Archivio mensile:dicembre 2016

You might have succeded in changing me

Affetto

Arriva la mail con le news aziendali e, tra gli altri, c’è anche il link ad un articolo sulla giornata dedicata a Titolari e Responsabili dei Centri Specialistici invitati a Siena in occasione del Palio del 2 luglio. Lo apro per vedere se ci fosse qualcuno di mia conoscenza ed in effetti mi passa davanti agli occhi il nome di una collega che lavorava a Salerno quando ci lavoravo anche io.

Siccome volevo la conferma che fosse davvero la stessa persona che conoscevo io, mi metto a cercare il suo nome tra le vecchie email e scappa fuori una di quelle conversazioni infinite con infiniti destinatari che facevamo durante il giorno tra un’operazione e l’altra per programmare le uscite serali con tutta la combriccola di lavoratori più o meno fuori sede. Da li a ritrovare tutte le mail di affetto e stima dei colleghi quando sono andato via da Salerno e che mi sono gelosamente conservato, il passo è stato breve.

E vi confesso che mi stava per scendere la lacrimuccia. Non per semplice nostalgia, ma proprio per il fatto che quando ripenso al passato ed in particolare ai vari “bivi” che ci sono stati nella mia vita, mi domando sempre “Dove ho sbagliato?”. Perché da qualche parte devo aver sbagliato.

Non fraintendete, ho una casa, un lavoro fisso e ben remunerato, tante persone intorno che mi vogliono bene. Ma non mi sento realizzato a pieno.

E se a 14 anni avessi scelto un liceo o ancora meglio un istituto artistico invece che il tecnico commerciale? E se poi avessi fatto l’università invece di iniziare a lavorare subito dopo le superiori? Se non fossi mai entrato in banca? Oppure, se ci fossi entrato ma non fossi mai tornato a Siena? Dove sarei adesso? Cosa farei?

Quando mi faccio queste domande, che immagino siano inevitabili se hai un minimo di aspirazioni nella vita e una buona dose di insicurezza di base, mi ritorna sempre in mente quello che mi disse la mia prof di educazione artistica quando le comunicai che dopo le medie sarei andato al tecnico commerciale: “Per carità Enrico, non andare al Bandini, fai un liceo e prendi tempo per pensare a cosa vuoi fare veramente. Ragioneria ed informatica ti prosciugheranno, quella scuola ti inaridirà”.

E se avesse avuto ragione lei?

You might have succeded in changing me

Domande che non troveranno mai una risposta. Almeno fino a quando qualche cervellone non si deciderà ad inventare la macchina del tempo. Cazzo, cosa state aspettando???

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