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Il dubbio

Questo articolo di Metilparaben mi ha fatto effettivamente porre “in maniera ufficiale” un dubbio che si era sempre aggirato inconsapevolmente nella mia testa: i diritti (in Italia, per ora, negati) dei gay sono diritti umani che riguardano tutti o sono solo affar delle persone gay?

Sicuramente il fatto che una categoria di persone (ora sono i gay, ma una volta erano le donne, i neri, ecc) abbiano o meno certi diritti è indicatore di civiltà di una società. Ma dal lato pratico eventuali diritti mancanti non riguardano certo tutti, ma solo la categoria a cui mancano… Che che ne dica la Chiesa, che i gay si possano sposare o meno, non toglie e non aggiunge niente al matrimonio tra persone eterosessuali. Sarebbe bene, questo sì, che tutti fossero d’accordo su una questione così importante e che tutti si indignassero quando viene negato un diritto ad un individuo solo perché appartenente ad una minoranza; ma purtroppo sappiamo che questo non avviene nemmeno dove certi diritti ci sono per tutti (immagino che una piccola percentuale di omofobia sia presente perfino in Svezia o in Norvegia o in uno di questi paesi veramente avanti) e che magari pure lì vengono pestati i froci per strada e che pure lì ci sia il signore del primo piano che vede e sente tutto ma invece che chiamare la Polizia pensa “Ben gli sta, ‘sto frocio di merda” (va beh, forse sto esagerando).

Ma questo proprio perché ogni persona è diversa l’una dall’altra (frase findus lo so, ma rende bene l’idea) e l’essere omosessuale od eterosessuale, omofobico o gay friendly, è solo una delle mille sfaccettature del suo carattere.

C’è il luogo comune che un eterosessuale difficilmente può capire come si sente un omosessuale (discriminato o meno); ma secondo me, se sei dotato di un minimo di cuore e di un’educazione degna di questo nome, senti palesemente l’omofobia ed il sessismo strisciante che sono avvinghiati nella cultura popolare italiana, perché “etero di merda” non è considerata un’offesa al pari di “frocio di merda” (come “negro di merda” non ha la stessa forza di “bianco di merda”) e le battutine e/o i modi di dire che mi vengono in mente a sfondo razzista/sessista/omofobo non si contano nemmeno… E se non li senti, vuol dire che non li vuoi sentire. É tutt’altra cosa se si parla di satira, ironia, comicità o cose simili, il guaio è che ci sono veramente persone che pensano per frasi fatte, vivono di luoghi comuni e fanno di tutta l’erba un fascio.

Anche il solo fatto che si parli ancora di “integrazione dei gay con la società” sta a significare che qualcuno non c’ha capito niente: ma che io, in quanto omosessuale, sarei un disadattato sociale? Posso essere tante cose, ma disadattato non penso proprio…

Stiamo parlando semplicemente di discriminazione verso una minoranza avallata dalla legislatura corrente: come se io, legislatore, dicessi che le persone coi capelli rossi non si possono sposare… Ma perché? “Perché le persone coi capelli rossi sono un’eccezione, non sono da considerarsi la normalità. E poi i capelli rossi sono espressione diabolica!”. Alla fine si ritorna sempre verso la Chiesa e la religione… Chissà come mai?

A parte le mie considerazioni al limite del surreale ed i miei sproloqui, permettete che comunque mi lasci un po’ perplesso il fatto che un eterosessuale, convivente e con prole, venga eletto a capo di un’associazione che rappresenta i gay (che, ricordiamocelo, per la legge italiana non si possono né sposare e né tantomeno possono adottare figli). Come se a capo della Chiesa Cattolica ci mettessero Margerita Hack, ve la immaginate? Bah, in fin dei conti secondo me le starebbe pure bene il cappello papale… Ma non divaghiamo.

Guardando le cose da un diverso punto di vista, quest’elezione si potrebbe considerare un discreto passo avanti nella mentalità dell’italiota medio… Cioè, tu maschio eterosessuale felice e spensierato che ti potresti fare altamente i cazzi tuoi, ti “sporchi le mani” in un’associazione come l’Arcigay e ti impegni in prima persona solo per appianare un’ingiustizia? Fa tanto eroe romantico e sarebbe veramente commuovente…

Non so, sono indeciso… Voi che ne pensate?

“Love is free”, l’amore libero (bloccato dalla Polizia) per pubblicizzare 7camicie

Sabato 18 dicembre le vetrine del negozio 7camicie di Piazzale Cantore, Milano, si sono trasformate in camere da letto e vi si sono esibite in baci e coccole, anche provocatorie, tre coppie (una etero, una gay ed una lesbo) per l’evento “Love is free”.

L’intento ufficiale dello spettacolo è quello nobile di ribadire che l’importante è amare, non importa la preferenza sessuale, e prendere posizione contro ogni pregiudizio e inibizione culturale.

La cosa non è piaciuta a tutti, dato che ad un certo punto è arrivata la Polizia, allertata da segnalazioni del tipo “si sta svolgendo un piccolo gay pride”. Hanno controllato i permessi ed essendo tutto in regola, non hanno potuto far altro che invitare i ragazzi ad essere un po’ meno “spinti”.

Vedendo le foto sul sito di 7camicie in effetti i ragazzi non si sono risparmiati in effusioni amorose, e ci si è messa pure Naike Nayked Rivelli che si è profusa in basi saffici mentre cantava e presentava la sua canzone “I like man”.

Non sei molto credibile se dici che ti piacciono gli uomini e poi baci le ragazze. E la bella Naike non è molto credibile nemmeno come cantante: nonostante il video del singolo sia molto bello, mostra tutte le sue doti (e che doti, cazspita) fuorché il belcanto.

Ma speriamo in un secondo singolo migliore.

Tornando invece al controverso evento “Love is free”, secondo voi cos’è più grave: il fatto che sia stato utilizzato il sesso per pubblicizzare delle camicie mascherando il tutto con un intento nobile, o il fatto che ancora in Italia basta vedere due ragazzi che si baciano per scandalizzarsi e censurare?

Vita da ufficio #4

No, noi in ufficio non ci occupiamo di fisting, ma sono giorni e giorni che non si parla d’altro. O meglio, vista l’ignoranza in materia e l’ottusità mentale (in senso buono) dei miei colleghi, si parla più volgarmente di “prenderlo in culo”.

Queste argomentazioni così auliche sono alimentate dal fatto che uno dei miei colleghi doveva fare la colonscopia (l’ha fatta ieri).

Ed è veramente stupefacente osserevare come degli uomini grandi, grossi e vaccinati siano così spaventati dal fatto che una sondina del diametro di circa 1 cm (1 cm, mica 10) possa entrare su per il loro retto.

Avrei voluto stupire tutti con effetti speciali ed esordire con frasi che sicuramente li avrebbero lasciati a bocca aperta, ma ho preferito lasciar perdere e farli godere dei loro camerateschi discorsi etero.

Cosa dovremmo fare con questa gente a giro?

Non c’ho nemmeno la forza di formulare un pensiero intelligente, quindi riporto pari pari le notizie da altri blog…

Prima Renato Zero, che sì, farà male alla comunità GLBT, ma almeno non parla di gay infelici, terapie di recupero e repressione (in sostanza) come fa invece Luca Di Tolve, il “Luca era gay ma adesso sta con lei” di Povia…

All’inizio sbranavo i ragazzi con gli occhi. Ora ho potato le mie fantasie. Le ho quasi domate. La mia libido è molto scesa. Oggi mi nutro di amicizia virile.

Ma che vuol dire? Spero che chiunque legga questo articolo (sul settimanale A) si renda conto che sta delirando… Altro che terapie di “conversione”, a lui ci vorrebbe un bravo psicologo, e non quel Joseph Nicolosi

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