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Twitter-Sogno #quandoilcervellovaavegliacolculo

E niente, mi sa che devo veramente fare una pausa da Twitter, perché stanotte ho fatto un sogno veramente astruso – e questa non sarebbe una novità; solo che stavolta i protagonisti del sogno erano dei twitteri, cioè persone di cui conosco a malapena il nome. E questo mi inquieta un po’…

Poi, come sempre succede, quando sei li che sogni, tutto fila liscio e ti sembra un film fantastico, con una sceneggiatura ed una regia da premio Oscar; quando poi ti svegli, se per sbaglio ricordi qualcosa, ti ritrovi a pensare… COME CAZZO HA FATTO LA MIA MENTE A PARTORIRE UNA SEQUELA DI COSE COSÌ SENZA SENSO COME QUESTA??

Ed in effetti questo sogno non fa eccezione: non c’è una trama vera e propria, ma una serie di scene/personaggi che si succedono senza nessun ordine/nesso logico.

Una cosa però si sa: tutto si scatena per i problemi familiari di Centochilidicaos; un matrimonio (con una donna) che sta per finire ed una figlia che non vuole perdere, fanno si che lui, non si sa come non si sa perché, trovi il modo di bloccare il tempo, congelare tutti e tutto per un periodo di tempo indeterminato e rimanere lui stesso così, nudo come nell’header del suo blog, ma sulla tazza del cesso (totally random). E tra parentesi, non è dato sapere cosa gli succederà una volta ripartito il normale scorrere delle ore.

Marco Mainardi è il ragazzino ciccione ossessionato dal proprio peso, che dopo il “fermo temporale” diventa, senza nessuna ragione o causa apparente se non il blackout stesso, figherrimo e super sicuro di sé.

Byb80 è un eroinomane che nel momento in cui Centochilidicaos blocca il tempo, si stava facendo la dose che gli sarebbe stata fatale; manco a dirlo, dopo il fermo si ravvede magicamente, butta la siringa che l’avrebbe ucciso e diventa un bravissimo ragazzo, quello che tutti conosciamo e che vorremo sposare.

(in)consapevole invece è un ricciolino biondo (c’ho azzeccato?) che è amico sia di Byb che di Marco, ma non ha particolari problemi né ruoli rilevanti all’interno della storia (che poi la storia qual è? Io mica l’ho capito).

Ed infine ci siamo io (ah per inciso, questo è il mio profilo Twitter) e ale_c_67 che viaggiamo nel tempo tipo Marty McFly ed il Doc in “Ritorno al Futuro” però senza bisogno della DeLorean, facendo da spettatori/filo conduttore/voci narranti tra le varie storie.

Il senso di tutto ciò? Io non lo so trovare, ma se a voi invece sovviene qualcosa, fatemi un tweet… ;))

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Il Presidente dell’Agedo Rita De Santis all’Europride

Io questa donna la amo… Classe 1938, mica cazzi.

Qui, per chi come me non ci fosse potuto andare, il video con discorso ed esibizione di Lady Gaga, qui il testo tradotto in italiano se avete difficoltà con l’inglese, mente qui potete trovare una carrellata di video che documentano la festa vera e propria che sarebbe la sfilata.

Su, fatemi sformare… Com’è stato quest’Europride?

Lo show business e la depressione post reality

Alzi la mano chi si ricorda tutti d’un fiato nome e cognome di almeno 20 (ma potrei anche dire 10) concorrenti del Grande Fratello… Non pescando tra quelli di quest’anno (che pure sono tanti), ma fra quelli di tutte e undici le edizioni!

Arrivate a malapena a 5, vero? Altrimenti, via da questo blog!! E dire che sono stati qualcosa come 178!!

A parte Luca Argentero che ha veramente svoltato, la Cipriani che è troppo scema bella per essere vera e Taricone che pace all’anima sua, non ce ne sono molti altri degni di nota… Diciamo che sicuramente nessuno di loro lascerà la loro stella sulla Walk of Fame di Hollywood!!

Però di edizione in edizione questi Gieffini ed ex Gieffini si vedono ovunque: in tv, in disco, a giro per strada… E si credono chissà chi!!
Abbbella, al massimo puoi aspirare a vendere pentole su Mediashopping con Mastrota!!

Ieri sera m’è capitato di vedere un servizio delle Iene, realizzato dal sempre favoloso Enrico Lucci, che andava ad “intervistare” questi ex gieffini, famosi, meno famosi e dimenticati, e chiedeva loro com’era andata quando le luci della ribalta si erano spente ed era finito il bel periodo di serate, feste e bagordi.

Il risultato è stato quasi sempre lo stesso: dopo “la fama” arriva inesorabilmente il dimenticatoio e con esso la depressione derivata dal sentirsi fallito. Poi questi ex concorrenti del reality hanno realizzato che le cose importanti non sono le ospitate dalla D’Urso, hanno ripreso il lume della ragione, chi più chi meno, e allora sono riusciti a far fruttare quello che avevano guadagnato nel loro “anno di gloria”.

Ma insomma: se la tua massima aspirazione nella vita è quella di essere considerato come “Tizio del GFX” e vuoi stare in televisione a tutti i costi e credi beatamente che sarai considerato speciale a vita per il solo fatto di aver partecipato al reality, bé, ti meriti tutta la depressione di questo mondo.

Ve lo ricordate Paolo Mari, l’idraulico impazzito “wanna-be modello” che dette di matto e si denudò nella casa? Lui ha avuto seri problemi di cervello, il suo sogno si è trasformato in incubo e come premio dal GF ha ricevuto solo una bella terapia psichiatrica e condita con abbondanti psicofarmaci. Niente serate, niente ospitate, niente lustrini e paillettes. Però ora si è rimesso molto umilmente a fare il suo lavoro senza la spocchia che invece altri conservano pur essendo delle vere e proprie nullità.

Ecco, lui mi ha fatto un po’ tenerezza… Poi però, il servizio si conclude con un suo sorriso che sembra sincero e tranquillo; e allora ho realizzato che secondo me lui è quello che c’ha capito più di tutti di questi pseudo vip e adesso se la passa meglio di tutti i suoi ex “colleghi”, paradossamelmente anche meglio di quelli che invece non si danno pace e sgomitano per rimanere sulla cresta dell’onda.

La fine del mondo

Ci sono queste due colleghe, Sté e Manu, che hanno comprato due appartamentini arroccati su di una collina vicino al mare, a Castiglione della Pescaia, tutte e due nello stesso complesso residenziale. Sono degli appartamenti molto particolari, con le strutture in travi di legno grezzo lasciate a vista, terrazze e verande aperte, stradine scoscese e sterrate tra un’unità ed un’altra. Mi invitano a vederli, e devo dire che sono molto carini, già arredati in stile animalier, ma con gusto. Ci sono anche altri colleghi, intravedo per esempio Anna e Stefano. E non capisco cosa ci facciamo, visto che Sté e Manu non le conoscono… Ma tant’è.

Dopo aver salutato tutti, visitato le case e ciarlato amabilmente, mi trasferisco in un grande salone, di gusto classico, con soffitti molto alti, caminetto, stucchi e tutto il resto. Qua invece ci sono molti colleghi, quelli che lavoravano con me a Salerno, e sono tutti vestiti bene. Ma non bene come ti potresti vestire per andare in ufficio o per uscire a cena la sera, bene-benissimo-in-pompa-magna come se tu dovessi andare alla notte degli Oscar!!

Ed il motivo è semplice: sta per finire il mondo. Non mi chiedete perché e come, questo non è dato saperlo, ma sta per finire il mondo. Ormai lo sanno tutti, e per questo ci si mette l’abito migliore e si aspetta tutti insieme per vedere cosa succede.

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Sognare costa solo un euro

Come si dice… La speranza è l’ultima a morire, no? E allora a me non interessa se ho più possibilità di fare tre figli maschi con Madonna (e magari uno mi esce uguale sputato a Darren Hayes) piuttosto di vincere i 100.000.000 di € del Superenalotto… Ma se permetti i miei 6 € a settimana ce li posso pure spendere, no? Ne spendo tanti in cazzate che 6 miseri euro non saranno la mia rovina! Sono sempre il solito povero… E invece ora il Codacons se ne esce che il montepremi è troppo alto, e bisogna bloccarlo o al limite spartirlo tra i vincitori del 5 e del 6, perché altrimenti rischia di rovinare tantfamiglie i cui patriarca si giocano tutto lasciando i figli affamati… Ma secondo voi… Chi ha il vizio del gioco, si ferma di fronte ad un montepremi più basso o al fatto che il gioco si chiami Superenalotto, Totip o Cavalca-il-manzo? A quelli veramente malati, che chiedono l’anticipo sullo stipendio per poi giocarselo tutto alle macchinette del bar Dallo zozzone, non gliene frega niente di modalità di gioco, montepremi o chissà cos’altro… Basta giocare!! Invece per i “poveri poveri” (come me), quei 6 € sono una speranza, un sogno… Che tristezza!!

Sogno di una notte d’inizio primavera

Sono a casa dei miei. Per non si sa quale catastrofe nucleare sono tornato ad abitare con loro, spero sia una cosa temporanea. Ma non è come casa dei miei, è mezza diroccata, vecchia, brutta. Anche se la posizione è incantevole: in cima ad una collinetta, con una vigna tutto intorno ed una vista spettacolare. L’ambiente però è tetro (più di quanto non lo sia in realtà, con quei mobili anni ’70 in noce nazionale) e l’atmosfera cupa. Per di più la mia ex camera è occupata da un biondino che avrà si e no 20 anni.

“Mamma, ma chi è quello?”

“Ma come chi è? Gnamo, è il figlio di cosa, deve fare non-so-cosa qui a Siena e sta da noi per un po’…”

Nemmeno nei sogni ascolto mia mamma quando chiacchera…

E allora io, figliol prodigo, devo dormire in una stanza che sembra a metà tra una dispensa ed una cucina, ma come caratteristica principale, direi, che non ha il tetto. Si, come nella canzone di Gino Paoli “questa stanza non ha più pareti” ed il soffitto (non so se fosse viola) no, non esiste più. Io vedo il cielo sopra a me. E pure un cielo scuro, sembra che voglia piovere. Cazspita, ma io voglio andare a letto, come faccio se piove? Va beh, ci penseremo quando mi sentirò talmente fradicio da svegliarmi…

Un momento… Chi è quest’altro ragazzino apparso dal nulla? Nonostante sembra che lo conosca, perché ci chiacchero amabilmente, non so chi sia. So solo che fuma come un turco e pippa pure.

“Ehy ma che fai? Sta arrivando la mi mamma e ti vede!”

Ma sì, chissenefrega, la mamma entra, ma non vede niente, non vede nemmeno lui, che nel frattempo si è barricato dietro a scatole e scatoline posate in fila sul suo letto. Come nella realtà la mi mamma vede solo ciò che vuole vedere. E rompe i coglioni, come al solito.

“Che vuoi mamma?”

“Niente, ti volevo dire che bla, bla, bla e bla, bla, bla…”

“Ok, ok, ok. B U O N A N O T T E ! ! ”

Andata via la mamma lui ricompare da dietro la sua trincea di cartone e continua a fare le cose di cui sopra, mentre si continua pure a chiaccherare. Ognia tanto si spoglia, mi fa vedere i suoi gioielli, con malizia. Oddio ma che ci sta a prova’? E nel frattempo l’altro biondino ci spia da dietro la porta socchiusa…

Mio Dio, che ansia terribile, ma ‘do vado io qua? Io voglio solo dormire!

Meno male che poi è suonata la sveglia… Dite che devo smettere di drogarmi?

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