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La mia review della tappa londinese del Secret Tour di Darren Hayes

Facciamo le dovute premesse: quando i Savage Garden erano all’apice del loro successo io ero 15enne o giù di lì e non li seguivo affatto; cioè, sapevo chi fossero ed avevo persino una loro cassetta, ma poi basta.

La fissazione con Darren Hayes è nata solo nel 2004 ai tempi del suo secondo album solista “The tension and the spark” (per me il suo capolavoro) ma di lì a poco mi sarei rifatto di tutti gli arretrati: mi sono comprato il precedente album solista “Spin” (in più versioni), i due dischi dei Savage Garden ed il dvd del concerto “Superstars and cannon balls”.

Da quel momento in poi ad ogni nuova uscita era praticamente il delirio, sopratutto per chi mi steava accanto, perché  scattava la caccia al sito che vendeva album e singoli nelle svariate versioni, e poi la stremante attesa che arrivi il pacco ed i patemi per i primi pagamenti online con carta di credito e chi più ne ha più ne metta.

Per non parlare poi dei voli e dei viaggi che mi sono fatto per andare a vederlo Live. La prima volta che dissi a mia madre che andavo da solo a Bristol per vedere Darren Hayes (“Chi?”) manca poco mi ci rimane secca… Capirai, mai andato più lontano di Follonica da solo (non è vero, già vivevo a Salerno)…

Ma comunque… Questo per dire che non appena potevo, oltre a comprarmi tutte le uscite discografiche e non del mio beniamino (vogliamo parlare dei calendari, tour book, magliette e quant’altro?), mi facevo pure un viaggetto in Inghilterra per vedermelo in concerto. Sempre più economico e veloce dell’Australia… :-)

Ed insomma mi sono visto il “Big night in” a  Bristol, il “Time machine tour” a Londra, la presentazione alla stampa dell’album “This delicate thing we’ve made” sempre a Londra (ed in quell’occasione gli fregai una tazza, ma questa è un’altra storia) e quest’ultimo “Secret Tour” ancora nella capitale inglese.

Ecco, veniamo all’ultimo concerto di Darren: secondo me il più bello in assoluto rimane “Big night in”, e pure “Time machine tour” era molto più imponente e scenografico, ma questo “Secret tour” fatto in Inghilterra ancora prima che uscisse l’album, ha un sapore particolare.

Darren non ne ha fatto mistero, lo ha detto più volte in svariate occasioni: vuole tornare nel main stream. Dopo gli svariati milioni di album venduti con i Savage, la sua carriera solista è stata una cosa più, come dire, di nicchia.

No cioè, diciamocelo… Ai tempi di TTATS ce lo inculavamo veramente in quattro e stop.

E queste tappe inglesi ed australiane sanno di concerto promozionale, molto semplice ed intimo, sperando che poi l’anno prossimo, calcando l’onda di un buon successo di vendite, si possa fare una tournée più ampia e spettacolare.

Non mi fraintendete, la scenografia è ridotta all’osso (tre teloni che riprendono l’artwork dell’album), effetti strabilianti non ce ne sono, ma il concerto è stato grandioso, con un Darren in gran forma, una voce sempre splendida ed emozionante, ed una voglia tutta nuova di far vedere A TUTTI quello che vale (perché lo zoccolo duro dei fan già lo sa).

Ma andiamo con ordine… Leggi il resto di questa voce

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