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Rebel Heart, il nuovo album di Madonna

Rebel Heart - Super deluxe cover with stickers

Mo iniziano a fioccare recensioni del nuovo album di Madonna, “Rebel Heart”, come se tutti lo avessimo ascoltato solo adesso (è uscito ufficialmente il 9/03) e non a dicembre quando sono finite online tutte le canzoni, demo e non.

Io ho aspettato fin’ora solo perché volevo avere il CD: che che se ne dica, ascoltare degli mp3 (per quanto in cuffia, come consigliava Lady Gaga) non è come ascoltare un CD da uno stereo HiFi degno di questo nome. Ed io mi sono affrettato a ricomprarne uno in sostituzione di quello bruciatomi dall’Enel a novembre appositamente per questo motivo (sono pazzo, lo so).

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Quindi eccoci qua. La prima cosa che salta agli occhi è che il l’album esce in 45 versioni. No dai, sono solo 4 le principali commercializzate in Italia, se escludiamo il vinile (la standard, con 14 canzoni, la DeLuxe, con 19 canzoni, e la Limited, composta da due CD, il primo con 19 canzoni come la DeLuxe ed il secondo con altre 4 canzoni + 2 remix di “Living For Love”, quella di MediaWorld). Ma tra la versione Giapponese, quella tedesca, quella francese e quella della porca della mi zia, stavolta mi sono proprio svenato.

Bando alle ciance, mi sembra veramente assurdo che la title track, “Rebel Heart”, sia solo nella DeLuxe e non nella standard, ma anche ascoltando tutta la track list si nota subito come questa sia stata composta platealmente a caso, e come dentro a quest’album ci sia di tutto e di più, secondo la ormai celeberrima regola “BUTTIAMOLA IN CACIARA”.

Analizziamo un po’ le tracce una ad una:

1. “Living For Love” – È la sintesi perfetta di quest’album: beat anni 90 come va di moda da quando Kiesza ha pubblicato “Hideaway” ma suoni tamarri a profusione per cercare di acchiappare qualche pischello sotto i 20. Bella eh, ma c’è di meglio.

2. “Devil Pray” – Eccolo il meglio di cui parlavamo prima: una canzone in perfetto stile Madonna, provocatoria (parla di droghe) ma mistica (oh, a me i suoni vagamente orientaleggianti fanno questo effetto), ballabile ma dalle liriche studiate, elettronica e pop. Peccato che non sarà mai singolo.

3. “Ghosttown” – Quella che potremmo definire come una ballatona distopica: liriche profonde e sound a metà tra il vintage e l’elettronico, sarà il secondo singolo e prego affinché Jonas Åkerlund faccia un video coi contro-coglioni.

4. “Unapologetic Bitch” – Va bene la sperimentazione ed effettivamente il reggae a Madonna mancava, ma questa era proprio evitabile.

5. “Illuminati” – Me ne sono innamorato al primo ascolto. Nella versione finale si sente l’impronta cupa di Kanye West (la demo era più veloce) e mi piace. Ma a bestia proprio.

6. “Bitch I’m Madonna” – L’immancabile featuring con Nicki Minaj che verrebbe da chiedersi “Cazzo c’imbricca Madonna con quella culona?” ma vabbé, sicuramente ci sarà dietro un accordo discografico. Evitabilissima, sembra la versione puttan-pop dell’Harlem Shake e purtroppo sarà il terzo singolo. Ve lo immaginate il video? Già tremo.

7. “Hold Tight” – Prodotta da Ryan Tedder (frontman degli OneRepublic) e Benny Blanco. E si sente, perché lo stile è molto simile a “Baby Don’t Lie” di Gwen Stefani (prodotta, toh, dallo stesso duo). Comunque una delle mie preferite, testo immenso e suoni ricercati.

8. “Joan Of Arc” – È una di quelle che dalla versione demo a quella ufficiale ha cambiato faccia. Adesso è una up-tempo molto gradevole, ma si vocifera che ne esista una versione finita strumentale che però non si sa che fine abbia fatto.

9. “Iconic” – Ecco, questa è una canzone che parecchi potrebbero liquidare come tamarrata banale cerca consensi da pischelli (visto anche l’intro di Mike Tyson, a caso fa’ conto), ma io mi sono messo a piangere non appena l’ho ascoltata leggendo il testo (magari prima o poi avrò pure il coraggio di pubblicare il post che ho scritto a proposito). Questa canzone è l’essenza stessa di tutto quello che il “marchio” Madonna vuol dire: ICONIC/IRONIC, commerciale ma non banale.

10. “HeartBreakCity” – Ballata strappa lacrime sulla fine di un amore, epica e solenne, a qualcuno ricorda “Like A Prayer”. E comunque LEI ha letto il mio blog e mi ha ascoltato, rispetto alla demo ha tolto quello SHITTY sul finale che un po’ sdrammatizzava ma un po’ sciupava tutto.

11. “Body Shop” – Ritmi etnici e testo insolito, mi ha preso subito ma sarà la canzone più sottovalutata di tutto l’album, già lo so.

12. “Holy Water” – Scritta insieme a Natalia Kills e potrebbe sembrare poco più che un buon sottofondo per dei video interlude nel tour. #einvece… Auto citazione da “Vogue”, così a caso.

13. “”Inside Out” – Sensuale ed intensa, minimale con un bel testo ed un beat che prende.

14. “Wash All Over Me” – Anche questa ha cambiato faccia, rispetto alla demo. Da perfetto capolavoro dance anni 70 è diventata un’altra ballatona solenne (non che me ne dispiaccia, anzi). Un crescendo continuo, da orgasmo.

15. “Best Night” – Insieme a “Holy Water”, “Inside Out” e “S.E.X.”, “Best Night” mi ricorda molto “Erotica”, forse perché l’argomento evocato quello è. Ma qui si va oltre, la citazione a “Justify My Love” è palese, ed infatti tra gli autori figura quel Lanny Kravitz autore proprio di “Justify My Love”. Come auto citarsi (e anche auto celebrarsi, se vogliamo) senza ripetersi.

16. “Veni Vidi Vici” –  Il ritornello “I came, I saw, I conquer” ti entra subito nel cervello per quanto sia banale. E vi dirò di più: secondo me l’intervento rap di NAS qui ci sta perfettamente e alza il livello generale della canzone.

17. “S.E.X.” – Anche qui il rischio “sottofondo da video interlude” è alto, ma ascoltatela attentamente e vedrete che non delude. Io ancora non so come si chiami quel coso che son sicuro lei tenga in bocca mentre recita la parte parlata della canzone e che ha messo pure in una delle immagini dell’artwork, ma non lo voglio nemmeno sapere.

18. “Messiah” – A convalidare la teoria della tracklist totally random c’è questa canzone/preghiera che viene subito dopo S.E.X… O forse è solo l’ennesima trovata di una popstar millenaria per farci riflettere sui temi a lei più cari (sesso e religione)? Chi lo sa. A me comunque ricorda “Neverland”  di Darren Hayes.

19. “Rebel Heart” – Finalmente, per chi ha comprato la DeLuxe, arriva la title track, che nella demo ero proprio una canzone di Avicii feat. Madonna, mentre nella versione finale ricorda un po’ “Don’t Tell Me”. Much better. E si spera che diventi singolo perché potrebbe trainare le sorti del disco.

20. “Beautiful Scars” – Bellissimo testo e sound fresco, quasi estivo, fa molto Buddha Bar e cresce man mano che la si ascolta. Sicuramente è molto meglio delle tamarrate messe tra le prime posizioni della standard, e non capisco perché l’abbia relegata quaggiù in fondo.

21. “Borrowed Time” – Ecco, se con “Beautiful Scars” il dubbio del posizionamento era legittimo, qui si fa proprio palese: MA CHE CAZZO TI DICE LA TESTA MADONNINA MIA?? Questa canzone è troppo bella per essere relegata alla sola Limited. Fanculo, al prossimo disco le tracce le decido io, ok?

22. “Addicted” – Sarà perché già c’era una traccia con lo stesso nome in MDNA, sarà perché qui siamo proprio nella dance che più dance non si può e lei voleva dare un taglio (non tanto netto) con il precedente disco, ma anche questa canzone quaggiù proprio non si capisce cosa ci faccia. Coatta e radiofonica.

23. “Graffiti Heart” – Qui mi trovo diviso: a volte “Graffiti Heart” mi sembra la perfetta b-side da relegare tra le bonus track, mentre a volte non vorrei fare altro che ascoltarla a tutto volume 24/7 (il ritornello è ipnotizzante). Boh.

I remix li tralascio, così come quella “Auto-Tune Baby” della versione MediaMarkt e quella “Queen” che sembrava finita ma che non ha trovato spazio da nessuna parte (le altre demo scartate sono per altro innumerevoli).

Dopo aver ascoltato tutto il disco è indubbio che l’intento della vecchia fosse duplice e paraculo: rassicurare i fan storici, delusi da Hard Candy e MDNA, i quali potranno trovare in “Rebel Heart” la conferma che si, la Regina del Pop è sempre lei, ma pure quello di acchiappare qualche nuovo adepto tra le ultime generazioni (forse per succhiar loro l’anima?).

Il risultato è un disco ENORME (nel senso che è lungo, ma questo per me non può essere che un punto a suo favore) ma che oggettivamente poteva essere presentato meglio, togliendo qualcosa di evitabile e lavorando meglio alcune tracce, cosa che non mi sarebbe mai passato per la mente di dire per altri suoi disco-capolavoro (leggasi “Ray Of Light”, “Music”, “American Life” e “Confessions On A Dance Floor”).

Maddy… ANCHE MENO. A me questo “Rebel Heart” piace, e pure parecchio: è ruvido, intimo e quasi cupo, lo metto come hanno detto in molti tra i tuoi migliori album di sempre, ma per il prossimo lavoro ti do un consiglio: fai quello che più ti diverte senza ansia da prestazione. Forse ne uscirà fuori un novello “Ray Of Light”… O forse anche qualcosa di meglio!

P.S. Ma nel frattempo andatevi a comprare “Rebel Heart”, su iTunes, su GooglePlay o su Amazon.

MDNA, il nuovo album di Madonna: la mia recensione

Finalmente riesco ad avere la mia copia (legale) del nuovo album di Madonna MDNA alle 10 di ieri sera, grazie ad iTunes che aveva deciso che in mattinata non la potevo scaricare, ma vabbé… Meglio tardi che mai!

Di questo album è già stato detto tutto ed il contrario di tutto ed io sicuramente non aggiungerò niente di nuovo men che meno pretendo di fare una recensione seria, ma per il grande ritorno della Regina del Pop non potevo esimermi e stare zitto zitto in un angolo, voglio comunque dire la mia: iniziamo!

01. Girl Gone Wild

Sfacciatamente dance e truzza come va di moda ora e poi Madonna sembra che con l’eta si sia rincoglionita e voglia solo far ballare la gente, tanto che ieri sera si è presentata all’Ultra Music Festival e ha introdotto il famosissimo dj Avicii (ma chi cazz’è??) che ha suonato il suo remix di GGW e lei gli ha zompettato intorno praticamente in mutande e poi ha chiesto al pubblico chi aveva visto Molly (nome in codice per l’MDMA) ed il dj Deadmou5 si è incazzato come una spia per l’incitamento all’uso di droghe a le ha dato dell’idiota e lei ha addotto una scusa che non ho capito con tanto di foto vintage con orecchie da topo per lisciarselo bene bene. E poi c’è chi dice che Madonna non sta facendo promozione a questo album.  Bene o male, basta che se ne parli!  Dicevamo truzza, appunto, ma con stile, questa GGW ci piace e lo stupido al punto giusto ehiehiehi entra subito nella testa. Poi apprezziamo il video sfacciatamente omoerotico fatto appositamente per riacciuffare quei gay che avevano anche solo pensato di abbandonare la Regina per votarsi a Lady Diavolo Gaga.

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02. Gang Bang

Se la prima traccia dell’album è la classica canzone che ti aspetteresti di sentir suonare dal Peugeottino tamarro guidato da un ragazzino neopatentato con gli occhiali da sole a fascia calcati in testa, la seconda non è da meno. Ma nonostante la base “importante”, dai toni scuri ed infarcita di bassi senza lesinare, la canzone cresce con gli ascolti e lascia quasi di stucco verso il finale, dove Madonna si lascia andare inveendo contro una ipotetica bitch che non si sa chi sia ma che comunque deve morire e comunque la canzone si porta dietro tutti gli effetti sonori del caso quali sirene, sgommate, portiere che sbattono e ovviamente spari. Da sentire mentre guidate così vi prende la mano e vi arrestano (se non vi siete schiantati prima).

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03. I’m Addicted

Qui si rimane sempre sulla dance andante ma si vira decisamente su suoni più elettronici, ricercati e sperimentali e io sinceramente sono addicted to “I’m Addicted”. Sono dipendente dal tuo amore, dice Madonna, e non usa mezzi termini perché infatti il testo recita “pulse through my body, ignites in my mind it’s like MDMA and that’s okay” e c’è di sicuro chi ancora si scandalizzerà per l’incitamento alle droghe, ma non voglio nemmeno commentare, voglio dire, anche lei ha detto che questo disco non lo farebbe ascoltare ai suoi bambini. Decisamente la nuova “Impressive Instant”, e per me è un gran complimento.

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04. Turn Up The Radio

Già dalle prime note si capisce che questo è il classico tormentone estivo ed infatti pare che sarà il prossimo singolo. Martin Solveig ha fatto un buon lavoro e la sua impronta si sente, il ritornello ti si stampa nella mente e ti viene subito di metterlo come suoneria. Niente di nuovo ma sicuramente ottimamente confezionata. Turn up the radioooooooooooooo!!

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05. Give Me All Your Luvin’

Che dire? Lì per lì mi piaceva pure, ma dopo un paio di ascolti dell’intero album inizi a skipparla e capisci che è proprio stonata e all’interno del disco non c’entra una cippa lippa. Però è stato un bello spottone per il Super Bowl ed il video in tema cheerleaders è fantastico. Non credevo che l’avrei mai detto, ma in fondo i featuring di Nicki Minaj e M.I.A. aggiungono quel qualcosa in più che non me la fanno proprio buttare nel cesso senza passare dal via.

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06. Some Girls

A tratti mi ricorda un po’ troppo le sonorità della indeminticata “One Word” di Kelly Osbourne (poi copiata pure da Tizianuccio Bromio con “Stop Dimentica”) pompata a dovere, ma fa comunque parte della Madonna che ci piace, ricercata e non banale, anche se la voce non assomiglia manco per niente a quella di tutto il resto del disco.

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07. Superstar

Lo dico e lo ripeto, io ‘sta canzone la vedrei bene solo come colonna sonora dello spot Gillette al posto di “Venus” delle Bananarama. O per Nuvenia Libresse, al limite, toh.

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08. I Don’t Give A (feat. Nicki Minaj)

E niente, più forte della voglia di far ballare il mondo, Madonna ha solo l’ardire di volersi cimentare sempre in qualche forma di rap. Menomale che c’è Nicki Minaj (oddio, mi devo preoccupare che è già il secondo complimento che le faccio) che risolleva la categoria dei rappatori (se così si dice e si può dire). Il finale vagamente “epico” contribuisce al salvataggio dall’oblio.

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09. I’m A Sinner

Madonna lo deve sempre ribadire: lei non è una brava ragazza, anzi è proprio una peccatrice. A Cicco’, e s’era capito!! E nonostante l’inutile invocazione della Madonna (quella originale) e di tutti i santi nel finale, la canzone è carina, con un mood un po’ anni 60 dove William Ornit cita a tratti “Ray of Light” a tratti “Beautiful Stranger” senza però scadere nell’auto incensamento esagerato. Coinvolgente e con un’atmosfera “diversa dal solito”.

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10. Love Spent

No zitti tutti, che questo è il vero capolavoro di questo nuovo disco della Regina: da sola vale il prezzo dell’intero album. Inizia con un riff vagamente country, per poi continuare con violini e suoni elettronici, ed il testo potrà sembrare un po’ ridicolo ma in realtà è molto profondo. Man mano che scorrono i secondi la traccia cresce sempre di più, fino ad culminare in un’esplosione di suoni e di sensi. No ok, io sto straparlando, ma dai: è superlativa!! Questa ce la ricorderemo nei secoli a venire lo dico io… Posso dare sei stelle su cinque?

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11. Masterpiece

Colonna sonora dell’ultimo film della Madonna regista (che non è una bestemmia) è indubbiamente di gran classe, dai suoni semplici e dal testo elegante, non per niente è firmata dal redivivo William Orbit, ha vinto un Golden Globe e per poco non vince un Oscar. Ma “Time Stood Still” non ce l’avevi messa in Music e allora perché questa sì?

* * * (*)

12. Falling Free

E poi, dopo aver cercato di far ballare tutti ed essersi cimentata nel rap, stai sicuro che Madonna ti chiude l’album con una ballatona lenta. Ed eccola qui, ‘sta “Falling Free”. Anche bella, pure bellissima per carità, ma sembra un po’ troppo tratta da Evita per i miei gusti. Però ben fatta e le quattro stelle non le si possono negare.

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Per chi non ha fatto il taccagno e s’è comprato la DeLuxe Edition da iTunes (magari in anteprima come me, anche se poi l’ho avuta praticamente un giorno dopo) ci sono anche le altre sei tracce del Bonus Disc.

13. Beautiful Killer

Tralasciamo l’aspetto prettamente tecnico, che per inciso è ottimo, sicuramente io l’avrei messa nel disco standard al posto di quella cagata di “Superstar” ma… Nessuno si è accorto che è praticamente la versione ripulita di “Die Another Day”?? No no, è proprio uguale!! Provate a cantarcela sopra: I’m gonna wake up yes and no, I’m gonna kiss some part of… Anzi, secondo me questo era il testo originale di DAD che però quando l’hanno sentito quelli di 007 hanno fatto un rutto nel muso a Madonna e allora lei l’ha resa quel capolavoro che tutti conosciamo ma a questa prima versione proprio ci teneva e l’ha riutilizzata mo’. Brava Madge, davvero niente male per essere uno scarto.

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14. I Fucked Up

Inizia che è veramente una palla, diciamocelo. Un po’ si ripiglia sul finale, ma insomma… Trascurabile.

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15. B-Day Song (feat. M.I.A.)

Io me le immagino: Madonna, M.I.A. e Nicki Minaj in studio che registrano GMAYL e toh, è il compleanno di Madonna e allora per leccargli il culo spudoratamente le fanno una sorpresa e tirano fuori una torta e poi tutte con la panza piena e mezze ciucche si mettono a registrare ‘sta cagata, tutte tranne la Minaj che nel frattempo aveva esagerato con lo spumante ed era a vomitare in un angolo. Oh, lo dovete fare più spesso, che è uscita niente male: (quasi) una semplice filastrocca dal testo scontato ma il suono ovatattato e datato ricordano atmosfere anni 50 e ne fanno una canzone davvero particolare per essere in un disco di Madonna!

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16. Best Friend

Ricorda un po’ i lavori di Madonna e Justin per Hard Candy ma rivestiti del gusto musicale del 2012 e si mantiene decisamente sopra la media, per me sarebbe salita di livello e pure questa l’avrei messa nella Standard Edition.

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17. Give Me All Your Luvin’ Party Rock Remix (feat. LMFAO & Nicki Minaj)

Sfanculata M.I.A. nel featuring non si sa come mai, ecco un remix super super truzzo di GMAYL. Va beh, che c’è da dire? Già diceva poco la versione normale, questa scade anche di più…

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18. Love Spent (Acoustic Version)

Chicca ricevuta in premio da chi ha preordinato la DeLuxe Edition dell’album nel primo periodo, questa “Love Spent” è bellissima pure in versione acustica (acustica solo la base, che la voce di Madonna è più ritoccata dei suoi zigomi). A chi mi toglie una curiosità offro lauta ricompensa: che cazzo dice al minuto 1:25 e al minuto 2:33? E che cazzo di lingua è?? Comunque si merita le solite sei stelle su cinque.

* * * * * (*)

In definitiva MDNA non è un album perfetto come potevano essere considerati “Ray Of Light” e “Confessions On A Dancefloor” (ognuno nel suo genere eh) anche perché MDNA non ha un unico filo conduttore ma spazia in più ambiti.

Quello che sicuramente posso dire pur non essendo un esperto è che MDNA è un ottimo album pop pur non avendo inventato niente e non avendo dettato nessuna nuova moda, anzi ha pescato a piene mani da sonorità della Madonna degli anni passati ma sempre attualizzandole, e per questo io mi sento di dargli comunque un bel voto.

8 e 1/2

Brava Madge, bentornata!

E tranquilla… La Regina (del Photoshop?) sei sempre tu!

Gotye ed il successo a scoppio ritardato

Gotye, nome d’arte di Wouter Wally De Backer, è un ragazzotto classe 1980 nato in Belgio naturalizzato australiano: io non lo conoscevo assolutamente (anche se la sua faccia mi è familiare) ma da un po’ di giorni si sente passare in radio questa canzone molto carina e raffinata che mi è piaciuta subito.

Lei al primo ascolto mi sembrava Katy Perry e la canzone mi sapeva di già sentito, pensavo fosse un brano datato.

Ed invece scopro che questo “Somebody That I Used to Know” è stato rilasciato il 6 luglio 2011 in Australia e ha incontrato il favore sia della critica che del pubblico, riscuotendo un sorprendente successo, con uno stazionamento al #1 della chart australiana per otto settimane diventando “the longest running Australian song” dai tempi di “Truly Madly Deeply” dei Savage Garden nel 1997 (questa non l’ho capita ma Wikipedia docet e riporto fedelmente).

Arriva anche da noi solo adesso, dopo che Gotye ha fatto un passaggio al Jimmy Kimmel Live…

Come mai da noi la musica arriva solo quando è già “esplosa” negli Usa?

Totalmente sconosciuto da noi, ma il pischello ridendo e scherzando è dal 2002 che è in attività, ha pubblicato tre album in studio e uno di remix di brani dei primi due, ha già vinto cinque ARIA Music Awards e ha ricevuto una nomination per un MTV Europe Music Awards come miglior artista per l’Asia e il Pacifico.

Tra le sue canzoni ci sono dei pezzi interessanti, abbastanza “nuovi” e freschi, ma anche delle palle assurde e altri pezzi semplicemente inutili, però nel complesso… Ci piace! :-)

Musica, rossetti e SMA, il nuovo video de I Fori Imperiali feat. Naomis

Bellissima la canzone, stupendo il video, forte il progetto… Complimenti a tutti!!

La canzone si compra su iTunes ed il ricavato viene interamente devoluto all’Associazione Nazionale Famiglie SMA.

Così viene presentata sul sito ufficiale de I Fori Imperiali.

Palpitanti ritmi pop-dance e un accattivante videoclip accompagnano il grido emancipato di una ragazza che, dalla sua sedia a rotelle, dice sì ad una vita intensa e indipendente.

Il ricavato della canzone verrà interamente devoluto all’Associazione Nazionale Famiglie Sma che da anni opera sul territorio con iniziative orientate sia alla ricerca sia al miglioramento della qualità della vita delle persone con atrofia muscolare spinale.

Bravi ragazzi!

P.S. Il “beat” fa un po’ Immanuel Casto, no?

Love love, il nuovo video dei Take That

Carino il video, carina la canzone… Ma perché rilasciare a marzo Happy Now come terzo singolo estratto da “Progress” per poi annunciare già a maggio una nuova canzone (che sarà la colonna sonora ufficiale del film “X-Men – L’inizio”) per poi rilasciare il nuovo  EP “Progressed” che altro non è che il repackaging di Progress + 8 nuove tracce?

Cioè, io non avevo nemmeno avuto modo di vedere il video di “Happy Now”…

É proprio vero che la Germanotta con i suoi singoli a raffica e la sua sovraesposizione mediatica permanente, ha velocizzato tutto il mondo che gira intorno alla musica pop, mondo sempre più insaziabile di nuovi singoli/video/album.

Ma se dopo una settimana una canzone sembra vecchia… Non sarà che sotto sotto la sostanza è molto poca?

Comunque godiamoci i Take That e speriamo che questo “Progressed” sia tanto ottimo com’è stato “Progress”.

Dialogo tra dive del pop (su Twitter)

Kilye Minogue, il 17 marzo tenta di fare una carineria verso la collega Britney Spears e twitta la seguente frase:

I am READY for the @britneyspears album….love what I have heard!!! WhooOoOoOPP!!!!

Britney, stordita, risponde il 21 marzo:

Awww! Thanks @kylieminogue. Means the world to me. What’s your favorite song? -Britney

Ma la risposta più strana è quella di Kylie alla domanda della Spears…

TTWE + HATLM! Congrats! xx

TTWE sarebbe Till the world ends e ok. Ma HATLM che kaiser è??

Il fenomeno (inspiegabile) di Karl Burton

Tutto nasce quando stamattina mi imbatto in questo articolo su QueerBlog. L’autore a sua volta si era imbattuto in un video musicale su YouTube alquanto bizzarro.

Suddetto video, almeno tecnicamente, mi sembra fatto molto bene, ma il protagonista è questo tale Karl Burton, a prima vista pure caruccio, un incrocio tra Lady Gaga e Adam Lambert, ma… Canta e balla come la Ventura!!

E lui ovviamente si definisce cantante che fa musica “pop, dance, electronica, tropical, lipstick, folk”. No dai, non è possibile, non ci credo che questo canti balli, faccia esibizioni e trovi pure chi gli produce singoli e video (la SyncFilms?)… Allora mi incaponisco e vado a fondo nella sua storia: scopro che in realtà si chiama Javier Furió, è un ragazzo spagnolo del 1986, ha un sito web molto fatto in casa, pieno zeppo di errori (“New shows comming soon”), non si capisce una parola del suo inglese a dir poco maccheronico ma è stato ospite della tv spagnola, cantando “live” con due microfoni e più che altro mi sembra che i due conduttori lo prendano in giro…

Parecchi video sono fuori sincrono, e i tag sotto sono messi a posta per attirare le visite (tra i vari tag fasulli c’è pure “Osvaldo Supino LOL”)… Oltre al canale YouTube ha un account Twitter, MySpace, Facebook e LastFm, come parecchia gente oggi giorno del resto, pure io ce li ho, ma lui se la sente un monte!!

No, mi ci sono fleshato e sto veramente cercando di capire… PERCHÉ?? Aiutatemi…

Hatsume Miku, la prima sgualdrina pop virtuale

Ecco a voi Hatsume Miku, la prima cantante pop virtuale, che ovviamente arriva dal Giappone.

Hatsume Miku è in realtà un applicativo del sintetizzatatore vocale Vocaloid, sviluppato da Yamaha nel 2004, al quale poi è stata associata un’immagine ed infine un ologramma, che potere apprezzare nel video sopra mentre canta “World is Mine” dal vivo.

Bé, forse dire “dal vivo” è dire troppo… Un po’ come Britney Spears insomma!!

Aspiranti pop-star dell’estate 2010

Da Spetteguless apprendo che Victoria Silvstedt ha fatto una cover di Saturday Night, la celebre hit anni ’90 di Whigfield… Ora, poteva anche essere una paraculata enorme, perché gli ingredienti c’erano tutti: canzone di sicuro acchiappo, super biondona sexy, video glamour e vai, successo assicurato!!

Ma chissà come mai non mi convince per niente…

Ed invece, sempre leggendo Spetteguless, ho conosciuto questo Nathan Jd, che dal suo canale YouTube pubblica video recensioni di canzoni, album e libri… E adesso, toh, s’è improvvisto cantante con “Un altro amore a metà”, una mega ballad che sa di Paola & Chiara.

Oh, ma lo sapete che a me non dispiace per niente??

Certo che a sentirlo parlare proprio non ce la faccio… Canta va’, che è molto meglio!! :-)

Killing me, il video in 3D di Robyn

Per “Don’t Fucking Tell Me What to Do” la cantante svedese ha fatto realizzare da Blip Boutique e Stopp Web (design di Jakob Nylund) questo “Killing me”, che potete vedere qui, un video interattivo in 3D leggermente alienante (non sopporto i vecchi occhialini per il 3D) dove vengono elencate tutte le cose che infastidiscono la pop star.

Interattivo perché i tweet che contengono l’hash tag #killingme vengono inviati direttamente alla pagina del video con tanto di link e nome dell’autore…

Come sempre, geniale Robyn.

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