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Lucio Dalla ed il suo corista preferito

Lucio Dalla è morto. Bon, pace all’anima sua. Cioè, capiamoci bene, mi dispiace perché sicuramente era un grande artista (anche se non nelle mie corde) e sicuramente la sua prematura scomparsa ti lascia con l’amaro in bocca, che l’avevi visto fino al giorno prima a Sanremo, e per la sua età (solo 69 anni) ti immagini che sia mediamente in salute ed invece bum! Un infarto e ciao. Eh, ma l’infarto è così signora mia, (a volte) non perdona.

E va pure benissimo il cordoglio nazionale, tutti mesti, tutti a ricordarlo, che per l’artista si sa, va così, entra nelle case e nelle vite della gente e quando muore è come se morisse uno che conosci da sempre.

Ma poi (quasi) tutti a scandalizzarsi se i media non sanno come chiamare Marco Alemanno.

E qui scatta la prima domanda: ma chi cazz’è Marco Alemanno? Io fino a ieri potevo pensare che fosse il figlio del Sindaco di Roma o comunque un suo parente. Ed invece no… Pare fosse il compagno di Lucio Dalla.

E allora via con la seconda domanda: ma Dalla era gay? Boh, più o meno l’ho sempre sentito dire ma per me potevano essere benissimo solo delle voci infondate come ce ne sono su Christian De Sica, su Ron, su Roberto Bolle e su tanti altri.

Se sei un personaggio pubblico e sai che girano delle voci sulla tua presunta omosessualità, ma non confermi né smentisci, e nemmeno cogli l’occasione per prendere una posizione sull’omofobia che è così maledettamente radicata in questo paese, per regalare un po’ di conforto ai tantissimi ragazzini che soffrono perché si sentono ingiustamente sbagliati, per dire una buona parola in favore dei diritti delle persone LGBT, beh, secondo me il minimo che ti può succedere è che poi quando muori il tuo compagno non si veda riconosciuto per quello che è ma per un semplice “amico” e/o “stretto collaboratore”, e che magari i tuoi beni (che in questo caso immagino non essere proprio irrisori) vadano ad un lontano parente che manco ti conosceva od addirittura allo stato.

Vero è che, per quanto ne sappia io, Dalla non ha mai parlato proprio, ma questo non si chiama “voler mantenere la propria privacy”, nella condizione culturale dell’Italia di oggi si chiama solo codardia.

E ‘sticazzi del funerale nella Basilica di San Petronio.

“Love is free”, l’amore libero (bloccato dalla Polizia) per pubblicizzare 7camicie

Sabato 18 dicembre le vetrine del negozio 7camicie di Piazzale Cantore, Milano, si sono trasformate in camere da letto e vi si sono esibite in baci e coccole, anche provocatorie, tre coppie (una etero, una gay ed una lesbo) per l’evento “Love is free”.

L’intento ufficiale dello spettacolo è quello nobile di ribadire che l’importante è amare, non importa la preferenza sessuale, e prendere posizione contro ogni pregiudizio e inibizione culturale.

La cosa non è piaciuta a tutti, dato che ad un certo punto è arrivata la Polizia, allertata da segnalazioni del tipo “si sta svolgendo un piccolo gay pride”. Hanno controllato i permessi ed essendo tutto in regola, non hanno potuto far altro che invitare i ragazzi ad essere un po’ meno “spinti”.

Vedendo le foto sul sito di 7camicie in effetti i ragazzi non si sono risparmiati in effusioni amorose, e ci si è messa pure Naike Nayked Rivelli che si è profusa in basi saffici mentre cantava e presentava la sua canzone “I like man”.

Non sei molto credibile se dici che ti piacciono gli uomini e poi baci le ragazze. E la bella Naike non è molto credibile nemmeno come cantante: nonostante il video del singolo sia molto bello, mostra tutte le sue doti (e che doti, cazspita) fuorché il belcanto.

Ma speriamo in un secondo singolo migliore.

Tornando invece al controverso evento “Love is free”, secondo voi cos’è più grave: il fatto che sia stato utilizzato il sesso per pubblicizzare delle camicie mascherando il tutto con un intento nobile, o il fatto che ancora in Italia basta vedere due ragazzi che si baciano per scandalizzarsi e censurare?

La Littizzetto chiama? I condom rispondono!!

Non so se avete visto la Littizzeto ieri sera a CheTempoCheFa… Io ovviamente si, anche se stavo quasi per distruggere la televisione nuova di Serena, perché non si vedeva bene RaiTre (scherzo Sere!)…

Ma comunque alla fine siamo riusciti (non proprio benissimo, ma chissene) e abbiamo guardato ed ascoltato la Luciana implorare (tra le altre) le ditte fabbricatrici di condom, di mettere un “qualcosa” per far riconoscere il verso giusto dei profilattici, oltre che il Governo per fare una campagna di educazione sessuale decente, onde evitare che i teen-ager italici si mettano il preservativo solo dopo aver fatto sesso, convinti che sia un astuccio dove riporre la banana dopo l’uso.

Ebbene, prima che la Carfagna faccia una campagna in questo senso, ne passerà di acqua sotto i ponti, ma per le indicazioni sulla giusta vestizione del pirulo, si sono già attrezzati!!

Sono nati i preservativi con le ali, che oltre ad agevolare lo srotolamento, tracciano anche il verso giusto!!

Quando si dice la celerità… Luciana (e non solo) ringrazia!

Post-spiegazione del post

Come ha detto Macsi, quello che mi fa rabbia della Chiesa è l’ipocrisia. Ma non starò a fare degli esempi, o a dire quello che la Chiesa potrebbe fare e non fa. Questa vignetta riassume benissimo il tutto.

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