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Vita da ufficio #6

Passa la capa dalla mia stanza (nella quale ci sono solo io, oggi) si affaccia e saluta.

– Allora Enrico, te giovedì e venerdì sei in ferie vero?

– No Capa, c’ero giovedì e venerdì scorsi.

– Ma davvero? Non me ne sono accorta…

– …

Come sono importante nel mio ufficio, direi quasi indispensabile…

Ma potrei anche dire che lei è piuttosto rincoglionita!

Thank God it’s friday!!

Dai, ditemi qualcosa, riempitemi di commenti, anche spam, che oggi proprio non ho voglia per un cazzo di lavorare.

Poi vero, anche quel minimo di voglia che ti può venire, ti passa subito.

Tanto per dirne una: un progetto che non se ne riesce a venire a capo perché ti cambiano le regole as you go e che però doveva essere fatto, finito e terminato per il 30 giugno (scadenza poi prorogata e tirata per le orecchie al 30 luglio) uno che fa? Si batte i piedi nel culo per cercare di risolvere i problemi nel minor tempo possibile.

Poi però quando vedi che la tua capa ci mette quasi una settimana semplicemente per portare all’attenzione di chi-di-dovere i problemi (leggasi “fare inoltra di una mail già scritta da te”) beh… Ti cascano un po’ le palle.

P.S. E poi adesso è venuta a dirmi “Hai visto? Gliel’ho mandata!”…

Come ci godo…

Avete voluto fare come vi pare senza chiedermi aiuto, nonostante io vi dicessi che non era la strada giusta?

E ora… OOOPS!! Vi siete resi conto di aver sbagliato ma la scadenza è oggi??

Cazzo arrangiatevi, io esco!! :-)

Dress code

Li vedi a giro per i corridoi che sono per lo più tutti uguali, tutti vestiti di nero. Grigio scuro al massimo.
Le femmine ogni tanto hanno qualche trovata estrosa, ma i maschi sembrano prodotti in serie, tutti con lo stesso completo.
Va bene l’eleganza, ma qui manca proprio lo stile di base, non ci siamo!! E se ce n’è qualcuno che ha una punta di stile, è brutto come un rutto e non si riesce nemmeno a guardarlo in faccia.
Io certo non sarò un modello di Armani, ma con il mio jeans ed il mio maglioncino, mi sento molto più figo.

Tutti cercano qualcosa…

… che non sanno più.

Il senso di questa canzone sarebbe molto aulico, si parla (strano) di amore.

Io invece l’ho riadattata alla mia giornata lavorativa di oggi: tutti vengono da me e cercano qualcosa.

Ho bisogno di qualcosa, subito, è urgente, urgentissimo.

Si certo, ma cosa? Fammi vedere, spiegami meglio.

Ehm, si vorrei che questa cosa facesse così, ma non proprio così così, più cosà direi… No, cioè, boh… Di preciso non saprei, facciamo che vedremo più in là.

Tutti così.

Se poi do di matto e spacco la faccia a qualcuno, sono giustificato?

Vita da ufficio #5

– Qual è l’album preferito da una pagina HTML?

– “Body language” di Kylie Minogue!!

Il corso Java mi sta mandando fuori di testa.

Il più sano c’ha la tigna

Ok, la situazione promozioni nel mio ufficio quest’anno è questa:

– io, da schiavo di merda a schiavo semplice, promozione praticamente solo formale;

– il mio vicino di scrivania è diventato capo ufficio, minima gratificazione;

– due signore/ragazze sono diventate quadri di primo livello, stipendio di tutto rispetto ma niente di esaltante;

– la capa suprema è stata promossa a quadro di IV livello con una maggiorazione economica, ergo prende uno stonfo di quattrini.

La premessa è questa: “Facciamo il rinfresco della promozione tutti insieme”. Ok, io ci sto, se non altro spendo meno che a farlo da solo.

Ma siccome c’è una “piccola disparità” nel trattamento economico, la capa poteva fare la signora e pagare (non dico tutto) ma una quota superiore alla nostra poveri derelitti… Ed invece no: il totale viene diviso in cinque.

Che tristezza…

Il settimo senso

Giovedì, facendo dei test, trovo un errore/non-errore inspiegabile, uno di quelli che saltano fuori dal nulla e non si sa come risolverli. Uno di quelli che non ti resta che allargare le braccia e dire “Mistero della fede”.

Dopo averci perso una giornata intera, anche insieme ad altri colleghi dell’ufficio, mando una mail ad uno che, penso, mi possa illuminare. Non risponde. Nemmeno il giorno dopo. Alché lo contatto sul Communicator aziendale. Non risponde.

Poi vengono due giorni d’inferno, sia meteorologicamente che lavorativamente parlando, e la questione passa in cavalleria.

Oggi vedo il suo nome che mi appare sul telefono e penso “Ah ah, mo ti faccio il culo a striscie” mentre sollevo la cornetta.

Ed invece questo mi si pone in una maniera così gentile ed ha una voce così carina che mi passano tutte le intenzioni bellicose. E poi, non mi risolve il problema, ma mi da un probabile spunto da cui iniziare a cercare.

E allora, da iena incazzata pronta all’assalto quale ero, inizio io a scusarmi per averlo disturbato (caXXo, sta lì a posta per risolvere i problemi!)…

Alla fine realizzo il motivo del mio improvviso “ammorbidimento”: mi s’è acceso il radar!! Ma da quando in qua funziona pure al telefono?

Che brutta bestia l’invidia…

Forse dovrei stare zitto, perché ero io il primo a demoralizzarmi quando gli altri venivano promossi ed io no, però per lo meno avevo la decenza di non esprimere il mio disappunto, anche perché se uno viene promosso un motivo c’è… E non sempre si tratta di raccomandazione, sappiatelo: può sembrare strano ma ci sono pure delle promozioni per merito!

Poi ci sono i soliti “furbetti”, quelli che si sanno “vendere” bene e che ogni due anni vogliono (e prendono) un livello in più; e giusto perché ogni anno non è possibile, altrimenti ogni anno sarebbe pure meglio.

Ecco questi individui, che per carità, ce ne sono pure alcuni bravi bravissimi che si meriterebbero tutte le promozioni di questo mondo… Ma insomma amore, se salti un anno perché ci sono degli stronzi che invece prendono la prima promozione dopo 5 anni… Bé, non ti puoi incazzare ed iniziare a sparlare a caXXo!!

Che brutta bestia l’invidia…

Vita da ufficio #4

No, noi in ufficio non ci occupiamo di fisting, ma sono giorni e giorni che non si parla d’altro. O meglio, vista l’ignoranza in materia e l’ottusità mentale (in senso buono) dei miei colleghi, si parla più volgarmente di “prenderlo in culo”.

Queste argomentazioni così auliche sono alimentate dal fatto che uno dei miei colleghi doveva fare la colonscopia (l’ha fatta ieri).

Ed è veramente stupefacente osserevare come degli uomini grandi, grossi e vaccinati siano così spaventati dal fatto che una sondina del diametro di circa 1 cm (1 cm, mica 10) possa entrare su per il loro retto.

Avrei voluto stupire tutti con effetti speciali ed esordire con frasi che sicuramente li avrebbero lasciati a bocca aperta, ma ho preferito lasciar perdere e farli godere dei loro camerateschi discorsi etero.

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