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La pubblicità “choc” di Ikea Catania

Attenzione!! Questo post può essere letto solo da persone maggiorenni, perché contiene immagini tratte da una campagna pubblicitaria shockante!!

Dove? Come dove? Sopra… Non la vedete? Ci sono addirittura due uomini che si tengono per mano!! E sentite che slogan sovversivi…

Vedrete: da noi vi sentirete a casa. Perché quello che cerchiamo di fare è rendere più comoda la vita di ogni persona, di ogni famiglia e di ogni coppia, qualunque essa sia”.

Più o meno la penserebbe così Andrea Indini che su Il Giornale ha scritto questo articolo delirante…Cito:

Cosa c’è dietro [la pubblicità]? Non certo la sensibilizzazione dei diritti per le coppie gay, ma una chiara strategia di marketing. L’intento è quello di far parlare di sé, garantendosi in questo modo una visibilità assicurata.

Ma dai? Non pensavo che la pubblicità servisse a far parlare di sé o ad acquisire visibilità!! Voi lo sapevate? Mannaggia quante cose s’imparano…

Forse il signor Indini non sa che Ikea, oltre ad avere un eccellente ufficio marketing, è uno dei soci fondatori di Parks, e con questo cartellone tratto dalla campagna pubblicitaria per l’apertura del nuovo punto vendita di Catania si dimostra ancora una volta un’azienda attenta alla sensibilità delle persone Glbt, siano esse clienti o dipendenti.

Ma forse il signor Indini non sa nemmeno che cos’è Parks

Fonte: SpetteguelessSuper-PopParks.

Melania Rizzoli sragiona su Il Giornale

Un mio conoscente un giorno disse: “Meglio un figlio drogato che gay”. Qualcuno lassù lo ascoltò ed ebbe davvero un figlio drogato. Purtroppo la droga non perdona e quel figlio morì di overdose. Quando rividi quel conoscente mi disse: “Avevo sbagliato tutto, dovevo solo augurarmi un figlio felice”…

Riporto solo questo commento che risponde in maniera esaustiva al delirante articolo della dottoressa (‘nnamo bbene) Melania Rizzoli su Il Giornale.

Il titolo dice tutto… “Basta con le solite ipocrisie: tutti preferiamo figli etero”.

Stress mattutino

É bastato poco. Qualche giorno in Vespa e ti dimentichi subito il traffico del mattino… Io odio quegli scooter che ti passano da tutte le parti mentre vai tranquillo per la tua strada, ma è innegabile che se trovo una fila ferma, prendo e passo avanti… :-)

Invece stamattina sono venuto in macchina perché stasera devo fermarmi a fare la spesa e ho “riscoperto” con sommo piacere tutti gli stronXi che ti tagliano la strada, che vanno a 2 km/h, che non ti lasciano passare ma poi inveiscono non si sa contro chi o cosa…

É stata sufficiente una giapponesina, minuta e graziosa, che ti attraversa la strada chiedendo permesso con quei modi buffi che solo i giapponesi hanno… E ti ritorna subito il sorriso sulla faccia.

Ma, ahimé, basta poco per farlo scomparire di nuovo… Basta sedersi in ufficio, accendere il pc e, mentre si aspetta che si avvii l’emulatore della sessione 3270,  leggere i commenti dei lettori de “Il Giornale” alla notizia dell’approvazione dei matrimoni gay in Argentina.

Tristezza infinita…

Ai gruppi gay Piero donò 256mila euro

E quindi? Direi che ha fatto più che bene, visto che si trattava di fondi della Regione Lazio a sostegno di iniziative come il Gay Pride, la Gay Help Line e la prevenzione Hiv!

Purtroppo non è della stessa opinione Paolo Bracalini, autore di questo articolo su Il Giornale, che insinua nell’orecchio dei lettori la pulce del dubbio sulla motivazione che spinsero l’ormai ex governatore a dare quegli stanziamenti a favore del circolo Mario Mieli e di Gay.it, alla luce delle ormai ben note vicende private di Marrazzo che hanno inesorabilmente coinvolto anche la sua pubblica carica.

Io mi chiedo come poi ci si possa ancora domandare se in Italia c’è omofobia o no… E questa cos’è? Ah no, non è omofobia, è istigazione all’odio (oltre che disinformazione)…

Fonte: Queer Blog.

 

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