Archivio mensile:luglio 2014

Siamo solo delle poracce

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E niente, finalmente mi ero deciso a buttare via una vecchia poltrona che mi aveva lasciato la signora quando avevo comprato casa nel lontano 2009. Niente di che, la classica poltrona bassa dal design stondato ed anonimo che puoi trovare da Ikea per 39,99 € sticazzi costa 82,50 € (ora comincio a capire). Ma non me ne ero mai sbarazzato perché comunque il salone è grande ed i mobili scarseggiavano/scarseggiano.

Comunque quando ho comprato una console con specchio e pouff da mettere all’ingresso, questa benedetta poltrona ha iniziato ad essere di troppo. Prima cosa, aveva una gamba rotta che non ero riuscito ad aggiustare (e secondo me è impossibile vista la bassa qualità del supporto di base). Seconda cosa, in origine era blu, ed io odio il blu; quindi avevo colorato la fodera di nero, ma dopo il lavaggio non è mai tornata perfetta, è rimasta sempre un po’ corta e tirata. Terza cosa, ho un’altra poltrona ben più carina e particolare che assolve il compito di “tana di Bruna”.

Quindi ‘sta poltrona è stata messa fuori casa in attesa di non si sa bene cosa, sotto la tettoia della veranda ma comunque esposta a pioggia, umido, polvere, foglie, fiori secchi e gatti. Dopo qualche tempo lì fuori, ‘sta poltrona era diventata talmente #nammmerda che ho chiamato Siena Ambiente (o SEI Toscana, come si chiamano ora) per farla ritirare.

“Certo, la faccia trovare sulla strada per le ore 6.30 della mattina del 3 luglio con sopra un foglio con il numero del ritiro”.

Ed io solertemente ieri sera ho portato la poltrona in strada con appiccicato sopra un bel foglio con il numero del ritiro.

Quando stamattina sono andato a lavoro, la poltrona non c’era già più ma il foglio di accompagnamento giaceva buttato per strada. Ho pensato “Badate ‘sti coglioni di Siena Ambiente che pigliano la poltrona ma lasciano le cartacce a giro, bravi”.

Mi è balenata per la mente un’altra idea, ma l’ho ricacciata subito in quanto non mi sembrava proprio plausibile.

#einvece alle 11 (no, ma con calma) mi chiama un tizio che dice di essere della Siena Ambiente e che doveva ritirare una poltrona che però non trova. Io gli spiego la situazione e a quel punto è chiaro a tutti e due che quella poltrona faceva comodo a qualcuno.

Una poltrona economica, con non so quanti anni di carriera alle spalle (minimo 5), una gamba rotta, la gommapiuma inzuppata di acqua ed umidità, la fodera corta e rivestita di peli di gatto. E pure qualcuno se l’è presa.

Per carità, bene. Che comunque anche io alla fine l’ho buttata perché fuori volevo mettere delle sedie che qualcun’altro buttava via e che invece mi ha regalato, ma almeno le mie sedie sono belle e particolari, questa poltrona non ha nessuna attrattiva.

È proprio vero che “one man trash is another man’s treasure”.

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