Verdetto finale: ma andate a cagare

Ebbene si, guardo “Verdetto Finale” su RaiUno. Dopo pranzo mi ci scappa una piccola pennica e la televisione accesa concilia il sonno. Non che ne abbia bisogno, in realtà, ma tant’è e la scelta a quell’ora è fra quello e “Detto Fatto” su RaiDue, fate un po’ voi.

Un paio di volte o poco più, con mio sommo stupore, mi è capitato di vedere puntate in cui erano trattati temi vicini alla comunità Lgbt. Ma lo stupore si è tramutato molto presto in altro.

Stai lontano da me

La prima volta c’era il figlio che portava in giudizio il padre perché quest’ultimo non gli aveva mai detto che era gay ed al poverino era toccato scoprirlo quando lo aveva trovato a letto con il suo amante (la madre/moglie era già al corrente di tutto, ndr), era rimasto traumatizzato e dal “tribunale” di RaiUno voleva un’istanza che obbligasse il padre a stargli lontano. E tutti giù a dare addosso a quest’uomo perché era falso ed ipocrita.

La stanza dell'ospedale

La seconda altra volta il padre di un ragazzo litigava col compagno del figlio in coma perché non lo voleva far avvicinare al capezzale del moribondo sostenendo che lui avesse messo il povero figliuolo contro la sua famiglia. Ci fosse stato qualcuno che avesse spezzato una lancia a favore del compagno, magari ipotizzando che fosse la famiglia ad opprimere il ragazzo e che il suo compagno gli avesse dato finalmente un po’ di sollievo invece.

La bambola

Oggi invece un padre era preoccupatissimo per il figlio che a 9 anni sembrava già dimostrare delle inclinazioni omosessuali e allora voleva che fosse dato in affidamento a lui e non alla mamma che lo assecondava in questi suoi strani gusti.

LO ASSECONDAVA!! Capito che madre degenere? Faceva giocare il figlio con le bambole, lo lasciava uscire con delle bambine, gli faceva mettere una maglietta rosa… E tutto questo solo perché il bambino lo desiderava. Dove andremo a finire. Ed invece il padre no, lui l’avrebbe fatto giocare a calcio, gli avrebbe fatto fare amicizia con altri maschietti… Insomma, lo avrebbe represso. E anche in questo caso la madre, a sua discolpa, diceva che comunque “non è mica che si vuole mettere i miei tacchi o ha voce e movenze femminili”. Insomma, è solo finocchio, mica un travestito demmerda.

Boh, forse sarò io che sono troppo estremo quando si entra in argomenti delicati, ma mi è sempre sembrato che si trattassero questi argomenti con un diffuso schifo, con quest’aura di bigottismo diffuso in Italia che tanto piace anche alla Rai.

E non sia mai che, visto che è tutto finto, scritto e studiato al tavolino, si approfitti della tv di Stato per fare del vero servizio pubblico e si provi un po’ a far evolvere questa povera Italietta, no.

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Informazioni su Enrico*

Non sono normale, questo è poco ma sicuro. E meno male! I'm not normal, that's for sure. And thank goodness!

Pubblicato il 18 marzo 2014, in Pensieri, parole ed emozioni con tag , , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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