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L’estate sta finendo…

(il video fa da sottofondo musicale alla lettura del post)

Arenile. Che bella parola, mi piace proprio. Peccato che nessuno la usi più, se non nei cartelli con su scritto “Arenile in concessione demaniale” che fino a qualche tempo fa trovavi appesi alle recinzioni degli stabilimenti balneari. Cartelli che appunto stavano ad indicare che la spiaggia era proprietà demaniale ma in concessione ad un privato. Adesso non li mettono nemmeno più ‘sti cartelli… Infatti qualcuno mi dovrebbe spiegare com’è possibile che praticamente la totalità della pineta che costeggia la SP 158 che da Castiglione della Pescaia va a Marina di Grosseto (8 km) è recintata dal filo spinato e ci sono praticamente solo accessi a ville private, munite di cancelli, telecamere e tastierini numerici. Per trovare un accesso pubblico al mare ti devi fare i veri chilometri. Che poi male non mi fa, diciamocela tutta, però ecco, questo è un dubbio che mi ha sempre tormentato sin da quando ero piccolo ed andavo già in vacanza lì…

A parte questa vena polemica, che si spiega benissimo con tre parole (“Siamo in Italia”), le ferie sono andate bene, 21 giorni di completo relax, passati a non fare niente di particolare, se non letto e mare, mare e letto, più una giornata mare+serata danzante a Torre del Lago Puccini, e qualche incursione a Marina di Alberese e San Vincenzo.

Adesso purtroppo siamo di di nuovo in ufficio (no, non ho vinto al Superenalotto, ma mi sto impegnando) e devo dire che il rientro è stato meno traumatico di quanto pensassi: parecchi sono ancora in ferie e mi sono beccato subito subito un bel rinfresco (per il compleanno di due colleghe)!

Voi? Che mi raccontate di bello?

Momento nostalgia #3

I teli da mare di Butt Magazine e American Apparel

Ma voi ci andreste al mare con un telo del genere? Io forse mi vergognerei, specialmente se avessi quello dove si vede il pirulo del tizio; che per inciso dovrebbe essere un cantautore, tale Earnie Lijoi

Gli altri soggetti su cui vi potete comodamente sdraiare quest’estate a prendere il sole sono il pornodivo ungherese Arpad Miklos (il primo in alto a sinistra), l’artista Brian Kenny (il secondo ed il più carino dei cinque secondo me, qui trovate anche il suo blog), il sexy fotografo Devin Elijah (il terzo) e, last but not least, uno stedente di moda colombiano, Juan José Quiceno, che come gli altri si è guadagnato la copertina di Butt Magazine (la #25 per l’esattezza).

Questa idea kitschissima è frutto della collaborazione tra il già citato Butt Magazine e la catena America Apparel; una parte dei profitti ricavati delle vendite dei teli da mare andrà all’Ali Forney Center per i giovani gay senza tetto. Il costo delle asciugamani è di 50 € e si comprano qui.

Fonte: QueerBlog.

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