regina (del Photoshop?) sei sempre tu!

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Gotye ed il successo a scoppio ritardato

Gotye, nome d’arte di Wouter Wally De Backer, è un ragazzotto classe 1980 nato in Belgio naturalizzato australiano: io non lo conoscevo assolutamente (anche se la sua faccia mi è familiare) ma da un po’ di giorni si sente passare in radio questa canzone molto carina e raffinata che mi è piaciuta subito.

Lei al primo ascolto mi sembrava Katy Perry e la canzone mi sapeva di già sentito, pensavo fosse un brano datato.

Ed invece scopro che questo “Somebody That I Used to Know” è stato rilasciato il 6 luglio 2011 in Australia e ha incontrato il favore sia della critica che del pubblico, riscuotendo un sorprendente successo, con uno stazionamento al #1 della chart australiana per otto settimane diventando “the longest running Australian song” dai tempi di “Truly Madly Deeply” dei Savage Garden nel 1997 (questa non l’ho capita ma Wikipedia docet e riporto fedelmente).

Arriva anche da noi solo adesso, dopo che Gotye ha fatto un passaggio al Jimmy Kimmel Live…

Come mai da noi la musica arriva solo quando è già “esplosa” negli Usa?

Totalmente sconosciuto da noi, ma il pischello ridendo e scherzando è dal 2002 che è in attività, ha pubblicato tre album in studio e uno di remix di brani dei primi due, ha già vinto cinque ARIA Music Awards e ha ricevuto una nomination per un MTV Europe Music Awards come miglior artista per l’Asia e il Pacifico.

Tra le sue canzoni ci sono dei pezzi interessanti, abbastanza “nuovi” e freschi, ma anche delle palle assurde e altri pezzi semplicemente inutili, però nel complesso… Ci piace! :-)

Lucio Dalla ed il suo corista preferito

Lucio Dalla è morto. Bon, pace all’anima sua. Cioè, capiamoci bene, mi dispiace perché sicuramente era un grande artista (anche se non nelle mie corde) e sicuramente la sua prematura scomparsa ti lascia con l’amaro in bocca, che l’avevi visto fino al giorno prima a Sanremo, e per la sua età (solo 69 anni) ti immagini che sia mediamente in salute ed invece bum! Un infarto e ciao. Eh, ma l’infarto è così signora mia, (a volte) non perdona.

E va pure benissimo il cordoglio nazionale, tutti mesti, tutti a ricordarlo, che per l’artista si sa, va così, entra nelle case e nelle vite della gente e quando muore è come se morisse uno che conosci da sempre.

Ma poi (quasi) tutti a scandalizzarsi se i media non sanno come chiamare Marco Alemanno.

E qui scatta la prima domanda: ma chi cazz’è Marco Alemanno? Io fino a ieri potevo pensare che fosse il figlio del Sindaco di Roma o comunque un suo parente. Ed invece no… Pare fosse il compagno di Lucio Dalla.

E allora via con la seconda domanda: ma Dalla era gay? Boh, più o meno l’ho sempre sentito dire ma per me potevano essere benissimo solo delle voci infondate come ce ne sono su Christian De Sica, su Ron, su Roberto Bolle e su tanti altri.

Se sei un personaggio pubblico e sai che girano delle voci sulla tua presunta omosessualità, ma non confermi né smentisci, e nemmeno cogli l’occasione per prendere una posizione sull’omofobia che è così maledettamente radicata in questo paese, per regalare un po’ di conforto ai tantissimi ragazzini che soffrono perché si sentono ingiustamente sbagliati, per dire una buona parola in favore dei diritti delle persone LGBT, beh, secondo me il minimo che ti può succedere è che poi quando muori il tuo compagno non si veda riconosciuto per quello che è ma per un semplice “amico” e/o “stretto collaboratore”, e che magari i tuoi beni (che in questo caso immagino non essere proprio irrisori) vadano ad un lontano parente che manco ti conosceva od addirittura allo stato.

Vero è che, per quanto ne sappia io, Dalla non ha mai parlato proprio, ma questo non si chiama “voler mantenere la propria privacy”, nella condizione culturale dell’Italia di oggi si chiama solo codardia.

E ‘sticazzi del funerale nella Basilica di San Petronio.

Nuove collaborazioni annunciate per MDNA: c’è ancora speranza

Come riporta Madonnarama, la Universal Music Italia ha appena rivelato alcune nuove informazioni su MDNA, il prossimo attesissimo album di Madonnaccia (TM Popslut).

Era già noto che Nicki Minaj e MIA, oltre ad essere presenti insieme nel primo singolo “Give Me All Your Luvin'”, avranno dei featuring separati anche in altri brani: Nicki Minaj in “I Don’t Give A” e MIA in “B-Day Song”.

MDNA ha creato tante aspettative nei fan madonnacceschi perché riunisce Madonna con l’ex collaboratore William Orbit, acclamato quasi all’unanimità come genio dopo aver lavorato con lei in “Ray of Light”.

Altri co-produttori sono Martin Solveig, The Demolition Crew, Marco “Benny” Benassi e Alessandro “Alle” Benassi, Hardy “Indiigo” Muanza, Michael Malih, ovviamente Madonna, LMFAO, Klas Ahlund, Joe Henry e perfino Mika, che ha co-scritto una delle canzoni.

Joe Henry (definito come il fratellastro di Madonna) non è di certo un estraneo e ha lavorato con la Regina già in passato in brani come “Don’t Tell Me”, “Jump”, e “Devil Wouldn’t Recognize You”.

Ma in particolar modo mi vorrei soffermare sul compositore e produttore discografico svedese Klas Ahlund: ha già lavorato con sgualdrine pop del calibro di Britney Spears e Kylie Minogue, ma è stato anche co-scrittore e produttore per l’incredibile “Body Talk” di Robyn!!

Quindi, anche per chi fosse rimasto deluso dai primi due singoli c’è ancora una buona dose di speranza che questo MDNA sia comunque una bomba…

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