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La fine del mondo

Ci sono queste due colleghe, Sté e Manu, che hanno comprato due appartamentini arroccati su di una collina vicino al mare, a Castiglione della Pescaia, tutte e due nello stesso complesso residenziale. Sono degli appartamenti molto particolari, con le strutture in travi di legno grezzo lasciate a vista, terrazze e verande aperte, stradine scoscese e sterrate tra un’unità ed un’altra. Mi invitano a vederli, e devo dire che sono molto carini, già arredati in stile animalier, ma con gusto. Ci sono anche altri colleghi, intravedo per esempio Anna e Stefano. E non capisco cosa ci facciamo, visto che Sté e Manu non le conoscono… Ma tant’è.

Dopo aver salutato tutti, visitato le case e ciarlato amabilmente, mi trasferisco in un grande salone, di gusto classico, con soffitti molto alti, caminetto, stucchi e tutto il resto. Qua invece ci sono molti colleghi, quelli che lavoravano con me a Salerno, e sono tutti vestiti bene. Ma non bene come ti potresti vestire per andare in ufficio o per uscire a cena la sera, bene-benissimo-in-pompa-magna come se tu dovessi andare alla notte degli Oscar!!

Ed il motivo è semplice: sta per finire il mondo. Non mi chiedete perché e come, questo non è dato saperlo, ma sta per finire il mondo. Ormai lo sanno tutti, e per questo ci si mette l’abito migliore e si aspetta tutti insieme per vedere cosa succede.

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Sogno di una notte d’inizio primavera

Sono a casa dei miei. Per non si sa quale catastrofe nucleare sono tornato ad abitare con loro, spero sia una cosa temporanea. Ma non è come casa dei miei, è mezza diroccata, vecchia, brutta. Anche se la posizione è incantevole: in cima ad una collinetta, con una vigna tutto intorno ed una vista spettacolare. L’ambiente però è tetro (più di quanto non lo sia in realtà, con quei mobili anni ’70 in noce nazionale) e l’atmosfera cupa. Per di più la mia ex camera è occupata da un biondino che avrà si e no 20 anni.

“Mamma, ma chi è quello?”

“Ma come chi è? Gnamo, è il figlio di cosa, deve fare non-so-cosa qui a Siena e sta da noi per un po’…”

Nemmeno nei sogni ascolto mia mamma quando chiacchera…

E allora io, figliol prodigo, devo dormire in una stanza che sembra a metà tra una dispensa ed una cucina, ma come caratteristica principale, direi, che non ha il tetto. Si, come nella canzone di Gino Paoli “questa stanza non ha più pareti” ed il soffitto (non so se fosse viola) no, non esiste più. Io vedo il cielo sopra a me. E pure un cielo scuro, sembra che voglia piovere. Cazspita, ma io voglio andare a letto, come faccio se piove? Va beh, ci penseremo quando mi sentirò talmente fradicio da svegliarmi…

Un momento… Chi è quest’altro ragazzino apparso dal nulla? Nonostante sembra che lo conosca, perché ci chiacchero amabilmente, non so chi sia. So solo che fuma come un turco e pippa pure.

“Ehy ma che fai? Sta arrivando la mi mamma e ti vede!”

Ma sì, chissenefrega, la mamma entra, ma non vede niente, non vede nemmeno lui, che nel frattempo si è barricato dietro a scatole e scatoline posate in fila sul suo letto. Come nella realtà la mi mamma vede solo ciò che vuole vedere. E rompe i coglioni, come al solito.

“Che vuoi mamma?”

“Niente, ti volevo dire che bla, bla, bla e bla, bla, bla…”

“Ok, ok, ok. B U O N A N O T T E ! ! ”

Andata via la mamma lui ricompare da dietro la sua trincea di cartone e continua a fare le cose di cui sopra, mentre si continua pure a chiaccherare. Ognia tanto si spoglia, mi fa vedere i suoi gioielli, con malizia. Oddio ma che ci sta a prova’? E nel frattempo l’altro biondino ci spia da dietro la porta socchiusa…

Mio Dio, che ansia terribile, ma ‘do vado io qua? Io voglio solo dormire!

Meno male che poi è suonata la sveglia… Dite che devo smettere di drogarmi?

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