Archivio mensile:luglio 2012

Il parmigiano terremotato? Troppo complicato!

Quando lo scorso maggio sono iniziati i terremoti nell’Emilia, siamo rimasti tutti un po’ sconvolti, perché ignorantemente (si dice?) non pensavamo che fenomeni di tale intensità potessero interessare quella zona. Ma siamo anche rimasti piacevolmente colpiti di come tante e tante aziende si fossero subito rimboccate le maniche per vendere i loro prodotti che non potevano più tenere nei magazzini danneggiati.

Le informazioni che circolavano erano tante, troppe, ma il riscontro da parte di tutta Italia è stato talmente buono che molte aziende non riuscivano a far fronte a tutte le richieste.

Nel nostro ufficio abbiamo pensato di poter dare una mano e nel nostro piccolo comprare un po’ di parmigiano “terremotato”: abbiamo cercato informazioni attraverso più canali, e alla fine, tramite la camera di commercio, ci hanno informato che la nostra richiesta era stata registrata ma  “messa in coda” data l’ingente mole di informazioni che le varie aziende si sono trovate a gestire in così breve tempo.

Finalmente veniamo contattati da un’azienda che c’informa di avere disponibili due gradi di stagionatura (12/14 mesi e 18 mesi) e che sono in grado di venderle in pezzi da 500 o da 1000 gr confezionati sottovuoto e spedite, e ci forniscono i prezzi al kg per ogni tipologia IVA al 4% esclusa.

Noi spieghiamo chiaramente che siamo un gruppo di colleghi che avrebbe fatto un ordine cumulativo e che avremmo raccolto preventivamente i soldi in base ai prezzi che ci avevano comunicato (anche perché vogliono pagamento prima della spedizione).

Fatta una prima bozza di ordine (bello grosso, perché la voce si spande in fretta e le adesioni fioccano), ricontattiamo l’azienda comunicando le quantità. Dopo qualche giorno ci comunicano che in realtà le pezzature sono da 550 e 1100 gr perché loro hanno una macchina che prende la forma intera e la divide in un numero di pezzi prestabilito (e quindi forse per una minor stagionatura della forma i pezzi vengono più pesanti? Boh, ok).

Però essendo il prezzo al kg sempre lo stesso, noi che avevamo già raccolto i soldi, adesso dobbiamo ri fare i calcoli e raccogliere nuovamente quello che manca consci delle nuove pezzature.

Dopo aver confermato nuovamente l’ordine, viene fuori che il numero dei pezzi totale deve essere un multiplo di 8 per quelli da 1100 gr e di 16 per quelli da 550 gr, perché l’azienda le scatole le fa così e non le può spedire mezze vuote… Giustamente… Ma dirlo prima?

Allora aggiustiamo tutte le quantità, togliendo qua e aggiungendo la per far sì che torni tutto perfetto secondo i loro standard e comunichiamo i nuovi numeri.

Alla fine, dopo tre giorni di silenzio quando ci era stato detto che “Si, si, vi mando subito la conferma dell’ordine così fate il bonifico e parte tutto” la ragazza con cui avevamo sempre parlato (sempre e solo un unico referente che ci ha seguito in tutte le fasi, che dovrebbe essere garanzia di un dialogo chiaro e trasparente, ndb) ci manda una fattura “preventiva” dove, facendo il peso del singolo pezzo per il numero dei pezzi, il peso totale non torna… Chiamiamo la signorina e lei ci spiega che fino a che non vengono pesati, non si può conoscere il peso preciso dei vari pezzi, che poi potrebbero essere anche tutti leggermente diversi…

No aspetta: e allora come mai all’inizio hai detto che le pezzature erano di TOT grammi? Non potevi dire subito che “Sì, i pezzi sono all’incirca 500 e 1000 gr, ma c’è una tolleranza del 5% in più o in meno”? Noi ci saremmo regolati di conseguenza (magari raccogliendo i soldi solo dopo la pesata)…

E poi come fai a scrivermi su questa fattura “preventiva” che il peso totale è TOT se ancora non hai pesato i pezzi?

Noi ti paghiamo tutto in anticipo ma… Ma come facciamo a sapere che il peso che ci fatturi sia lo stesso che poi riceveremo se TU in primis ci dici che è impossibile saperlo fino a che non fate la pesata?

E attenzione non stiamo parlando di UN PO’ di parmigiano, ma di un ordine di più di 6.000 € di roba… Ed in tutto sto tira e molla sono passate settimane…

Se alcune cose non possono essere previste, perché immagino che non sia così semplice fare dei pezzi tutti uguali, perché non lo hai spiegato dall’inizio? Peggio, perché mi dici il contrario?

In fin dei conti il tutto è partito come gesto di solidarietà, che se avessimo voluto il parmigiano al prezzo migliore saremmo andati alla Coop (costa 2 € meno), non è che ci formalizziamo su prezzi e quantità…

Però se le cose sono poco chiare dall’inizio alla fine, la gente ha l’impressione di essere presa per il culo e a lungo andare si stufa; e mi sa che in realtà non hai tutto questo gran bisogno di vendere il parmigiano, quindi te lo puoi anche tenere…

N.B. Il tutto è riferito ad una SOLA e SINGOLA azienda con cui noi abbiamo avuto contatti, voglio sperare che altre realtà siano meglio organizzate!

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