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#PechinoExpress, Angelina e la comunità LGBT

Chi segue Pechino Express, il programma di Rai Due che manda famosi e non a giro per il mondo, lo sa, Angelina è uno dei personaggi più forti di questa terza edizione. E ispira subito simpatia, se, come me, ami “la cattiveria”.

Quello che non conoscevo è la storia della sua transizione, nemmeno accennata nel programma, perché giustamente “non si è scelto di giocare con un tema puntando sulla finta sensibilizzazione che in realtà non lo è, ma che cela anzi un becero sensazionalismo”, ma che lei ha raccontato in questa intervista pubblicata su La Ventisettesima Ora de Il Corriere.

Perdonami Angelina, ma se è vero che la comunità LGBT sbaglia su parecchi fronti, anche tu ti contraddici non poco.

Prima dici che “si sbaglia perché si cerca sempre la  normalizzazione che è in realtà una volontà di etero normalizzazione” però poi, a proposito del Gay Pride affermi che “tutta la comunità dovrebbe capire che non aiuta mostrarci in un certo modo” (immagino che con “un certo modo” tu ti riferisca a trans e maschioni palestrati semi nudi).

Sulle adozioni ai gay affermi che sei fondamentalmente d’accordo ma che “mi spaventa molto la società in cui viviamo. Se un bambino ha una coppia di genitori omosessuali, con la cultura vagamente fascista che c’è adesso, a scuola diventerebbe subito “il figlio dei froci”. Sarebbe vessato da tutti gli ignoranti”. Salvo poi dire che “se la Chiesa non ci accetta, non ci rispetta, ma basta, andiamo avanti”.

Andare avanti, non etero-normalizzarci non vuol dire mostrarsi per quel che si è (quindi ben vengano le persone in jeans e polo, ma anche le trans semi nude ed i maschioni palestrati), anche se ci saranno sempre gli ignoranti ed i fascisti pronti ad offenderti?

Tu nella tua transizione non hai avuto problemi perché hai un carattere molto forte, bisogna che prima o poi impariamo tutti.

 

P.S. La risposta è arrivata via Facebook…

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La faccia come il culo

La legge contro l’omofobia è stata bocciata dal nostro beneamato Parlamento.

Di nuovo.

E qual è stata la motivazione?

Sempre la solita: introdurre un aggravante per odio verso persone omosessuali e/o transessuali sarebbe una discriminazione verso le persone eterosessuali che non hanno un’aggravante “a loro favore”, come non hanno un’aggravante a loro favore gli anziani o i senza tetto (che pure sono picchiati spesso e volentieri).

Le pregiudiziali di costituzionalità che hanno affossato la legge sono riportate qui da un incazzatissimo (giustamente) Oscar.

Ma un’aggravante per omofobia/transfobia  non è uguale all’aggravante per odio verso persone di diversa razza e/o religione?

Se non va bene l’aggravante per omofobia, allora togliamo anche le altre aggravanti, quelle per odio etnico, nazionale, razziale o religione (art. 3 d.l. 26-4-1993).

Se non va bene inserire un’aggravante nell’articolo 61 del codice penale, ok, ma allora facciamo un qualche altro decreto legge o cosa-cazzo-ne-so-io o comunque una qualche forma istituzionale che scoraggi gli omofobi a picchiare tutti i froci che si trovano davanti solo perché quel giorno gli gira male…

É semplicemente un fatto culturale, una legge del genere avrebbe pian piano fatto progredire la civiltà di questo paese piccolo.

Ma tant’è: non l’abbiamo voluta e così rimaniamo nel terzo mondo dei diritti civili.

Ah, per inciso: “la faccia come il culo” questa volta è quella di chi prima dice che sostiene a pieno una proposta di legge e poi si astiene quando è il momento di votarla.

Europride, omofobia e… Lady Gaga!

L’Europride è un insieme di eventi per manifestare l’orgoglio gay e rivendicare diritti per le persone GLBT e viene organizzato ogni anno in una città diversa d’Europa: quest’anno è toccato a Roma e proprio in questi giorni, per la precisione dal 1° al 12 giugno, è stato allestito un grande Pride Park con tanti eventi dedicati al mondo GLBT che culmineranno poi con la grande sfilata dell’orgoglio Gay sabato 11 giugno (sfilata alla quale parteciperà pure Lady Gaga, notizia di queste ore).

Ovviamente non è che una cosa del genere si mette in piedi in 4 giorni, e quindi già nel 2008 era stata decisa Roma come locatione per il 2011 e così ne dava annuncio questo 06blog

Apriti cielo!!

Purtroppo a Roma c’è il Vaticano e una sfilata del genere mi sembra più provocatoria che fine a se stessa…

Che rottura di cojoni ’sti gay!!!! abbiamo capito che esistono, son sempre esistiti, e personalmente non li discrimino, li rispetto come ogni altro essere umano, non vedo il motivo per cui dovrei mancare di rispetto ad una persona gay. Ora non capisco per quale motivo bisogna enfatizzare l’orgoio di essere gay, fare sfilate per strada e organizzare mega raduni europei, e tutti gli altri diversi da loro cosa devono fare? vergognarsi di essere normali?. Io se fossi un gay non romperei i maroni a nessuno! Non potete vivere in santa pace nella vostra città o paese senza rompere i co…ni alla gente!!?? sempre con questa ossessione della discriminazione!! sempre con questo complesso dell’inferiorità, quand’è che crescete!!??

orgoglio di essere gay…e scendere in piazza???

Non vi conviene… a Roma vi prendiamo a calci nel cu|o! ORGOGLIO DI CHE… MA CHE IO FESTEGGIO L’ORGOGLIO ETERO? MA CHE CA77O DITE!

io nn sono gay è li ritengo delle persone normali ma nn capisco il motivo di fare queste cose se si credono loro per primi tanto normali perchè fanno ste cose? nn mi pare che gli etero fanno l’etero pride o altre cose simili mo poi cmq ripeto nn ho niente contro i gay…

E così via, molti commenti sono di questo tenore.

Come, altro argomento di grande attualità in questi giorni è la legge anti omofobia promossa da Paola Concia. I detrattori di questo progetto, coloro che l’hanno bocciata in commissione giustizia, dicono che è incostituzionale, che va contro l’articolo 3 per cui tutti siamo uguali di fronte la legge e che sarebbe una discriminazione al contrario, una sorta di favoritismo per i gay.

Alché io penso che veramente parecchie persone non riescono a realizzare la situazione di gay/lesbiche e trans in italia, pensano che il Gay Pride sia una semplice sfilata baraccona fatta così tanto per divertirsi e che si fa tanto parlare di omofobia solo perché fa figo e per far fare le faccette contrite alla D’Urso.

Beh, bisognerebbe che questi signori si prendessero la briga di leggere (almeno su Wikipedia, mica chiedo tanto) cosa sono i moti di Stonewall, di sapere che sono previste dal D.L. 122/93 art. 3 aggravanti per le aggressioni a sfondo razziale e/o religioso e invece poi bisognerebbe che si fermassero a pensare quali sono i diritti dei gay oggi in Italia e quali sono i diritti dei gay oggi in (quasi) tutto il resto del mondo.

Ma che davvero… In Svezia, Norvegia o Canada so tutti scemi che i gay li fanno sposare?!?!?

Per capire come l’omofobia faccia parte del nostro parlare di tutti i giorni, e di come questo sia dannoso e incrementi l’odio verso le persone GLBT (come ha ribadito anche Napolitano nel suo discorso lo scorso 17 maggio in occasione della Giornata Mondiale contro l’omofobia) basta pensare che anche un ragazzino (che in teoria dovrebbe conservare ancora una certa innocenza ed essere scevro da pregiudizi) se vede due uomini che passeggiano o mangiano o fanno una qualsiasi cosa insieme e non sono Bud Spencer e Terence Hill, li etichetta subito come “finocchi” o “froci”. Mi è capitato giusto la scorsa settimana di assistere ad una scena del genere…

E questo perché la nostra cultura è così profondamente omofoba (sono convinto, per colpa della Chiesaccia) che la passiamo, anche inconsciamente, ai nostri figli e sarà difficilissimo sradicarla e chiedere alla gente che ancora non è “convinta” di accettare le diversità come un valore e quindi apprezzare anche le manifestazioni che le difendono, perché tutti i cittadini vengano tutelati di fronte alla legge (e che quindi ci vuole una legge che scoraggi le aggressioni omofobe) in quanto tutti hanno gli stessi diritti a prescindere dal loro orientamento sessuale e dalla loro identità di genere.

Per fortuna non tutti gli italani sono così, parecchi sono già ben disposti verso le persone GLBT e non solo accettano loro, ma anche le loro feste

Buon Europride a tutti!!

John Waters: “Vietate i divorzi eterosessuali!”

La notizia la riporto precisa precisa da come l’ho letta su QueerBlog

Vogliamo salvaguardare la famiglia? Allora vietiamo i divorzi tra persone eterosessuali, una volta che ti sposi è per sempre…

Questa la provocante proposta che il regista John Waters ha fatto al North Louisiana Gay and Lesbian Film Festival.

Voi che ne dite? Io sono d’accordo!!

Australia, primo passo verso le adozioni per coppie gay, ma…

In Australia, nel New South Wales, il parlamento ha detto sì ad una legge che darà l’opportunità anche alle coppie gay di poter adottare bambini; niente di fatto, perché ora la palla passa alla Camera Alta, che potrebbe applicare degli emendamenti restrittivi, come quello che garantirà ai genitori naturali di poter dire “No, nostro figlio non ci va con quella coppia di invertiti” senza essere accusati di discriminazione…

Ah no? E cos’è allora? Due persone che danno via il loro bambino si possono permettere di scegliere?

Voi cosa ne pensate?

Fonte: QueerBlog.

Cristina Fernandez de Kirchner sui matrimoni gay

È stato un trionfo della società. Credo che alcuni di quelli che oggi sono contrari con il passare del tempo se ne renderanno conto, perché queste cose si capiscono meglio con il tempo. Se uno pensa che 58 anni fa io non avrei nemmeno potuto votare e oggi sono Presidente della Repubblica o che prima non potevano esserci matrimoni interrazziali e la gente veniva divisa in base al colore della pelle: c’era gente che prima si sarebbe fatta uccidere per difendere queste posizioni razziste e oggi se ne vergognerebbe. Il matrimonio gay è una pietra miliare nell’ampliamento dei diritti civili. Si è voluto occultarlo come una questione religiosa, ma è un fatto squisitamente sociale.

Se si va un po’ a fondo delle cose, si vede che l’istituzione del matrimonio viene dal diritto romano, che è il grande organizzatore della proprietà privata. Matrimonio, diritti di successione e diritti reali: tutto aveva a che vedere con la proprietà privata, su come dovesse avvenire una successione legittima, su come distinguere i figli legittimi dagli illegittimi. Il tutto è nato in una società pagana come quella romana. Dare, quindi, una connotazione religiosa all’unione tra due persone non è nemmeno una verità storica.

C’è il diritto a vivere insieme alla persona che si ama. Ci sono molte persone che vogliono legalizzare la propria situazione di coppia della stesso sesso e non mi sembra corretto che, dal momento che io sono eterosessuale, imponga il mio modo di amare agli altri. Perché se i gay non mi impongono l’omosessualità io devo imporre loro l’eterosessualità? Questo è il nodo centrale: voler imporre una forma di vita. Come società posso esigere dall’altro che non rubi, ma non posso esigere che abbia la vita privata che io voglio. Se guardiamo al lato strettamente legale della cosa, le azioni private sono riservate unicamente a Dio.

Io credo profondamente in Dio ma non nel Dio castigatore, nel Dio persecutore, nel Dio che se faccio quale cosa mi fulmina. Credo in un Dio che vuole la giustizia anche sulla Terra, che protegge i deboli e le minoranze. Se Gesù si è distinto in qualcosa è stato per essere il protettore dei deboli e di quanto hanno problemi. Non dobbiamo dimenticarci di Maria Maddalena e del fatto che la prima pietra avrebbe potuto tirarla solo chi era libero dal peccato. Quanti dei membri del Parlamento argentino possono scagliare la prima pietra?

Sentiremo mai un discorso del genere in Italia?

Basta poco, che ce vo’?

Cioè, io vorrei andare a Palermo e suonare a tutte le porte per chiedere agli autoctoni se adesso poverini non riescono più ad andare in giro per la loro città senza sentirsi oltraggiati o se pure non gli è cambiato niente…

No, perché c’è questo mobilificio a Palermo, DaiQuiri, che ha utilizzato per una campagna pubblicitaria fotografie di coppie etero, gay, lesbiche e di persone anziane.

Lo slogan è efficace, non fa una piega e rappresenta una vasta gamma di “casistiche amorose”; il mobilificio così ci ha fatto bella figura (sicuramente con il popolo Glbt o gay-friendly) e si è fatto una pubblicità che mai si sarebbe sognato con una qualsiasi altra campagnia promozionale…

Certo, da Milano le finocchie non andranno a comprare una cucina a Palermo, ma io, se non l’avessi appena comprata, un pensierino ce lo farei…

Fonte: Articolo 3 Palermo.

In Italia siamo troppo avanti

Mentre in Italia si piange perché il centro sinistra ha perso quattro regioni con le ultime regionali (meno male la Toscana resiste, e ora abbiamo Enrico Rossi che mi ispira tanta fiducia :-)) e nel Lazio è salita al potere la Polverini scavalcando di un soffio la povera Emma, in Inghilterra dai certificati di nascita scompariranno le diciture “padre” e “madre” per adottare un più generico “genitore”.

Minkia, mo mi trasferisco in Malawi, tanto come civiltà siamo allo stesso punto. Anzi, lì magari rischio pure che mi adotti Madonna…

Secondo me scherzava…

A proposito del matromonio gay (cazzo smettiamo di chiamarlo matrimonio!!)…

Non siamo pronti. Dio solo sa come un uomo e una donna riescono a stare uniti sotto il sacro vincolo, figuriamoci due uomini. Avere la dimostrazione del contrario non mi piacerebbe.

Dai, non può essere diversamente (dopo aver detto questo neanche due settimane fa), era sarcastico… O no??

Sinead’s Hand

Oggi siamo sul filone filmati-commuoventi-per-i-diritti-omosessuali

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