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C’est la vie…

Ma è mai possibile che l’evolversi naturale della vita, con il formarsi delle coppie, i trasferimenti di casa, il lavoro e tutte queste cose “normali” porti ad un inevitabile allontanamento di quelle che una volta erano forti amicizie?

Mi spiego meglio.

C’erano una volta quattro amici, che trovavano sempre una scusa per stare tutti inzzzzzzzzzzzzieme, anche perché abitavano tutti nel raggio di 500 mt… Una birra, una cena, una serata in discoteca, ma anche una semplice chiaccherata per fumare una sigaretta di nascosto dai genitori dopo cena.

E questi quattro amici, man mano che crescevano, deprecavano il comportamento di altre persone che si erano sempre di più allontanati dal gruppo originale (ben più numeroso dei quattro).

E poi, quando venne il loro turno di fare dei cambiamenti, tre restarono fedeli ai loro ideali, riuscendo ad incastrare tra tutti i loro impegni pure i “vecchi” amici, forti della comprensione altrui se le uscite non fossero state più frequenti come prima, ma comunque mettendoci sempre un notevole impegno, perché si sa, a volte la vita è bastarda.

La quarta no. Adesso va con gli altri tre solo se non ha di meglio da fare, tanto da arrivare a troncare in fretta e furia una serata (nata di sua iniziativa solo perché il suo ragazzo era andato a cena fuori) quando il ragazzo di cui sopra rientra prima del previsto a casa…

Ora, io dico: gli altri tre si potrebbero anche incazzare legittimamente o no??

Il fantastico mondo di Nasello (seconda parte)

Un vecchio adagio recita che “Chi ben inizia, è a metà dell’opera”… Penso si possa affermare con assoluta certezza che questa massima non vale per il mercato immobiliare e le ristrutturazioni edilizie. Perché Dio solo sa quante e quali esorbitanti richieste avessimo sia io che Serena per trovare i nostri dolci nidi d’ammmore. Quando tutti e due (a poca distanza l’uno dall’altra) trovammo le nostre case ideali, Papa Ratzi stava per gridare al miracolo e ci propose la beatificazione, salvo poi accorgersi che eravamo ancora in vita e che quindi non se ne fece di niente.

In questo post nello specifico, prendiamo in esame il caso di Serena, che una volta trovata la sua casina era al 58° cielo (il settimo era troppo poco alto per esprimere il suo stato d’animo)… Ah, povera illusa!! Ancora non sapeva con chi aveva a che fare: il temibile Nasello.

Per chi non lo conoscesse, Nasello è un imprenditore edile, maritato e con cinque figli a carico, che penso si diverta principalmente a mettere i bastoni tra le ruote ai poveri giovani che cercano la loro prima casa, avvalendosi dell’aiuto di un altro losco figuro, Belardo, che a detta di tutti fa l’agente immobiliare, ma io non ne sarei tanto sicuro, visto quanto è poco preparato e quanto è ignorante.

Io mi ero già incappato in questa malefica accoppiata, quando avevo trovato una casina meravigliosa, tre piani, corte interna e giardino sul retro. Certo, era da buttare giù e rifare completamente, ma il prezzo consentiva di poterci sistemare tutta la famiglia (io, sorella e genitori). Se non che si mise di mezzo la vecchia Cesarina, che non se ne voleva andare da quella che era sempre stata la sua casa… E come darle torto? Aveva un contratto di usufrutto a vita!! Secondo me anche lei era una spia assoldata da Nasello, infatti alla fine la casa se l’è comprata lui, con tanto di vecchia dentro, che per l’occasione era stata ripulita ed agghindata con un fiocco rosso sul naso adunco per dare il benvenutro al nuovo padrone.

Ma torniamo a Serena… Una volta fatto il compromesso, la poverina ne ha dovute subire di cotte e di crude. Per potersi liberare del malefico muratore, ha dovuto passare, in ordine:

* immobile oggetto di una donazione, per cui non le davano il mutuo;

* spese di condominio non pagate per un ammontare di 1.000 €, ma mica gliel’ha detto lui, nooo!! É venuta a saperlo in maniera del tutto casuale… E meno male!!

* casa lasciata in condizioni invereconde, tutto quello che si vede ad occhio nudo è unto ed appiccicoso, ci sono strane sostanze non meglio identificate che ancora gocciolano sulle porte;

* lavoretti da fare, a carico del venditore: tirare su un muretto tra la cucina ed il salotto, dove mettere il telaio per la porta a scomparsa, togliere i mobili in muratura della cucina stessa e cambiare i sanitari dei bagni. Ecco, di tre semplici lavori, solo il muretto della cucina con annesso scrigno è andato a buon fine, per gli altri due lo stronzo si è accorto troppo tardi che non c’erano piastrelle di ricambio o che quelle già posate erano posate a “membro di segugio”…

Comunque Sere, adesso è andata, l’atto è fatto, la casa è tua e quel rompimaroni di Nasello ce lo siamo levato dai testicoli… Quindi, vedrai che tutti i piccoli e grandi problemi si risolveranno, magari con qualche bestemmia e un po’ di soldini spesi in più…

E poi, se tutto andasse liscio, che gusto ci sarebbe? :-)

Le prossime puntate dipenderanno dallo stato di avanzamento lavori, e quindi si spera di aggiornarci presto su questi schermi!

Il fantastico mondo di Nasello (prima parte)

Tutti hanno una missione nella vita, Serena ne aveva una apparentemente impossibile: trovare una casa di circa 80 mq con cucina separata dal soggiorno, due camere, due bagni, garage, rimanere nei dintorni dell’Oasi Plasmon dove siamo cresciuti e non spendere più di 200.000 €. Per anni noi amici fedeli e realisti abbiamo tentato di farle abbassare “le mire”, dicendo che comunque l’angolo cottura aperto sul living è più cool, che il garage non è indispensabile e che Monteroni D’Arbia in fine dei conti non è poi così malfamato, se solo riesci ad abituarti ai delinquenti. Non c’è stato niente da fare, lei andava avanti per la sua strada, praticamente immersa nella nebbia delle millecinquecentomila offerte immobiliari di Siena e provincia…

Le aveva provate davvero tutte: appartamenti super lussuosi a prezzi stracciati (peccato che fuori cadessero a pezzi e fossero “solo” a 50 km da Siena), mini loculi con vista sulla statale più trafficata del comune che se uscivi di casa senza guardare a destra e poi a sinistra ti falciavano il naso, casermoni di nuova costruzione così carini che anche le zanzare li sceglievano per soggiornarvi ed erano comprese nel prezzo d’acquisto…

Quando ormai tutti iniziavamo a desistere, e noi altri amici iniziavamo a parlarle alle spalle “Bisogna prepararla al peggio, quando si renderà conto della durà realtà non reggerà il colpo”, arriva lui, quell’appartamento al secondo piano di un condominio non troppo nuovo e non troppo vecchio, che ci saremo passati davanti un milione di volte, ma chi l’avrebbe mai detto che sarebbe stata la sua casa-per-la-vita? E invece era lei, la decisione è presa (oh, poi chi può mai dirlo, esistono sempre i traslochi)…

Peccato che da lì in poi sia stato tutt’altro che in discesa…

…TO BE CONTINUED

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