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#cosechecapitano

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E niente. Ieri sera ero di servizio come banconiere al Circolo ARCI delle Volte Basse (ed in questo momento ho deciso che tutte le volte che a me toccherà una serata pallosa come sono di solito queste, a voi toccherà una selfie su Instagram – come se di solito non mi facessi selfie, su ditelo).

(spazio pubblicitario: stasera, per quattro fine settimana, inizia la Sagra della Pastasciutta al suddetto Circolo ARCI, accorrete numerosi!!)

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Quest’anno, tutte le volte che ho prestato servizio, mi sono beccato una serata di comizi elettorali (mi raccomando, andate a votare domenica!), che sono serate di gioie e dolori perché viene un sacco di gente, è questo è un bene perché almeno non mi annoio, ma di solito hanno le pretese più assurde pensando che quello sia un bar normale invece che uno sgarrupato e disorganizzato Circolo di campagna. Per esempio, un caffè macchiato non esiste, il latte non ce l’abbiamo mica!

Ieri sera, dicevamo. Ultime sparate elettorali, con il Sindaco di Siena Bruno Valentini che presentava il candidato Sindaco del PD per Sovicille, Giuseppe Gugliotti.

Orbene, a parte il fatto che Valentini è arrivato per ultimo, facendosi attendere da tutti, poi si è presentato al bancone dal sottoscritto chiedendo un tè. Gli faccio un profumatissimo tè caldo al limone e lui se lo sorseggia parlando con quelli che gli ronzano intorno. Finito il tè, gira il culo e se ne va, continuando a parlare con i suoi interlocutori. Senza ringraziare e senza pagare.

Io lì per lì nemmeno me ne accorgo perché ero intento a servire altri clienti, ma quando realizzo esclamo a voce alta “Ma il Sindaco mica me l’ha pagato il tè?!?” dando via ad una conversazione con quelli che erano al banco in quel momento. Tra loro, l’ex postino che, mosso a compassione, fa per pagare il suo caffè e mi chiede “Quanto costa un té?” pagando così anche per lo sbadato Sindaco.

Cose che possono capitare, certo. Ma se rappresenti un’istituzione, non ci fai una bella figura.

P.S. Io contavo di riacciuffarlo alla fine del comizio, quando sarebbe ripassato da lì per uscire, ma lui ha ben pensato di usare le porte sul retro…

Comma ammazza-blog: un post a Rete unificata

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?

Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

Cosa è la rettifica?

La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione? 

La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?

La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false? 

É possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?

La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?

Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

Se avete un blog e volete aderire anche voi alla protesta, più informazioni qui.

I primi dieci politici gay a cui hanno fatto outing: ma siamo sicuri?


L’avevano promesso e l’hanno fatto: ecco pubblicato l’outing dei dieci primi politici, primi dieci di una lunga serie si presuppone, presi (a caso?) tra quelli che hanno votato contro la legge per l’omofobia.

A parte Bonaiuti, gli altri nomi mi lasciano un po’ stupito… Bufala o realtà??

E voi che ne pensate? É giusto fare outing ai politici ipocriti o anche questa è macchina del fango??

La Brambilla da il patrocinio all’Expo del Turismo gay: apriti cielo!!

Expo Turismo Gay, la prima fiera italiana dedicata al segmento Glbt (Gay, lesbian, bisex e transgender), che si terrà nell’ambito di NoFrills il 23 e 24 settembre a Bergamo, ha ottenuto il patrocinio del ministero del Turismo.

Lo comunicano gli organizzatori della rassegna. In una lettera, il ministro Michela Vittoria Brambilla ha voluto porgere i migliori auguri per il successo dell’iniziativa. In precedenza, la manifestazione aveva ottenuto il patrocinio di Aitgl (Associazione italiana del turismo gay e lesbian) e di Confindustria Assotravel.

L’importanza del settore, continuano gli organizzatori, “è testimoniata dai numeri, visto che in Italia il segmento rappresenta il 7% del fatturato complessivo turistico. Da subito l’evento ha visto numerose adesioni di associazioni ed enti pubblici italiani e internazionali: non è voluta mancare la Regione Toscana che a Expo Turismo Gay presenterà il suo portale internet dedicato. All’evento saranno, inoltre, presenti importanti enti di promozione turistica statunitense come gli stati di Denver e Vermont e la città di Las Vegas. Nutrita anche la lista degli operatori che si stanno preparando a incontrare buyer e agenti di viaggi, come Quiiky, il tour operator specializzato nel turismo gay e lesbian”.

Expo Turismo Gay organizza anche un convegno, sabato 24 settembre alle ore 13, intitolato ”Turismo gay, un’opportunità per battere la crisi: ricerche, numeri, ma soprattutto istruzioni e consigli per vendere di più al meglio”. I dati consentiranno di avere una visione concreta del segmento analizzato. All’incontro, in veste di special guest, parteciperà Alessandro Cecchi Paone, assessore al Turismo di Maiori.

Beh, non mi sembra un’idea così malvagia no? Anzi, non mi sarei mai immaginato di trovarmi d’accordo con la Brambilla, che ha motivato così la sua scelta di dare il patrocinio alla manifestazione.

Trovo che nel nostro Paese il pregiudizio nei confronti dei gay sia ancora radicato, oltre che ingiusto. Quindi anche il patrocinio a una fiera specializzata può servire ad agevolare un cambiamento culturale di cui c’è davvero bisogno.

Brava Michella Vittoria! Se non fosse che appena diffusa la notizia sono iniziate le polemiche: prima le scoregge del solito Carlo Giovanardi che si difende dietro il solito spauracchio della ghettizzazione ma non c’ha capito un’emerita minkia, e poi l’Assessore regionale della regione Veneto, Elena Donazzan (Pdl), che addirittura invita la Brambilla a dimettersi perché con questa decisione allontana gli elettori dal partito e mette in vendita come prodotto turistico la sessualità.

Oh, ma che stanno a di’?? Pensano davvero che gli italiani siano così scemi da non capire di cosa si tratta??

Citando un commento a questo articolo (uno dei pochi che hanno un senso in mezzo ad una serie di luoghi comuni e commenti da bar dello sport):

Esiste il turismo giovanile, quello dedicato agli anziani o ai single. Mi pare normale che esista anche il segmento che pone attenzione a gay, lesbiche e trans. Ed è altrettanto normale che si ponga una particolare attenzione alle esigenze di questi cittadini… Un piccolo passo verso il pieno riconoscimento di diritti ben più importanti.

Complimenti al Ministro Brambilla per l’iniziativa!

Fonte: AdnKronos.

La faccia come il culo

La legge contro l’omofobia è stata bocciata dal nostro beneamato Parlamento.

Di nuovo.

E qual è stata la motivazione?

Sempre la solita: introdurre un aggravante per odio verso persone omosessuali e/o transessuali sarebbe una discriminazione verso le persone eterosessuali che non hanno un’aggravante “a loro favore”, come non hanno un’aggravante a loro favore gli anziani o i senza tetto (che pure sono picchiati spesso e volentieri).

Le pregiudiziali di costituzionalità che hanno affossato la legge sono riportate qui da un incazzatissimo (giustamente) Oscar.

Ma un’aggravante per omofobia/transfobia  non è uguale all’aggravante per odio verso persone di diversa razza e/o religione?

Se non va bene l’aggravante per omofobia, allora togliamo anche le altre aggravanti, quelle per odio etnico, nazionale, razziale o religione (art. 3 d.l. 26-4-1993).

Se non va bene inserire un’aggravante nell’articolo 61 del codice penale, ok, ma allora facciamo un qualche altro decreto legge o cosa-cazzo-ne-so-io o comunque una qualche forma istituzionale che scoraggi gli omofobi a picchiare tutti i froci che si trovano davanti solo perché quel giorno gli gira male…

É semplicemente un fatto culturale, una legge del genere avrebbe pian piano fatto progredire la civiltà di questo paese piccolo.

Ma tant’è: non l’abbiamo voluta e così rimaniamo nel terzo mondo dei diritti civili.

Ah, per inciso: “la faccia come il culo” questa volta è quella di chi prima dice che sostiene a pieno una proposta di legge e poi si astiene quando è il momento di votarla.

Giornata Rainbow a Pisa con Anna Paola Concia e Vladimir Luxuria

Pe ricordare i moti di Stonewall, da molti considerati l’inizio del processo di liberazione del movimento omosessuale e che iniziarono il 27 giugno 1969, oggi a Pisa era una giornata completamente dedicata al mondo LGBT per combattere ogni forma di omofobia e transfobia: gli appuntamenti iniziavano alle 10 alle Logge dei Banchi con Anna Paola Concia, Paolo Patané e Vladimir Luxuria per poi proseguire alle 12 con l’alzabandiera rainbow sul Ponte di Mezzo insieme al Sindaco per finire alle 18 con la presentazione del nuovo libro di Luxuria alla Feltrinelli.

E su Facebook proprio Anna Paola Concia da una “notiziona da Pisa”…

Oggi alla celebrazione di Stonewall ho proposto al Sindaco di Pisa di organizzare nella sua Città l’Assemblea di tutti i Sindaci che in Italia hanno istituito il Registro delle Unioni civili per chiedere al Parlamento di fare una legge sulle unioni tra persone dello stesso sesso e (se la bocciano) approvare la legge contro omotransfobia. Ha detto si, si farà in Autunno! La battaglia continua!

Questi sono gli amministratori governativi che ci piacciono! Mica come Andrea Fanzago, consigliere comunale del PD di Milano che si è pubblicamente espresso contro le unioni civili, andando poi contro al parere del neo Sindaco Pisapia…

Fanzago, Giovanardi & co… Invece di dare aria alla bocca, fate pace col cervello, date retta a me!

Italia, non è un paese per gay

In un momento di scazzo lavorativo stavo girovagando per il web e sono approdato a questo post su GossipBlog. Ed ho notato subito l’alto numero di commenti: è bastata la pubblicazione della foto sopra riportata che si sono scatenati i commenti più ipocriti ed ignoranti!

Il contenuto medio è questo:

mi fa piacere che siano felici… ma detto onestamente credo che nn farà bene questa situazione ai bambini… x niente… e questa volta l’Italia nn c’entra un tubo… è così ovunque… la gente nn concepisce due persone dello stesso sesso che hanno figli… e in effetti non sarebbe una cosa proprio del tutto naturale… come fai a spiegarlo ai tuoi figli?

É una fortuna crescere con due “padri”? Uno dei quali più effeminato? Mi sembra che davvero ormai abbiamo perso definitivamente la bussola.

Il sottinteso è sempre il solito: “Io non ho niente contro gli omosessuali però addirittura affidargli dei bambini no”.

E anche quando si forniscono dati scientifici e ricerche con dati alla mano sul gay parenting e si invitano gli scettici ad informarsi, non si ottengono risposte sensate.

Io ovviamente ho commentato il post di cui sopra (scritto da Apo) e uno mi ha risposto “eh ma allora io mi voglio sposare una scimmia”… Capisci con che persone hai a che fare?

Persone cresciute in ambienti naturalmente omofobi, omofobia estremizzata dalla Chiesa che un giorno sì ed un altro pure inveisce contro i gay (e i politici spesso gli fanno da coro) il tutto condito da una tv dove ti passano i Tamarri che ti dicono che “Manuel è un po’ effemminato. Sembrava un ricchione. Io non ho niente contro i ricchioni, però hanno fatto bene a urlargli frocio” (meno male che hanno sospeso il programma per ascolti bassi) e che censura i baci gay nei telefilm.

Per non parlare delle istituzioni che proprio non ci vogliono sentire né da un orecchio né da un altro quando si parla di diritti LGBT, anzi se la prendono pure con l’Ikea.

Che svilimento…

De Magistris toglie le auto blu per assessori e dirigenti a Napoli

De Magistris si è appena insediato come sindaco di Napoli e uno dei primi provvedimenti che fa qual’è? Stop alle auto blu per assessori e dirigenti, rimarranno solo le auto di servizio che però verranno utilizzate solo per “esigenze di servizio e per compiti istituzionali”, a lavoro si va a piedi o in bici o con il trasporto pubblico, tutt’al più con un motorino elettrico (fornito dal Comune).

Bravo Luigi, bella trovata! Il neo sindaco la butta sull’ambientale, ma io guardo anche il lato economico: perché ti devo pagare io il mezzo per andare a lavoro? Pagatelo da solo come fanno tutti!!

A questo provvedimento emanato da De Magistris è stata data tanta risonanza mediatica, ma già altri comuni avevano  tagliato le auto blu in precedenza, come Roma, o addirittura tolte del tutto come Palermo e Bologna

Certo, se non ci sono dietro dei magheggi a noi ignoti (tipo che togli le auto blu ma poi dai ai dirigenti rimborsi milionari), sono davvero delle belle inizative…

Quando verranno recepite anche dal Governo centrale??

Fabio Federico, sindaco di Sulmona, sui gay e sulle unioni civili

Il video risale al 2006 quando l’allora consigliere comunale di AN, attuale sindaco di Sulmona Fabio Federico, in una trasmissione televisiva di un emittente locale dice la sua sui gay, sulle unioni civili e sulle adozioni alle coppie gay.

In cinque anni avrà cambiato idea? Manco per sogno, questo è quello che dice oggi a Repubblica.

Da una parte ci sono delle questioni psicologiche, interne o esterne alla famiglia, che determinano le scelte sessuali dei ragazzi e delle ragazze. Ma ci sono, invece, dei casi di aberrazioni nella produzione ormonale. Ci sono dei ragazzi che hanno un aspetto femminile, e hanno la ginecomastia. In alcuni casi, c’è una iperproduzione di estrogeni. Quelle sono malattie, da curare.

E se tornasse a casa e sua figlia le dicesse di essere lesbica? Dio quanto ci goderei. Lui invece un po’ meno…

Cercherei di capire se ha problemi di carattere ormonale. Voglio capire se la scelta dipenda da una problematica di tipo fisico o medico. Se sei femmina e la natura ti ha fatto femmina, e invece ti piacciono le femmine, avrò il diritto di sapere cosa c’è che non va?

Per lui, una eventuale legge contro l’omofobia discriminerebbe gli eterosessuali.

Ieri sera a Sulmona ci sono state delle risse, nel corso delle quali  hanno picchiato degli eterosessuali. Perché deve esistere una legge che ghettizza ancora di più gli omosessuali? Perché chi picchia un gay deve essere punito in maniera diversa da chi picchia un etero?

Netta la contrarietà alle adozioni.

Sono per madre natura. Le adozioni devono avvenire da parte di un padre maschio e una madre femmina. Ci strappiamo i vestiti per difendere la natura  –  dicendo, ad esempio, no al nucleare  –  e poi madre natura diventa un optional quando si parla di omosessualità e adozioni.

Io rimango allibito… Ma lui con quale titolo parla di “malattie, da curare”? É un dottore? Ecco, allora cambi mestiere.

Il Presidente dell’Agedo Rita De Santis all’Europride

Io questa donna la amo… Classe 1938, mica cazzi.

Qui, per chi come me non ci fosse potuto andare, il video con discorso ed esibizione di Lady Gaga, qui il testo tradotto in italiano se avete difficoltà con l’inglese, mente qui potete trovare una carrellata di video che documentano la festa vera e propria che sarebbe la sfilata.

Su, fatemi sformare… Com’è stato quest’Europride?

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