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Cosa non fare quando si compra una cucina (parte I)

Partiamo con ordine cronologico…

Giugno 2009 * Devo cambiare la cucina nella casa che ho appena acquistato, perché quella che c’era, pur sembrando semi nuova ad una prima occhiata, si rivela completamente marcia appena sotto pelle…

Allora inizio a girare di mobilificio in mobilificio, come un’ape operaia di fiore in fiore, cercando il modello che più mi aggrada ma che non mi svuoti completamente il conto corrente, con una solerzia ed una costanza che definire maniacale è poco.

Gira che ti rigira, la scelta cade su di un mobilificio in un paese della provincia di Siena, che ha sia mobili delle migliori marche (Effeti, La Falegnami, ecc), sia mobili con un prezzo più democratico ma senza perdere troppo in qualità, dicono loro (e così sembra in realtà, vi saprò ridire nei prossimi anni).

Modello, colore, piano di lavoro e finiture sono già decisi (la cucina io la sognavo così già da piccolo), c’è solo da scegliere la composizione migliore come buon compromesso tra estetica e praticità, ma anche quella è abbastanza forzata. Le uniche cose che rimangono da scegliere accuratamente sono gli elettrodomestici, ma anche le caratteristiche di questi ultimi sono dettate dal buon senso: forno ventilato, lavastoviglie con il mezzo carico e comunque tutti in classe A; anche per la marca sono già deciso, Rex, perché mi ci sono trovato bene e spero di ripetere.

“É ventilato? Ok… Ma quanti programmi ha? Mmm… Sì, possono bastare… Satinato? Bene, quelli lucidi… Per carità!!”

E così via fino al completamento della Sacra Triade (forno-frigo-piano cottura); quando si arriva al punto più difficile, la lavastoviglie, il venditore mi blocca (forse stufo della mia pignoleria?).

“Ce l’ho io una lavastoviglie per te!! É una Siemens, ma è ottima, ed è in promozione a soli 500 €!!”

Ma io mica mi faccio abbindolare, e chiedo insistente se ha il mezzo carico… Lui mi risponde con l’aria da benefattore, guardandomi come si guarda un bambino stolto di 3 anni.

“Ti dirò di più, mio caro Enrico: ha il mezzo carico intelligente, capisce da sola quante stoviglie ci metti dentro!!”

E io lì non ho capito più niente: lavastoviglie, ottima qualità, promozione, mezzo carico intelligente… Tutte queste parole hanno risvegliato in me l’anima da Desperate Housewives e ho concluso felice l’affare senza volermi informare oltre.

Novembre 2009 * La cucina è arrivata (da un mese) e anche i lavori di ristrutturazione a casa mia, pur non essendo del tutto terminati, consentono di poterla montare: e allora vai! Dopo un paio di giornate di lavoro gli operai se ne vanno e mi lasciano solo con la mia nuova cucina… Bella come il sole, ma purtroppo dovrà restare inutilizzata per un po’, perché io non so quando mi potrò trasferire in casa nuova (e ne passerà di tempo)…

Gennaio 2010 * Finalmente ci siamo: all’interno, l’appartamento è pronto, sono pure stato a svaligiare l’Ikea di Sesto Fiorentino e sì, finalmente lo posso dire: ho una casa, mi ci sono trasferito e ci sto dormendo!! :-)

Ma con l’utilizzo delle cose, arriva il primo, vero, grande ed unico dilemma… La lavastoviglie! Ci metto il sale, il brillantante, compro il detersivo… Et voilà!! Arriva il momento di utilizzarla!!

“Allora… Come si accende? E che devo premere? Oh, ma c’ho solo due piatti ed una padella, vediamo ‘sta meravigliosa opzione del mezzo carico intelligente!!”

E allora mi metto a spulciare il libretto delle istruzioni, fino a farmi uscire dagli occhi le lenti a contatto, che se ne vanno da sole e sbuffando raggiungono il loro astuccio, entrando in sciopero per troppo lavoro; ma io, ‘sta meravilgliosa funzione del mezzo carico intelligente, non la trovo… Anzi trovo solo un banale mezzo carico, per di più “SOLO SU ALCUNI MODELLI” e ovviamente non sul mio…

Ma stai a vede’ che gnente gnente me la so presa sotto la coda?

…(to be continued)…

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