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Tutti cercano qualcosa…

… che non sanno più.

Il senso di questa canzone sarebbe molto aulico, si parla (strano) di amore.

Io invece l’ho riadattata alla mia giornata lavorativa di oggi: tutti vengono da me e cercano qualcosa.

Ho bisogno di qualcosa, subito, è urgente, urgentissimo.

Si certo, ma cosa? Fammi vedere, spiegami meglio.

Ehm, si vorrei che questa cosa facesse così, ma non proprio così così, più cosà direi… No, cioè, boh… Di preciso non saprei, facciamo che vedremo più in là.

Tutti così.

Se poi do di matto e spacco la faccia a qualcuno, sono giustificato?

Vita da ufficio #3

Scena che si ripete sempre uguale ogni 2/3 ore, inizia tutto con un avviso lampeggiante del communicator aziendale:

Colleghe fumatrici – Andiamo a fumare?

Io – Ok, passate di qui e si scende…

Oggi arrivano sulla porta (sono due colleghe femmine) e tamburellano con le dita sullo stipite perché io stavo finendo di scrivere una mail e non mi stavo alzando… Alché loro guradano i miei colleghi della stanza (6 uomini) e tuonano:

Questo è più femmina di noi, ci fa sempre aspettare…

No, maaaa… Grazie!! :-)

La fine del mondo

Ci sono queste due colleghe, Sté e Manu, che hanno comprato due appartamentini arroccati su di una collina vicino al mare, a Castiglione della Pescaia, tutte e due nello stesso complesso residenziale. Sono degli appartamenti molto particolari, con le strutture in travi di legno grezzo lasciate a vista, terrazze e verande aperte, stradine scoscese e sterrate tra un’unità ed un’altra. Mi invitano a vederli, e devo dire che sono molto carini, già arredati in stile animalier, ma con gusto. Ci sono anche altri colleghi, intravedo per esempio Anna e Stefano. E non capisco cosa ci facciamo, visto che Sté e Manu non le conoscono… Ma tant’è.

Dopo aver salutato tutti, visitato le case e ciarlato amabilmente, mi trasferisco in un grande salone, di gusto classico, con soffitti molto alti, caminetto, stucchi e tutto il resto. Qua invece ci sono molti colleghi, quelli che lavoravano con me a Salerno, e sono tutti vestiti bene. Ma non bene come ti potresti vestire per andare in ufficio o per uscire a cena la sera, bene-benissimo-in-pompa-magna come se tu dovessi andare alla notte degli Oscar!!

Ed il motivo è semplice: sta per finire il mondo. Non mi chiedete perché e come, questo non è dato saperlo, ma sta per finire il mondo. Ormai lo sanno tutti, e per questo ci si mette l’abito migliore e si aspetta tutti insieme per vedere cosa succede.

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Traslochi in ufficio

É da una settimana che mi hanno spostato di ufficio, e finalmente sono in stanza con i colleghi che lavorano al mio stesso servizio… Ed ho pure una scrivania d’angolo riparata da porte, finestre, spifferi e sguardi indiscreti!! Anche prima ce l’avevo, ma hanno fatto il trasloco proprio in un giorno in cui io non c’ero, quindi mi sarei potuto ritrovare nella peggiore scrivania della stanza, al centro con il passaggio di tutti da tutte le parti, con il riflesso di lampade e finestre sullo schermo e gli spifferi dei fancoil sulla schiena… Ed invece no, sono stato fortunato.

Oddio, mica tanto… Mi è capitato accanto un collega giovane, carino e simpatico. E dov’è il problema, direte voi?

Il problema è che sa tutto lui, vuole insegnarti tutto lui… Il che va anche bene, per carità, non si finisce mai d’imparare. Accetterei volentieri il suo aiuto e la sua esperienza, ma solo quando ho bisogno e chiedo!

Quando invece voglio farmi 5-minuti-5 (solo-5-vedraaaaai) di cazzi miei, lasciami in pace, cazspita!!

E invece no… Giù di chiacchere inutili da maschi etero… Bastaaaaaaaaaa!!

Foto: River.

EDIT: A proposito di foto, ne ho trovata un’altra terribile!! Questa…

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