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Deprecare o ignorare?

Se è vero che fin da piccoli ci hanno insegnato ad ignorare i bulli al grido del claim “Solo così la smetteranno, se ti arrabbi, continueranno con ancora maggior veemenza”, è altrettanto vero che, crescendo, vedi diverse forme di stupidità umana, ed avendo un po’ di sale in zucca, a volte capita che ti venga pure voglia di denunciarle.

Ok, forse questa è una “malattia moderna” nata coi social e dettata dal fatto che attraverso Internet tutti possono improvvisarsi paladini della giustizia ed ottenere in un momento un sacco di visibilità/consensi/dissensi.

Quindi io mi chiedo: è meglio ignorare i fenomeni di stupidità (perché poi alla fine, di questo si tratta) per paura che ottengano proseliti o è bene condividerli e far sapere a tutti quanti ridicoli siano? Col rischio però, che poi ottengano ugualmente ancora più seguaci.

Mi rendo conto che si tratta di temi completamente differenti, con implicazioni profondamente diverse, ma il senso secondo me non cambia.

Che si tratti dell’ISIS, della persona/associazione omofoba di turno (vedi questo video dell’Associazione ProVita che fa ridere i polli), di Gasparri che litiga con le ragazzine un po’ in carne su Twitter o del cretino a caso che parla ai microfoni de La Zanzara, la domanda è sempre la stessa: condividere e deprecare o ignorare?

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Verdetto finale: ma andate a cagare

Ebbene si, guardo “Verdetto Finale” su RaiUno. Dopo pranzo mi ci scappa una piccola pennica e la televisione accesa concilia il sonno. Non che ne abbia bisogno, in realtà, ma tant’è e la scelta a quell’ora è fra quello e “Detto Fatto” su RaiDue, fate un po’ voi.

Un paio di volte o poco più, con mio sommo stupore, mi è capitato di vedere puntate in cui erano trattati temi vicini alla comunità Lgbt. Ma lo stupore si è tramutato molto presto in altro.

Stai lontano da me

La prima volta c’era il figlio che portava in giudizio il padre perché quest’ultimo non gli aveva mai detto che era gay ed al poverino era toccato scoprirlo quando lo aveva trovato a letto con il suo amante (la madre/moglie era già al corrente di tutto, ndr), era rimasto traumatizzato e dal “tribunale” di RaiUno voleva un’istanza che obbligasse il padre a stargli lontano. E tutti giù a dare addosso a quest’uomo perché era falso ed ipocrita.

La stanza dell'ospedale

La seconda altra volta il padre di un ragazzo litigava col compagno del figlio in coma perché non lo voleva far avvicinare al capezzale del moribondo sostenendo che lui avesse messo il povero figliuolo contro la sua famiglia. Ci fosse stato qualcuno che avesse spezzato una lancia a favore del compagno, magari ipotizzando che fosse la famiglia ad opprimere il ragazzo e che il suo compagno gli avesse dato finalmente un po’ di sollievo invece.

La bambola

Oggi invece un padre era preoccupatissimo per il figlio che a 9 anni sembrava già dimostrare delle inclinazioni omosessuali e allora voleva che fosse dato in affidamento a lui e non alla mamma che lo assecondava in questi suoi strani gusti.

LO ASSECONDAVA!! Capito che madre degenere? Faceva giocare il figlio con le bambole, lo lasciava uscire con delle bambine, gli faceva mettere una maglietta rosa… E tutto questo solo perché il bambino lo desiderava. Dove andremo a finire. Ed invece il padre no, lui l’avrebbe fatto giocare a calcio, gli avrebbe fatto fare amicizia con altri maschietti… Insomma, lo avrebbe represso. E anche in questo caso la madre, a sua discolpa, diceva che comunque “non è mica che si vuole mettere i miei tacchi o ha voce e movenze femminili”. Insomma, è solo finocchio, mica un travestito demmerda.

Boh, forse sarò io che sono troppo estremo quando si entra in argomenti delicati, ma mi è sempre sembrato che si trattassero questi argomenti con un diffuso schifo, con quest’aura di bigottismo diffuso in Italia che tanto piace anche alla Rai.

E non sia mai che, visto che è tutto finto, scritto e studiato al tavolino, si approfitti della tv di Stato per fare del vero servizio pubblico e si provi un po’ a far evolvere questa povera Italietta, no.

Tolleranza, una parola che non mi piace

“…La tolleranza? Per me è basilare, fondamentale. I gay io li tollero senza problemi, basta che sappiano come la penso e che non mi rompano le scatole”

Ecco, in questa frase che ho sentito ieri sera negli spogliatoi della palestra, ma che sicuramente avrete sentito anche voi da qualche parte almeno una volta nella vostra vita, c’è concentrato tutto il bigottismo italiota.

Ma andiamo per gradi.

Dizionario

Tralasciando la descrizione n° 3 che mi sembra puramente tecnica, le descrizioni 1 e 2 stridono un po’ tra di loro. O perlomeno, se quello che si vuole esprimere è il significato n° 2, secondo me andrebbe usato un altro sostantivo (appunto comprensione, rispetto).

Io, forse sbagliando, sono abituato a dare un’accezione negativa alla tolleranza, perché io posso tollerare il caldo o il freddo, ma comunque un po’ lo soffro lo stesso. Tollero una persona petulante o prolissa, però se non lo fosse non mi darebbe noia. Tollero gli impediti alla guida che impicciano le strade, ma in fondo in fondo toglierei la patente a tutti quanti. Tollero quelli che scrivono al pc da 30 anni ma ancora non hanno imprato che lo spazio va dopo la punteggiatura e non prima. Insomma, tollero qualcosa che comunque mi da fastidio, ma sopporto perché ho deciso così.

Ecco, non vedo nessun motivo per cui “tollerare” un nero o un gay o un disabile. Non vedo proprio perché dovrei. É come se io dicessi che “tollero” i biondi… Che cazzo vuol dire?

La tolleranza per me presuppone un giudizio negativo, mentre la comprensione ed il rispetto no.

Per questo non mi piace la parola tolleranza.

Pyotr Pavlensky s’inchioda i testicoli in Piazza Rossa per protestare contro il Cremlino

Pyotr Pavlensky, un artista 29enne originario di San Pietroburgo, si è inchiodato i genitali sul selciato della Piazza Rossa a Mosca in segno di protesta nei confronti del Cremlino. L’uomo, fermato dalla polizia, è poi stato portato in ospedale e successivamente in commissariato.

In un comunicato pubblicato sul sito web Grani.ru l’artista ha spiegato che sta cercando di attirare l’attenzione della società russa di fronte allo sviluppo di uno «stato di polizia».

The action can be seen as a metaphor of the apathy, political indifference and fatalism of contemporary Russian society. It is not bureaucratic lawlessness which deprives society of the possibility to act but the obsession with our defeats and losses which nail us ever more to the Kremlin’s paving stones, creating an army of stuffed dummies patiently awaiting their fate.

Now as the authorities turn the country into one large penal colony, openly robbing the population and sending the proceeds so as to increase and enrich police apparatuses and other security services, society is allowing this tyranny and through its inaction the triumph of a police state is drawing nearer.”

Fonte: Afoniya.

Pyotr  non è nuovo a proteste dal forte impatto emotivo: mesi fa si era cucito la bocca per manifestare contro l’incarcerazione di due componenti del gruppo delle Pussy Riot (proprio come la drag queen Barbie Breakout fece in segno di protesta nei confronti della sempre più schifosamente omofoba Russia).

Mentre a maggio era stato arrestato per essersi mostrato a San Pietroburgo completamente nudo con il corpo avvolto da filo spinato sempre per protestare contro il Governo Russo.

Personalmente, stimo moltissimo chi lotta contro i problemi della società e fa di tutto per sapere che il mondo non resti indifferente… Bravo Pyotr Pavlensky!!

Fonte: Il Messaggero, The Guardian.

La tv online DìLucca si scusa per le affermazioni omofobe di Daniele Vanni e ne chiede le dimissioni

Meglio tardi che mai… Dopo le uscite infelici del giornalista e psicologo Daniele Vanni sui concorsi Mister Gay Italia e Miss Trans Italia e Sud America che si sono tenuti il mese scorso a Torre del Lago Puccini, la proprietà della tv online DìLucca corre ai ripari e nel telegiornale di ieri ha chiesto scusa pubblicamente alla comunità GLBT ed alla comunità di Torre del Lago Puccini (che secondo il Vanni stava diventando un problema di ordine pubblico) dichiarandosi all’oscuro delle intenzioni del giornalista e completamente in disaccordo con le affermazioni fatte nel tg del 29 agosto, e ne ha chiesto le (giuste) dimissioni.

Ovviamente Daniele Vanni si difende dicendo che era una semplice “battuta infelice” per giustificare il fatto che le immagini non le avevano…

Cioè, ma sei scemo? Non ho parole.

Fonte: GayBurg.

DiLucca City Television, la tv online (omofoba) che fa ridere i polli

E questa sarebbe una tv online, che per sua natura dovrebbe essere moderna, dinamica e fresca?

Ma dai, questi sono solo dei parola censurata… E mi rode pure scriverci sopra un post perché gli do proprio quello che cercano: visibilità e pubblicità gratuita. Però non ce la faccio a stare zitto.

DiLucca City Television ha ben pensato di mettere online (qui il video per intero) l’edizione della sera di lunedì 29 agosto 2011 del suo tg nel quale a partire dal minuto 30:35 potete sentire tutti gli sproloqui e le minkiate che il conduttore, il giornalista e psicologo (poveri i suoi pazienti) Daniele Vanni, dice al suo audience, che io spero sia il più limitato possibile.

Nessuno ha mani detto al nostro caro Daniele che un giornalista serio dovrebbe astenersi il più possibile dal fare considerazioni personali sulle notizie che da?

E poi stendiamo un velo pietoso  sul sito (manco il titolo ad una pagina riescono a mettere), sui video montati coi piedi e con due minuti di “fuori onda” all’inizio…

Fanno solo ridere. Anzi… Purtroppo non fanno manco ridere.

Se proprio vi volete togliere lo sfizio e vedere se, leggendolo, il discorso filasse di più, di seguito la trascrizione.

E voglio chiudere con due concorsi di bellezza ma di altro tipo dei quali mi rifiuto di passare le immagini anche se ne siamo in possesso.

Infatti se era ingiusto vessare e schernire una volta o tenere addirittura chiusi in casa i diversi e anche gli omosessuali a me sembra eccessivo il Gay Pride oppure farci sopra dei concorsi di bellezza.

Così non abbiamo passato le immagini quando c’è stato il “Mister Gay” qualche giorno fa ne abbiamo solo dato notizia, tra l’altro Daniel Argentino, l’eletto, ha dedicato la sua vittoria a babbo e mamma che senz’altro ne saranno contenti, così diamo atto del fatto che sabato sera si è votato per la più bella Miss Trans Italiana e poi anche per la più bella Miss Sudamericana sempre a Torre del Lago, che sta diventando da questo punto di vista un problema di ordine pubblico ma forse non ce ne accorgiamo.

Anche mettendolo nero su bianco, mi sembrano sempre una serie di parole senza senso.


			

La faccia come il culo

La legge contro l’omofobia è stata bocciata dal nostro beneamato Parlamento.

Di nuovo.

E qual è stata la motivazione?

Sempre la solita: introdurre un aggravante per odio verso persone omosessuali e/o transessuali sarebbe una discriminazione verso le persone eterosessuali che non hanno un’aggravante “a loro favore”, come non hanno un’aggravante a loro favore gli anziani o i senza tetto (che pure sono picchiati spesso e volentieri).

Le pregiudiziali di costituzionalità che hanno affossato la legge sono riportate qui da un incazzatissimo (giustamente) Oscar.

Ma un’aggravante per omofobia/transfobia  non è uguale all’aggravante per odio verso persone di diversa razza e/o religione?

Se non va bene l’aggravante per omofobia, allora togliamo anche le altre aggravanti, quelle per odio etnico, nazionale, razziale o religione (art. 3 d.l. 26-4-1993).

Se non va bene inserire un’aggravante nell’articolo 61 del codice penale, ok, ma allora facciamo un qualche altro decreto legge o cosa-cazzo-ne-so-io o comunque una qualche forma istituzionale che scoraggi gli omofobi a picchiare tutti i froci che si trovano davanti solo perché quel giorno gli gira male…

É semplicemente un fatto culturale, una legge del genere avrebbe pian piano fatto progredire la civiltà di questo paese piccolo.

Ma tant’è: non l’abbiamo voluta e così rimaniamo nel terzo mondo dei diritti civili.

Ah, per inciso: “la faccia come il culo” questa volta è quella di chi prima dice che sostiene a pieno una proposta di legge e poi si astiene quando è il momento di votarla.

Giornata Rainbow a Pisa con Anna Paola Concia e Vladimir Luxuria

Pe ricordare i moti di Stonewall, da molti considerati l’inizio del processo di liberazione del movimento omosessuale e che iniziarono il 27 giugno 1969, oggi a Pisa era una giornata completamente dedicata al mondo LGBT per combattere ogni forma di omofobia e transfobia: gli appuntamenti iniziavano alle 10 alle Logge dei Banchi con Anna Paola Concia, Paolo Patané e Vladimir Luxuria per poi proseguire alle 12 con l’alzabandiera rainbow sul Ponte di Mezzo insieme al Sindaco per finire alle 18 con la presentazione del nuovo libro di Luxuria alla Feltrinelli.

E su Facebook proprio Anna Paola Concia da una “notiziona da Pisa”…

Oggi alla celebrazione di Stonewall ho proposto al Sindaco di Pisa di organizzare nella sua Città l’Assemblea di tutti i Sindaci che in Italia hanno istituito il Registro delle Unioni civili per chiedere al Parlamento di fare una legge sulle unioni tra persone dello stesso sesso e (se la bocciano) approvare la legge contro omotransfobia. Ha detto si, si farà in Autunno! La battaglia continua!

Questi sono gli amministratori governativi che ci piacciono! Mica come Andrea Fanzago, consigliere comunale del PD di Milano che si è pubblicamente espresso contro le unioni civili, andando poi contro al parere del neo Sindaco Pisapia…

Fanzago, Giovanardi & co… Invece di dare aria alla bocca, fate pace col cervello, date retta a me!

Italia, non è un paese per gay

In un momento di scazzo lavorativo stavo girovagando per il web e sono approdato a questo post su GossipBlog. Ed ho notato subito l’alto numero di commenti: è bastata la pubblicazione della foto sopra riportata che si sono scatenati i commenti più ipocriti ed ignoranti!

Il contenuto medio è questo:

mi fa piacere che siano felici… ma detto onestamente credo che nn farà bene questa situazione ai bambini… x niente… e questa volta l’Italia nn c’entra un tubo… è così ovunque… la gente nn concepisce due persone dello stesso sesso che hanno figli… e in effetti non sarebbe una cosa proprio del tutto naturale… come fai a spiegarlo ai tuoi figli?

É una fortuna crescere con due “padri”? Uno dei quali più effeminato? Mi sembra che davvero ormai abbiamo perso definitivamente la bussola.

Il sottinteso è sempre il solito: “Io non ho niente contro gli omosessuali però addirittura affidargli dei bambini no”.

E anche quando si forniscono dati scientifici e ricerche con dati alla mano sul gay parenting e si invitano gli scettici ad informarsi, non si ottengono risposte sensate.

Io ovviamente ho commentato il post di cui sopra (scritto da Apo) e uno mi ha risposto “eh ma allora io mi voglio sposare una scimmia”… Capisci con che persone hai a che fare?

Persone cresciute in ambienti naturalmente omofobi, omofobia estremizzata dalla Chiesa che un giorno sì ed un altro pure inveisce contro i gay (e i politici spesso gli fanno da coro) il tutto condito da una tv dove ti passano i Tamarri che ti dicono che “Manuel è un po’ effemminato. Sembrava un ricchione. Io non ho niente contro i ricchioni, però hanno fatto bene a urlargli frocio” (meno male che hanno sospeso il programma per ascolti bassi) e che censura i baci gay nei telefilm.

Per non parlare delle istituzioni che proprio non ci vogliono sentire né da un orecchio né da un altro quando si parla di diritti LGBT, anzi se la prendono pure con l’Ikea.

Che svilimento…

Ben Cohen a tempo pieno contro il bullismo e l’omofobia

Beh bono è bono, lo sappiamo tutti. É che fosse friendly lo avevamo intuito: dalla sua propensione a fare calendari ad alto tasso omoerotico, nessun problema ad apparire su riviste gay e poi aveva proprio dichiarato che si sarebbe dedicato alla lotta contro l’omofobia.

Ed infatti oggi lo ritroviamo sulle pagine di Popslut e scopro che ha messo su la fondazione “The Ben Cohen StandUp Foundation”, la prima organizzazione anti bullismo che aiuta le persone LGBT.

E non solo… Tra aprile e maggio Ben ha girato sei citta tra US e Uk con il suo Acceptance Tour facendo incontri e formazione per smuovere l’opinione pubblica e sensibilizzare la società affinché il bullismo sui giovani GLBT diventi presto un ricordo.

Il sito della fondazione è ancora “under costruction”, ma c’è quello ufficiale dell’ex sportivo e gli immancabili account Twitter e pagina Facebook… Grande Ben!!

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