Rebel Heart, il nuovo album di Madonna

Rebel Heart - Super deluxe cover with stickers

Mo iniziano a fioccare recensioni del nuovo album di Madonna, “Rebel Heart”, come se tutti lo avessimo ascoltato solo adesso (è uscito ufficialmente il 9/03) e non a dicembre quando sono finite online tutte le canzoni, demo e non.

Io ho aspettato fin’ora solo perché volevo avere il CD: che che se ne dica, ascoltare degli mp3 (per quanto in cuffia, come consigliava Lady Gaga) non è come ascoltare un CD da uno stereo HiFi degno di questo nome. Ed io mi sono affrettato a ricomprarne uno in sostituzione di quello bruciatomi dall’Enel a novembre appositamente per questo motivo (sono pazzo, lo so).

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Quindi eccoci qua. La prima cosa che salta agli occhi è che il l’album esce in 45 versioni. No dai, sono solo 4 le principali commercializzate in Italia, se escludiamo il vinile (la standard, con 14 canzoni, la DeLuxe, con 19 canzoni, e la Limited, composta da due CD, il primo con 19 canzoni come la DeLuxe ed il secondo con altre 4 canzoni + 2 remix di “Living For Love”, quella di MediaWorld). Ma tra la versione Giapponese, quella tedesca, quella francese e quella della porca della mi zia, stavolta mi sono proprio svenato.

Bando alle ciance, mi sembra veramente assurdo che la title track, “Rebel Heart”, sia solo nella DeLuxe e non nella standard, ma anche ascoltando tutta la track list si nota subito come questa sia stata composta platealmente a caso, e come dentro a quest’album ci sia di tutto e di più, secondo la ormai celeberrima regola “BUTTIAMOLA IN CACIARA”.

Analizziamo un po’ le tracce una ad una:

1. “Living For Love” – È la sintesi perfetta di quest’album: beat anni 90 come va di moda da quando Kiesza ha pubblicato “Hideaway” ma suoni tamarri a profusione per cercare di acchiappare qualche pischello sotto i 20. Bella eh, ma c’è di meglio.

2. “Devil Pray” – Eccolo il meglio di cui parlavamo prima: una canzone in perfetto stile Madonna, provocatoria (parla di droghe) ma mistica (oh, a me i suoni vagamente orientaleggianti fanno questo effetto), ballabile ma dalle liriche studiate, elettronica e pop. Peccato che non sarà mai singolo.

3. “Ghosttown” – Quella che potremmo definire come una ballatona distopica: liriche profonde e sound a metà tra il vintage e l’elettronico, sarà il secondo singolo e prego affinché Jonas Åkerlund faccia un video coi contro-coglioni.

4. “Unapologetic Bitch” – Va bene la sperimentazione ed effettivamente il reggae a Madonna mancava, ma questa era proprio evitabile.

5. “Illuminati” – Me ne sono innamorato al primo ascolto. Nella versione finale si sente l’impronta cupa di Kanye West (la demo era più veloce) e mi piace. Ma a bestia proprio.

6. “Bitch I’m Madonna” – L’immancabile featuring con Nicki Minaj che verrebbe da chiedersi “Cazzo c’imbricca Madonna con quella culona?” ma vabbé, sicuramente ci sarà dietro un accordo discografico. Evitabilissima, sembra la versione puttan-pop dell’Harlem Shake e purtroppo sarà il terzo singolo. Ve lo immaginate il video? Già tremo.

7. “Hold Tight” – Prodotta da Ryan Tedder (frontman degli OneRepublic) e Benny Blanco. E si sente, perché lo stile è molto simile a “Baby Don’t Lie” di Gwen Stefani (prodotta, toh, dallo stesso duo). Comunque una delle mie preferite, testo immenso e suoni ricercati.

8. “Joan Of Arc” – È una di quelle che dalla versione demo a quella ufficiale ha cambiato faccia. Adesso è una up-tempo molto gradevole, ma si vocifera che ne esista una versione finita strumentale che però non si sa che fine abbia fatto.

9. “Iconic” – Ecco, questa è una canzone che parecchi potrebbero liquidare come tamarrata banale cerca consensi da pischelli (visto anche l’intro di Mike Tyson, a caso fa’ conto), ma io mi sono messo a piangere non appena l’ho ascoltata leggendo il testo (magari prima o poi avrò pure il coraggio di pubblicare il post che ho scritto a proposito). Questa canzone è l’essenza stessa di tutto quello che il “marchio” Madonna vuol dire: ICONIC/IRONIC, commerciale ma non banale.

10. “HeartBreakCity” – Ballata strappa lacrime sulla fine di un amore, epica e solenne, a qualcuno ricorda “Like A Prayer”. E comunque LEI ha letto il mio blog e mi ha ascoltato, rispetto alla demo ha tolto quello SHITTY sul finale che un po’ sdrammatizzava ma un po’ sciupava tutto.

11. “Body Shop” – Ritmi etnici e testo insolito, mi ha preso subito ma sarà la canzone più sottovalutata di tutto l’album, già lo so.

12. “Holy Water” – Scritta insieme a Natalia Kills e potrebbe sembrare poco più che un buon sottofondo per dei video interlude nel tour. #einvece… Auto citazione da “Vogue”, così a caso.

13. “”Inside Out” – Sensuale ed intensa, minimale con un bel testo ed un beat che prende.

14. “Wash All Over Me” – Anche questa ha cambiato faccia, rispetto alla demo. Da perfetto capolavoro dance anni 70 è diventata un’altra ballatona solenne (non che me ne dispiaccia, anzi). Un crescendo continuo, da orgasmo.

15. “Best Night” – Insieme a “Holy Water”, “Inside Out” e “S.E.X.”, “Best Night” mi ricorda molto “Erotica”, forse perché l’argomento evocato quello è. Ma qui si va oltre, la citazione a “Justify My Love” è palese, ed infatti tra gli autori figura quel Lanny Kravitz autore proprio di “Justify My Love”. Come auto citarsi (e anche auto celebrarsi, se vogliamo) senza ripetersi.

16. “Veni Vidi Vici” –  Il ritornello “I came, I saw, I conquer” ti entra subito nel cervello per quanto sia banale. E vi dirò di più: secondo me l’intervento rap di NAS qui ci sta perfettamente e alza il livello generale della canzone.

17. “S.E.X.” – Anche qui il rischio “sottofondo da video interlude” è alto, ma ascoltatela attentamente e vedrete che non delude. Io ancora non so come si chiami quel coso che son sicuro lei tenga in bocca mentre recita la parte parlata della canzone e che ha messo pure in una delle immagini dell’artwork, ma non lo voglio nemmeno sapere.

18. “Messiah” – A convalidare la teoria della tracklist totally random c’è questa canzone/preghiera che viene subito dopo S.E.X… O forse è solo l’ennesima trovata di una popstar millenaria per farci riflettere sui temi a lei più cari (sesso e religione)? Chi lo sa. A me comunque ricorda “Neverland”  di Darren Hayes.

19. “Rebel Heart” – Finalmente, per chi ha comprato la DeLuxe, arriva la title track, che nella demo ero proprio una canzone di Avicii feat. Madonna, mentre nella versione finale ricorda un po’ “Don’t Tell Me”. Much better. E si spera che diventi singolo perché potrebbe trainare le sorti del disco.

20. “Beautiful Scars” – Bellissimo testo e sound fresco, quasi estivo, fa molto Buddha Bar e cresce man mano che la si ascolta. Sicuramente è molto meglio delle tamarrate messe tra le prime posizioni della standard, e non capisco perché l’abbia relegata quaggiù in fondo.

21. “Borrowed Time” – Ecco, se con “Beautiful Scars” il dubbio del posizionamento era legittimo, qui si fa proprio palese: MA CHE CAZZO TI DICE LA TESTA MADONNINA MIA?? Questa canzone è troppo bella per essere relegata alla sola Limited. Fanculo, al prossimo disco le tracce le decido io, ok?

22. “Addicted” – Sarà perché già c’era una traccia con lo stesso nome in MDNA, sarà perché qui siamo proprio nella dance che più dance non si può e lei voleva dare un taglio (non tanto netto) con il precedente disco, ma anche questa canzone quaggiù proprio non si capisce cosa ci faccia. Coatta e radiofonica.

23. “Graffiti Heart” – Qui mi trovo diviso: a volte “Graffiti Heart” mi sembra la perfetta b-side da relegare tra le bonus track, mentre a volte non vorrei fare altro che ascoltarla a tutto volume 24/7 (il ritornello è ipnotizzante). Boh.

I remix li tralascio, così come quella “Auto-Tune Baby” della versione MediaMarkt e quella “Queen” che sembrava finita ma che non ha trovato spazio da nessuna parte (le altre demo scartate sono per altro innumerevoli).

Dopo aver ascoltato tutto il disco è indubbio che l’intento della vecchia fosse duplice e paraculo: rassicurare i fan storici, delusi da Hard Candy e MDNA, i quali potranno trovare in “Rebel Heart” la conferma che si, la Regina del Pop è sempre lei, ma pure quello di acchiappare qualche nuovo adepto tra le ultime generazioni (forse per succhiar loro l’anima?).

Il risultato è un disco ENORME (nel senso che è lungo, ma questo per me non può essere che un punto a suo favore) ma che oggettivamente poteva essere presentato meglio, togliendo qualcosa di evitabile e lavorando meglio alcune tracce, cosa che non mi sarebbe mai passato per la mente di dire per altri suoi disco-capolavoro (leggasi “Ray Of Light”, “Music”, “American Life” e “Confessions On A Dance Floor”).

Maddy… ANCHE MENO. A me questo “Rebel Heart” piace, e pure parecchio: è ruvido, intimo e quasi cupo, lo metto come hanno detto in molti tra i tuoi migliori album di sempre, ma per il prossimo lavoro ti do un consiglio: fai quello che più ti diverte senza ansia da prestazione. Forse ne uscirà fuori un novello “Ray Of Light”… O forse anche qualcosa di meglio!

P.S. Ma nel frattempo andatevi a comprare “Rebel Heart”, su iTunes, su GooglePlay o su Amazon.

Madonna cade di culo ai Brits 2015 (ma poi si ripiglia)

Madonna winner

C’era grande attesa ieri sera per il ritorno di Madonna sul palco dei Brit Awards, dove non la si vedeva esibire dal 1995. Anche io OVVIAMENTE ero sintonizzato sull’apposito canale YouTube per seguire lo streaming live e mi son visto tutto lo show solo per la sua performance, programmata in chiusura.

Finalmente, dopo l’ultimo inutile premio, i conduttori la annunciano e parte l’intro di “Living For Love” nella versione che abbiamo già sentito durante la performance dei Grammy; ma stavolta, invece della pletora di ballerini cornuti e diamantati, a sfilare verso il solito palco/arena, c’è un misterioso figuro incappucciato con lungo mantello nero e scintillante (di Armani, scopriremo poi) i cui lembi finali sono sorretti da due ballerine vestite da torere come dei paggetti che portano il velo di una sposa.

Il losco figuro (che boh, sarà la vecchia?) sale gli scalini che lo conducono al palco/arena, inizia a cantare, butta giù il cappuccio e, toh. È proprio Madonna.

Noto subito che sta cantando live, senza il pre-rec di supporto che aveva ai Grammys e me ne compiaccio fiero di lei, sicuro che sarà un’esibizione memorabile.

Non avrei mai immaginato in che modo. Ma andiamo di flashback.

Due minuti prima, mentre stavo pisciando nell’attesa che questa performance arrivasse, emozionato come uno yorkshire che aspetta il ritorno del padrone e non appena lo vede se la fa sotto, ho avuto un flash, un pensiero che mi ha attraversato la testa per un attimo: “E se, con tutto questo hype, con tutta questa attesa spasmodica del GRANDE RITORNO DI MADONNA AI BRITS DOPO 20 ANNI… Qualcosa andasse storto? Un incidente?”. Ma ho subito ricacciato via il presagio di sventura senza nemmeno dargli troppa importanza, che tanto io sono così, mi sale un po’ d’acido dallo stomaco e penso di avere un tumore che mi preme sull’esofago.

Torniamo all’esibizione. La vecchia s’è scappucciata, sta intonando le prime parole di “Living For Love” e nel frattempo sta anche tentando di slacciarsi il mantello; quando si suppone che lei sia riuscita a sciogliere sto benedetto legaccio (cazzo c’avevano fatto, il doppio nodo?), le ballerine/paggette tirano via con un colpo deciso il mantello per avere un effetto il più scenografico possibile.

Ma qualcosa va storto e l’unica cosa scenografica è il volo che Madonna si fa dai tre scalini su cui era appollaiata, per finire col culo a terra in streaming worldwide.

Madonna falls at Brits 2015 gif

DA NON CREDERCI. Cioè, voglio dire, non è una cosa che ti aspetti. Non pensi che Madonna, la Regina del Pop, in una esibizione così importante, così attesa, caschi di culo come fosse l’ultima cretina che si esibisce alla Sagra della Porchetta.

Ok, l’errore ci sta sempre, anche ai massimi livelli. Ma voglio dire, con un mantello così importante, non le avrai fatte due prove costumi? Non ti sarà venuto in mente che se quelle ti tirano da dietro e per un qualsiasi caso te non sei pronta, caschi come una salama da sugo?

Boh, forse era proprio un evento inimmaginabile, impensabile anche nella più catastrofica delle ipotesi (solo la mia mente malata e pessimista ci poteva arrivare).

E comunque va detto che sì è rialzata subito, è riuscita finalmente a slacciarsi quel cazzo di mantello (immagino che nella sua testa abbia anche tirato giù tanti tanti tanti moccoli) e ha continuato stoica la sua esibizione, come se niente fosse, da vera professionista.

Chapeau, io sarei sempre lì a piangere.

Qualcuno, più malignamente invece, è arrivato ad ipotizzare che fosse tutto architettato ad arte, così da monopolizzare l’attenzione dei media e magari dare anche una spintarella alle vendite dell’album di prossimo rilascio.

Infatti oggi è tutto un CHI CAZZO SE NE FREGA DELL’ESIBIZIONE E DEI VINCITORI? Tutti parlano di Madonna e della caduta.

Madonna fell on stage at Brits 2015 2 Madonna fell on stage at Brits 2015

Tutto è possibile a questo mondo, e nonostante questo piccolo incidente abbia evidenziato senza ombra di dubbio che cantava Live, non penso che Madonna abbia bisogno di questi mezzucci per far parlare della sua professionalità e del fatto che sia una performer instancabile, queste sue doti sono note a tutti.

Vero è che lei è quella del “Bene o male, basta che se ne parli”, ma con questa caduta si è presa anche tante critiche: tanti hanno colto la palla al balzo per dire che è vecchia, che è finita, che ha già fatto il suo tempo, si deve ritirare e bla bla bla, roba che fra un po’ son vent’anni che lo dicono ma lei è sempre lì e va nel culo a tutti.

Secondo me la maggior parte di quelli che ripetono istericamente il mantra “È VECCHIA SI DEVE RITIRARE!” o sono fan estremisti di Lady Gaga (basta dai, hanno fatto la pace) o sono gay che sputando merda addosso alla più grande icona gay si sentono originali e controcorrente.

Io penso semplicemente che lei non sia un’aliena millenaria che rigenera il corpo tramite sangue di vergine e cambia faccia ogni mese come tutti credevamo, ma sia un semplice essere umano.

E adesso lo abbiamo capito tutti.

Viè qua ballerino Madonna IG after falling at Brits 2015 Love really lifted me up Aiuta anche tu Giorgio ArmaniBallerina terrorizzata

Deprecare o ignorare?

Se è vero che fin da piccoli ci hanno insegnato ad ignorare i bulli al grido del claim “Solo così la smetteranno, se ti arrabbi, continueranno con ancora maggior veemenza”, è altrettanto vero che, crescendo, vedi diverse forme di stupidità umana, ed avendo un po’ di sale in zucca, a volte capita che ti venga pure voglia di denunciarle.

Ok, forse questa è una “malattia moderna” nata coi social e dettata dal fatto che attraverso Internet tutti possono improvvisarsi paladini della giustizia ed ottenere in un momento un sacco di visibilità/consensi/dissensi.

Quindi io mi chiedo: è meglio ignorare i fenomeni di stupidità (perché poi alla fine, di questo si tratta) per paura che ottengano proseliti o è bene condividerli e far sapere a tutti quanti ridicoli siano? Col rischio però, che poi ottengano ugualmente ancora più seguaci.

Mi rendo conto che si tratta di temi completamente differenti, con implicazioni profondamente diverse, ma il senso secondo me non cambia.

Che si tratti dell’ISIS, della persona/associazione omofoba di turno (vedi questo video dell’Associazione ProVita che fa ridere i polli), di Gasparri che litiga con le ragazzine un po’ in carne su Twitter o del cretino a caso che parla ai microfoni de La Zanzara, la domanda è sempre la stessa: condividere e deprecare o ignorare?

Daniel Garofali’s strange ass

*** ANTEFATTO ***

Sto post era rimasto nelle bozze per tipo 4 anni e nessuno si è lamentato, come immagino nessuno si sarebbe lamentato se non avesse mai visto la luce, ma mi dava fastidio lì nelle bozze. E siccome mi dispiaceva buttarlo via, ho deciso di pubblicarlo anche se totalmente inutile ed insulso.

*** POST ***

No scusate, sono io che ho idealizzato quest’uomo e quindi per me ormai Daniel Garofali = perfezione o le vedete anche voi?

Cosa sono quelle fossette sulla chiappa destra di Danny? Com’è possibile che il culo di cui sopra sia lo stesso della foto sotto?

Intendiamoci bene, questo vuol dire cercare l’ago nel pagliaio, ma è solo una curiosità…

Quel giorno il suo culo era moscio perché giù di morale o c’è una spiegazione scientifica plausibile (a parte photoshop)? S’era dimagrito troppo? Mangia fijo mio mangia, vogliamo che il tuo culo torni a scoppiare di salute.

Questo il video “incriminato” da cui è tratta l’immagine (al minuto 1:24)…

Crepe sul bordo laterale del Motorola Moto X (1st gen)

Era un po’ di tempo (mi succedeva anche quando avevo ancora il Galaxy S II) che notavo che a volte, in alcuni luoghi, la connessione dati si bloccava: sembrava ci fosse, con gli indicatori della connessione sempre presenti, ed invece no, non andava una fonchia. Dovevo mettere in modalità aereo e poi toglierela per ripristinare la connessione. Cercando sul web ho trovato un post non-mi-ricordo-dove che suggeriva che potesse essere a causa della sim: ci vuole la nuova sim Nfc (premetto, ho Tim come operatore).

Allora mi reco in un centro Tim provvisto di queste nuove sim Nfc (non sono facili da trovare, per le sostituzioni) e la sostituisco. Quando arrivo a togliere la cover in tpu che ho sempre sul mio MotoX… Orrore! Tante piccole crepe sul bordo laterale! Agevoliamo le immagini:

Crepe Moto X 2 Crepe Moto X 3 Crepe Moto X

Devo dire che lì per lì sono rimasto molto deluso. È ovvio che non era un danno causato da me, ma un difetto di fabbrica della scocca del mio telefono. Difetto che non avrei mai pensato di riscontrare su di un Motorola, famosi per la loro qualità di costruzione.

Però dai, il pezzo nato male esiste anche nelle migliori famiglie. Mandato in assistenza il 20 gennaio, il mio MotoX è tornato il 5 febbraio come nuovo, ovviamente senza pagare niente (l’ho comprato il 24 aprile 2014 e quindi ho ancora la garanzia di fabbrica di due anni).

Non sono riuscito a trovare altre testimonianze del genere in rete, quindi immagino che fosse veramente un difetto isolato, che si è risolto (spero) con un veloce intervento in garanzia!

Well Done, Moto!

P.S. Anche il problema del blocco connessione non si presenta più da quando ho la nuova sim Nfc.

Due parole sulle demo rubate a Madonna

Madonna Unapologetic Bitch

Una volta le demo delle canzoni uscivano secoli dopo il disco, che le trovavi per caso in rete e dicevi “Uuuuh, che schifo, senti quanto c’hanno lavorato”. Ma Madonna si sa, è avanti a tutti, e le demo del suo nuovo album (che non si sa ancora come si chiama, né tanto meno quando dovrebbe uscire) sono state rubate e buttate su un OneDrive qualsiasi per la gioia di chi è curioso come me.

Ecco, intanto partiamo col dire che queste cose non si fanno, non so se si possa chiamare comunque furto, ma immaginate che voi stiate organizzando l’addio al nubilato per la vostra migliore amica. Ci spendete del tempo, delle energie, magari anche dei soldi. Poi arriva un altro amico di cui voi vi fidavate e a cui avete raccontato tutto e quello lo va a spiattellare alla sposa. Non vi incazzereste?

Azione deprecabile a parte, ormai il danno è fatto e io non ho resistito dall’ascoltare queste nuove 11 canzoni (più Rebel Heart e Wash All Over Me che erano state leakkate qualche tempo prima).

Che dire? Innanzitutto che sono delle DEMO. E si sente. Suoni poco puliti, nonostante siano tutti mp3 a 320 kbps, la struttura c’è, ed è una bomba a volte, ma c’è ancora molto lavoro da fare (btw la vecchia ha detto che parecchie di queste non entreranno nemmeno nel lavoro finale).

 

1- Addicted (The One That Got Away)

A parte il titolo e qualche frase che sanno di già sentito (“Like a moth to a flame”… Ancora?) è veramente bella. Parte lenta ma cresce subito e spacca di brutto.

2- Bitch I’m Madonna

Voce super modificata e suoni strani, a metà strada tra una canzone di Niki Minaj e l’Harlem Shake: t’entra nel cervello, ma se ne potrebbe fare a meno.

3- Borrowed Time

Bellissima. Pure così che fa schifo (dal punto di vista del suono). La chitarra ok, solo un po’ meno Avicii, grazie.

4- Heartbreak City

La Ballatona con la B maiuscola. Struggente, maestosa, con qualche accorgimento in più sarebbe magistrale. Anche qui Maddy, togli quello “shitty” in fondo, grazie (eddai, le parole le hai già cambiate nel processo da demo a canzone finita).

5- Illuminati

Non me la scollo più dal cervello. Un incrocio tra Vogue, Beautiful Stranger e una cagata paurosa. “It’s like everybody in this party is shining like illuminati” è già diventato un cult.

6- Joan Of Arc

Anche questa non sarebbe male, una ballad molto orecchiabile. “I’m not Joan of Arc/Not yet/But I’m in the dark/Yeah”… YEAH? Ma che davero?

7- Living For Love

Sembra una canzone di Kiesza, pari pari. Sonorità anni 90 (che, in una canzone del 2015 di una che gli anni 90 li ha cavalcati, sembra un po’ una bestemmia) ma è veramente figa, fighissima. Solo che non so quanto le si addica…

8- Make The Devil Pray

La colonna sonora di un film country/fantasy. Chitrarre, corni, flauti, so ‘na sega che roba c’è in questa canzone, ma è molto bucolica. Però è bella, con citazioni a varie droghe (la colla? Si sniffa ancora la colla?) totalmente gratuite, ma tant’è.

9- Messiah

Ecco, questa è un’altra ballatona. Forse un po’ meno bella di Heartbreak City, le strofe suonano un po’ come una filastrocca. Ma comunque accettabile. Qualche lavorino sulla base orchestrale (più violini, grazie) ed il gioco è fatto.

10- Rebel Heart

A me sa sempre un po’ troppo di The Riddle, ma è veramente pazzesca. Anche qui si sente la mano di Avicii, ma questa te la passo Madge.

11- Revolution

Ecco, questa non l’ho capita. Schitarrate a go-go, ma sembra un po’ troppo uno scarto. Next.

12- Unapologetic Bitch

La famosa traccia dalle sonorità reggae, che mi ha fatto dire “Pensavo peggio”. Forse in duetto con Rihanna potrebbe avere un senso, così com’è mica tanto me sa…

13- Wash All Over Me

Epica, una perla dance. Ma che ve lo dico a fare, la starete già ascoltando da settimane e sarete senz’altro d’accordo con me.

 

E voi? Che ne pensate? Le avete ascoltate queste tracce o rispettate in toto le volontà della Regina?

#PechinoExpress, Angelina e la comunità LGBT

Chi segue Pechino Express, il programma di Rai Due che manda famosi e non a giro per il mondo, lo sa, Angelina è uno dei personaggi più forti di questa terza edizione. E ispira subito simpatia, se, come me, ami “la cattiveria”.

Quello che non conoscevo è la storia della sua transizione, nemmeno accennata nel programma, perché giustamente “non si è scelto di giocare con un tema puntando sulla finta sensibilizzazione che in realtà non lo è, ma che cela anzi un becero sensazionalismo”, ma che lei ha raccontato in questa intervista pubblicata su La Ventisettesima Ora de Il Corriere.

Perdonami Angelina, ma se è vero che la comunità LGBT sbaglia su parecchi fronti, anche tu ti contraddici non poco.

Prima dici che “si sbaglia perché si cerca sempre la  normalizzazione che è in realtà una volontà di etero normalizzazione” però poi, a proposito del Gay Pride affermi che “tutta la comunità dovrebbe capire che non aiuta mostrarci in un certo modo” (immagino che con “un certo modo” tu ti riferisca a trans e maschioni palestrati semi nudi).

Sulle adozioni ai gay affermi che sei fondamentalmente d’accordo ma che “mi spaventa molto la società in cui viviamo. Se un bambino ha una coppia di genitori omosessuali, con la cultura vagamente fascista che c’è adesso, a scuola diventerebbe subito “il figlio dei froci”. Sarebbe vessato da tutti gli ignoranti”. Salvo poi dire che “se la Chiesa non ci accetta, non ci rispetta, ma basta, andiamo avanti”.

Andare avanti, non etero-normalizzarci non vuol dire mostrarsi per quel che si è (quindi ben vengano le persone in jeans e polo, ma anche le trans semi nude ed i maschioni palestrati), anche se ci saranno sempre gli ignoranti ed i fascisti pronti ad offenderti?

Tu nella tua transizione non hai avuto problemi perché hai un carattere molto forte, bisogna che prima o poi impariamo tutti.

 

P.S. La risposta è arrivata via Facebook…

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Ask Google

In principio Google era un sito web utile per effettuare una ricerca. Poi ha iniziato a gestire la tua posta, ti mostrava le mappe online e ci potevi anche calcolare un percorso. Pian piano è cresciuto, aggiungendo sempre più servizi web, YouTube e Blogger i più conosciuti, amati ed usati.

Ma la vera svolta secondo me, è stata la creazione di Google+, una sorta di social network, che in realtà, diciamocelo, è solo una “scusa” per avere i tuoi contatti, le tue relazioni sociali, i tuoi gusti, le tue foto e tutte le informazioni che ti riguardano così da propinarti la pubblicità più adatta ai tuoi gusti.

Ora che Google ha anche un suo SO mobile, Android, che per inciso è diventato il sistema operativo più diffuso al mondo, i suoi servizi sono unificati sotto un unico account.

Risultato? Google SA TUTTO di te.

Sa dove stai di casa, dove lavori, tiene traccia di tutti i tuoi spostamenti, ti dice quando partire, dove andare e qual’è la via migliore.

Ha iniziato a gestire i tuoi acquisti, le tue prenotazioni ed i tuoi voli.

Conserva le tue note ed i tuoi promemoria, ti da consigli ed avvisi basati sulla tua posizione.

Sa addirittura cosa fare e chi avvertire in caso di una tua prematura dipartita.

Praticamente sei stato Googlizzato. Io di sicuro. E non ne potrei più fare a meno… <3

In definitiva: se dovete chiedermi qualcosa, chiedetelo direttamente a Google, sicuramente ne sa più di me.

Per approfondire: la storia di Google nel dettaglio.

Siamo solo delle poracce

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E niente, finalmente mi ero deciso a buttare via una vecchia poltrona che mi aveva lasciato la signora quando avevo comprato casa nel lontano 2009. Niente di che, la classica poltrona bassa dal design stondato ed anonimo che puoi trovare da Ikea per 39,99 € sticazzi costa 82,50 € (ora comincio a capire). Ma non me ne ero mai sbarazzato perché comunque il salone è grande ed i mobili scarseggiavano/scarseggiano.

Comunque quando ho comprato una console con specchio e pouff da mettere all’ingresso, questa benedetta poltrona ha iniziato ad essere di troppo. Prima cosa, aveva una gamba rotta che non ero riuscito ad aggiustare (e secondo me è impossibile vista la bassa qualità del supporto di base). Seconda cosa, in origine era blu, ed io odio il blu; quindi avevo colorato la fodera di nero, ma dopo il lavaggio non è mai tornata perfetta, è rimasta sempre un po’ corta e tirata. Terza cosa, ho un’altra poltrona ben più carina e particolare che assolve il compito di “tana di Bruna”.

Quindi ‘sta poltrona è stata messa fuori casa in attesa di non si sa bene cosa, sotto la tettoia della veranda ma comunque esposta a pioggia, umido, polvere, foglie, fiori secchi e gatti. Dopo qualche tempo lì fuori, ‘sta poltrona era diventata talmente #nammmerda che ho chiamato Siena Ambiente (o SEI Toscana, come si chiamano ora) per farla ritirare.

“Certo, la faccia trovare sulla strada per le ore 6.30 della mattina del 3 luglio con sopra un foglio con il numero del ritiro”.

Ed io solertemente ieri sera ho portato la poltrona in strada con appiccicato sopra un bel foglio con il numero del ritiro.

Quando stamattina sono andato a lavoro, la poltrona non c’era già più ma il foglio di accompagnamento giaceva buttato per strada. Ho pensato “Badate ‘sti coglioni di Siena Ambiente che pigliano la poltrona ma lasciano le cartacce a giro, bravi”.

Mi è balenata per la mente un’altra idea, ma l’ho ricacciata subito in quanto non mi sembrava proprio plausibile.

#einvece alle 11 (no, ma con calma) mi chiama un tizio che dice di essere della Siena Ambiente e che doveva ritirare una poltrona che però non trova. Io gli spiego la situazione e a quel punto è chiaro a tutti e due che quella poltrona faceva comodo a qualcuno.

Una poltrona economica, con non so quanti anni di carriera alle spalle (minimo 5), una gamba rotta, la gommapiuma inzuppata di acqua ed umidità, la fodera corta e rivestita di peli di gatto. E pure qualcuno se l’è presa.

Per carità, bene. Che comunque anche io alla fine l’ho buttata perché fuori volevo mettere delle sedie che qualcun’altro buttava via e che invece mi ha regalato, ma almeno le mie sedie sono belle e particolari, questa poltrona non ha nessuna attrattiva.

È proprio vero che “one man trash is another man’s treasure”.

#cosechecapitano

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E niente. Ieri sera ero di servizio come banconiere al Circolo ARCI delle Volte Basse (ed in questo momento ho deciso che tutte le volte che a me toccherà una serata pallosa come sono di solito queste, a voi toccherà una selfie su Instagram – come se di solito non mi facessi selfie, su ditelo).

(spazio pubblicitario: stasera, per quattro fine settimana, inizia la Sagra della Pastasciutta al suddetto Circolo ARCI, accorrete numerosi!!)

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Quest’anno, tutte le volte che ho prestato servizio, mi sono beccato una serata di comizi elettorali (mi raccomando, andate a votare domenica!), che sono serate di gioie e dolori perché viene un sacco di gente, è questo è un bene perché almeno non mi annoio, ma di solito hanno le pretese più assurde pensando che quello sia un bar normale invece che uno sgarrupato e disorganizzato Circolo di campagna. Per esempio, un caffè macchiato non esiste, il latte non ce l’abbiamo mica!

Ieri sera, dicevamo. Ultime sparate elettorali, con il Sindaco di Siena Bruno Valentini che presentava il candidato Sindaco del PD per Sovicille, Giuseppe Gugliotti.

Orbene, a parte il fatto che Valentini è arrivato per ultimo, facendosi attendere da tutti, poi si è presentato al bancone dal sottoscritto chiedendo un tè. Gli faccio un profumatissimo tè caldo al limone e lui se lo sorseggia parlando con quelli che gli ronzano intorno. Finito il tè, gira il culo e se ne va, continuando a parlare con i suoi interlocutori. Senza ringraziare e senza pagare.

Io lì per lì nemmeno me ne accorgo perché ero intento a servire altri clienti, ma quando realizzo esclamo a voce alta “Ma il Sindaco mica me l’ha pagato il tè?!?” dando via ad una conversazione con quelli che erano al banco in quel momento. Tra loro, l’ex postino che, mosso a compassione, fa per pagare il suo caffè e mi chiede “Quanto costa un té?” pagando così anche per lo sbadato Sindaco.

Cose che possono capitare, certo. Ma se rappresenti un’istituzione, non ci fai una bella figura.

P.S. Io contavo di riacciuffarlo alla fine del comizio, quando sarebbe ripassato da lì per uscire, ma lui ha ben pensato di usare le porte sul retro…

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