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Stagioni #demmerda

Da leggere ascoltando “Casey” by Darren Hayes.

Primavera, i fiori sbocciano, le piante riprendono vita, l’erba diventa più verde che mai.

Nell’aria c’è profumo di promesse che speri, anzi sei sicuro si realizzeranno in estate quando verrà il caldo, la spensieratezza e tutto sarà più facile e più bello.

Finché c’è il bel tempo, tra vacanze al mare ed il sole che accompagna le tue giornate, speri ancora che quei desideri si possano realizzare, ne sei convinto fino all’ultima goccia d’estate.

Ma poi arriva l’autunno, coi suoi colori cupi, bellissimi ma tristi e malinconici, fatto di foglie che cadono, umido, pioggia, e niente è successo.

Ed in un attimo è subito inverno, dove niente nasce e niente cresce più, se non il desiderio che vengano di nuovo primavera ed estate al più presto possibile.

…What if?

I have censored my eyes, I hear drums in my ears

Redirected desire, now it comes out as tears

Cosa sarebbe successo se nel 2006 avessi deciso di non tornare a Siena ma invece avessi chiesto il trasferimento in una città “di più ampio respiro” come Milano, Roma o anche solo Firenze?

Cosa sarebbe successo se finita la scuola avessi deciso di fare l’università invece che andare subito a lavoro?

Cosa sarebbe successo se dopo le medie avessi scelto un percorso formativo più artistico invece di un banale tecnico commerciale?

Non lo sapremo mai, o almeno fino a che qualcuno non inventerà la macchina del tempo, ma io ho comunque questa tendenza (suicida) ad immaginare cosa avrei potuto fare/essere se avessi operato delle scelte diverse in quelle situazioni che potrebbero essere definite come dei “bivi”.

Fondamentalmente perché non sono pienamente soddisfatto della situazione presente, o forse perché ho letto troppe storie a bivi su Topolino quando ero piccolino. O forse perché la mia mamma mi ha sempre abituato a non essere mai soddisfatto, che se tornavo a casa ed avevo preso 8 mi diceva che avrei potuto prendere 9, se prendevo 9 avrei potuto prendere 10. E se prendevo 10, ok, hai fatto il tuo dovere.

E questo è senz’altro positivo, mai adagiarsi sugli allori e cercare sempre di migliorarsi. Ma ora mi devo convincere che non c’è bivio mancato che tenga, non ci sarebbe mai stato un futuro ipotetico dove io sono diventato una popstar ricca e di fama mondiale e dove Madonna “4 Minutes” l’ha incisa con me invece che con Justin (a proposito, “the road to hell is paved with good intentions“).

E sopratutto devo rimanere ancorato al presente, che nella situazione attuale non è facile per nessuno, ma dove io ho tutto quello di cui posso aver bisogno: una famiglia che mi vuole bene, tanti amici fantastici, un’anima gemella, una casa ed una macchina di proprietà, un po’ di debiti e un lavoro a tempo indeterminato che me li paga.

E poi devo smettere di essere così egoista: non è colpa degli altri se non sono riuscito a fare una cosa o se non riesco a farla, ma sono io che non sono stato capace o forse valgo proprio meno di quel che ho sempre voluto credere.

I always thought I was better than this
But temptation tempts the temptee

In questi giorni va così: tempo grigio, depressione e citazioni deprimenti.

Lo show business e la depressione post reality

Alzi la mano chi si ricorda tutti d’un fiato nome e cognome di almeno 20 (ma potrei anche dire 10) concorrenti del Grande Fratello… Non pescando tra quelli di quest’anno (che pure sono tanti), ma fra quelli di tutte e undici le edizioni!

Arrivate a malapena a 5, vero? Altrimenti, via da questo blog!! E dire che sono stati qualcosa come 178!!

A parte Luca Argentero che ha veramente svoltato, la Cipriani che è troppo scema bella per essere vera e Taricone che pace all’anima sua, non ce ne sono molti altri degni di nota… Diciamo che sicuramente nessuno di loro lascerà la loro stella sulla Walk of Fame di Hollywood!!

Però di edizione in edizione questi Gieffini ed ex Gieffini si vedono ovunque: in tv, in disco, a giro per strada… E si credono chissà chi!!
Abbbella, al massimo puoi aspirare a vendere pentole su Mediashopping con Mastrota!!

Ieri sera m’è capitato di vedere un servizio delle Iene, realizzato dal sempre favoloso Enrico Lucci, che andava ad “intervistare” questi ex gieffini, famosi, meno famosi e dimenticati, e chiedeva loro com’era andata quando le luci della ribalta si erano spente ed era finito il bel periodo di serate, feste e bagordi.

Il risultato è stato quasi sempre lo stesso: dopo “la fama” arriva inesorabilmente il dimenticatoio e con esso la depressione derivata dal sentirsi fallito. Poi questi ex concorrenti del reality hanno realizzato che le cose importanti non sono le ospitate dalla D’Urso, hanno ripreso il lume della ragione, chi più chi meno, e allora sono riusciti a far fruttare quello che avevano guadagnato nel loro “anno di gloria”.

Ma insomma: se la tua massima aspirazione nella vita è quella di essere considerato come “Tizio del GFX” e vuoi stare in televisione a tutti i costi e credi beatamente che sarai considerato speciale a vita per il solo fatto di aver partecipato al reality, bé, ti meriti tutta la depressione di questo mondo.

Ve lo ricordate Paolo Mari, l’idraulico impazzito “wanna-be modello” che dette di matto e si denudò nella casa? Lui ha avuto seri problemi di cervello, il suo sogno si è trasformato in incubo e come premio dal GF ha ricevuto solo una bella terapia psichiatrica e condita con abbondanti psicofarmaci. Niente serate, niente ospitate, niente lustrini e paillettes. Però ora si è rimesso molto umilmente a fare il suo lavoro senza la spocchia che invece altri conservano pur essendo delle vere e proprie nullità.

Ecco, lui mi ha fatto un po’ tenerezza… Poi però, il servizio si conclude con un suo sorriso che sembra sincero e tranquillo; e allora ho realizzato che secondo me lui è quello che c’ha capito più di tutti di questi pseudo vip e adesso se la passa meglio di tutti i suoi ex “colleghi”, paradossamelmente anche meglio di quelli che invece non si danno pace e sgomitano per rimanere sulla cresta dell’onda.

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