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Ecco come si costruiscono gli edifici antisismici

Bisognerebbe farlo vedere al Nostro Sire, che è così contento della “ricostruzione” operata a L’Aquila.

Nel video sopra vediamo: costruzione di un albergo con edilizia sostenibile e livello 9 di resistenza ai terremoti, il tutto in due (e dico DUE) giorni.

Noi invece cosa abbiamo fatto?

Le case antisismiche de L’Aquila: un buco nell’acqua?

Ricordate il Progetto C. a. s. e. (Complessi antisismici ecocompatibili) realizzato a L’Aquila dopo il terribile terremoto del 6 aprile 2009? Complessi abitativi realizzati a tempo record (spesa totale 803 milioni di euro), che già avevano sollevato delle polemiche perché portavano gli abitanti dei paesi distrutti fuori dai paesi stessi, non ricostruivano i centri abitati storici ma ne creavano di nuovi e su cui magari si poteva risparmiare qualcosina.

Ecco, adesso viene fuori una relazione fatta dall’ufficio tecnico del Comune de L’Aquila dove vengono riscontrate molte pecche nella realizzazione di queste case che invece dovrebbero essere invece l’avanguardia della tecnologia edilizia.

Per carità, gli ingegneri del Comune convengono che “la velocità di esecuzione dei lavori, può giustificare alcune disfunzioni”. Però “è altresì vero che in alcuni casi si contrappongono fabbricati completati egregiamente ed altri con problematiche serie da risolvere”.

Come mai “a pochi mesi dalla consegna degli appartamenti agli sfollati, si rendono evidenti segni di deterioramento inaccettabili” (quali ringhiere e passamano già arruginiti o sverniciati, macchie nelle tinteggiature esterne, mancanza di battiscopa intorno ai fabbricati)?

Come mai i lavori sono stati fatti, in alcuni casi, in maniera palesemente approssimativa?

Come mai, dalla base dei pilastri che sostengono le basi antisismiche (costate una fortuna) esce acqua che allaga garages, ballatoi e piani bassi degli edifici?

Come mai, “in un caso, la struttura in cemento armato del vano ascensore palesa carenze nella qualità del calcestruzzo”?

La tragedia non ci ha insegnato niente?

Speriamo che queste domande trovino presto risposta e che sopratutto si ponga rimedio a tutte queste carenze, visto che i lavori sono stati pagati per intero, e non per avere delle “mezze costruzioni”.

P.S. Ah, poi si potrebbe pure iniziare a ricostruire i veri paesi, ma quello è un altro discorso…

Fonte: Repubblica.it.

Notizie in pillole #2

Lo preannuncio: post di lodi alle nostri “istituzioni”… Strano, vero?

* “Già molte persone hanno offerto le proprie case per aiutare gli sfollati del terremoto, e anche io farò quello che potrò offrendo delle mie case”. Questa me l’ero persa: bravo Berlusca!!

* “La Cei ha deciso di stanziare altri due milioni di euro a favore dell’emergenza in Abruzzo” dopo i tre milioni già stanziati dai vescovi: bravi anche loro!

* Brunetta, invece, lancia l’idea di rendere l’assicurazione sulle case obbligatoria. Bravo pure Brunetta, questa idea mi piace molto! Ma stamattina al TG5 ne ho sentito un’altra: mettere una specie di etichetta sugli immobili in vendita, di modo che chi compra una casa sa esattamente gli standard che sono stati seguiti per la costruzione (ma bisognerebbe farlo pure per le ristrutturazioni) e le norme che salvaguardano la sua sicurezza. Ora, io non ho mai comprato casa (purtroppo) ma mi immagino che un minimo di documentazione te la consegnino pure ora… E le case costruite o ristrutturate dovrebbero comunque seguire delle norme ben precise. Il problema è far si che vengano rispettate, e non solo scritte sulla carta!!

Ok, sono in piena psicosi risultante dal connubio trauma post terremoto/ricerca di casa

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